Paola Pilisio: l’inganno della “chimica verde” e le vere intenzioni dell’ENI

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  • Che fine ha fatto la grande promessa della chimica verde?

La fine che abbiamo sempre detto che avrebbe fatto, ovvero quella di restare solo una promessa che ha permesso ad Eni di prendere tempo e non occuparsi di un’area di cui ha abusato, profittato e avvelenato per 40 anni, con il solo fine di scamparsi le bonifiche. Il tutto orchestrato ad arte per intrattenere la nostra classe politica, qualche sindacalista residuale e chi ancora credeva nel sogno della chimica.

  • Voi siete stati fra i primi a denunciare l’inganno dell’ENI?

In realtà no, i primi che hanno avanzato grossi dubbi su questo progetto sono stati l’ISDE e il GRIG. Noi siamo arrivati subito dopo e anche grazie al loro lavoro di ricerca e studio, solo che abbiamo fatto un lavoro diverso. Creando prima di tutto un comitato che ci ha permesso di costituirci parte civile nei processi che riguardano l’Eni nell’area industriale di Porto Torres, ma specialmente abbiamo usato le parole giuste, abbiamo trasformato i dati che ISDE, ma anche il Ministero dell’Ambiente ha sempre messo a disposizione, come il Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I., in informazioni alla portata di tutti. Abbiamo diffuso una consapevolezza collettiva dei luoghi in cui ci è dato vivere. Lo abbiamo fatto attraverso i social network, non perdendo mai l’occasione di rovesciare le notizie che la stampa, non solo locale, dava in pasto alla gente. Abbiamo smontato punto per punto ogni loro dichiarazione sempre, anche con gesti: sit.in, occupazioni, manifestazioni che hanno coinvolto i collettivi artistici sorti nell’area del nord/ovest della Sardegna. Abbiamo denunciato e svelato questo progetto ovunque ci è stato possibile farlo, comprese amministrazioni comunali, aule universitarie e strade.

  • A che punto sono le bonifiche? Vedremo mai Porto Torres risanata?

Le bonifiche in realtà non sono mai partite, salvo piccoli interventi di facciata, che pero’ non hanno certamente risolto il problema delle falde, dei pozzi della Nurra, della polla di benzene nella darsena o della ormai famosa Collina dei Veleni di Minciaredda. Non sarà certo la nostra generazione a godere di una nuova Porto Torres, manca la volontà politica, se c’è una cosa che è emersa in questi anni, è che i nostri amministratori hanno ceduto su questi luoghi la sovranità e il controllo, i fatti dimostrano che non capiscono ciò che sta accadendo da anni in questi territori, ceduti a multinazionali senza scrupoli che impunemente, con la connivenza degli incontrollati controllori stanno dando il colpo di grazia. Il problema é che lasciano fare tutto quello che passa nella testa dell’ENI, ma non é detto che un giorno o l’altro questo malaffare finirà. E prima sarebbe meglio che dopo. Noi non li molliamo.

Paola Pilisio è un’attivista ambientalista del comitato “No chimica verde” nota per le sue battaglie in tutta l’isola e vincitrice nel 2015 della sezione “Premio Terra”  del Premio Donne Pace e Ambiente. È  tra le maggiori animatrici dei comitati sorti attorno al polo petrolchimico di Porto Torres per chiedere la messa in sicurezza e la bonifica del territorio.