Caso Quirra: parla Gianfranco Sollai

Caso Quirra: parla Gianfranco Sollai

Oggigiorno sappiamo del disastro ambientale dovuto all’assidua attività bellica svolta nel poligono sperimentale di addestramento interforze del Salto di Quirra, nato nel 1956; il balipedio delle forze armate italiane si estende tra le province di Cagliari e d’Ogliastra e ricopre anche vaste aree marine (capo San Lorenzo).

Uranio e torio radioattivi, polveri sottili nonché metalli pesanti, sono solo alcuni dei materiali contenuti nei missili, razzi e proiettili che frequentemente vengono testati nel poligono e che rilasciano agenti chimici nell’area circostante, investendo il territorio, la popolazione e il bestiame. Il risultato della dispersione di questi prodotti chimici obbliga l’inalazione e il contatto con gli stessi, causando tumori emolinfatici (come linfomi e leucemia), malformazioni e rischio per diverse specie endemiche, tra cui un rarissimo anfibio: il tritone sardo.

Nell’intervista video di Pesa Sardigna l’avvocato Gianfranco Sollai dichiara, a proposito dei capi d’imputazione del processo di Quirra, che i generali che si sono succeduti nella base di Perdasdefogu sono accusati di aver cagionato un «persistente e grave disastro ambientale, causando un enorme pericolo chimico e radioattivo per la salute di decine di migliaia di abitanti residenti nei centri abitati adiacenti e limitrofi al poligono nonché degli animali». Il processo (che si sta svolgendo presso il tribunale di Lanusei) è stato, però, pretestuosamente sospeso, a causa della richiesta della Regione Sardegna (parte lesa) tramite l’eccezione di incostituzionalità della norma ambientale 311 del 2006; l’eccezione è stata accolta, per cui il processo è stato sospeso e gli atti sono stati inviati alla Corte Costituzionale. Attualmente Regione e Ministro dell’ambiente si contendono il risarcimento dei danni. Lo Stato e le sue articolazioni che chiedono i danni a allo Stato stesso non fanno quello che sembrerebbe un gioco delle parti abbastanza ridicolo?