In Sardegna l’acqua ci avvelena e ci deruba

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(Nella foto l’immagine utilizzate dalla campagna del Fronte Indipendentista Unidu contro Abbanoa)

In molte parti dell’isola bere acqua è pericoloso! È di ieri per esempio l’ordinanza del sindaco di Sassari Nicola Sanna che dichiara l’acqua fornita da Abbanoa non potabile dopo i controlli compiuti dal dipartimento di Prevenzione-servizio Igiene degli alimenti e della Nutrizione della Asl.

Ma vediamo in sintesi com’è stata in questi anni la gestione di questo ente.

La truffa di Abbanoa

Secondo l’ISTAT il 54,3% dell’acqua erogata annualmente in Sardegna è dispersa. La domanda che sorge spontanea è: perché e dove va a finire?

Abbanoa, l’attuale gestore unico dell’acqua “potabile”, usufruisce delle proprie reti oramai vetuste, malandate e colabrodo, nonché obsolete e pericolose, dato che non di rado hanno lo stesso decorso delle linee elettriche e fognarie: si sono profilati episodi in cui sono state riscontrate, infatti, alte cariche batteriche con la presenza di cospicue quantità di Escherichia Coli, batterio normalmente presente nelle feci.

Quanta acqua viene sprecata?

Come già detto, il 54,3% dell’acqua immessa nella rete idrica è dispersa tramite le innumerevoli fenditure e lesioni subite negli anni dalle tubature. Questa percentuale fa parte di un set di dati ISTAT, calcolati sulla differenza tra acqua immessa e acqua erogata sul totale dell’acqua introdotta nelle reti comunali di distribuzione idrica.

Nonostante le incalcolabili perdite di acqua nella nostra terra e il conseguente disservizio che viene a crearsi periodicamente, fronteggiamo quotidianamente le ricevute delle bollette riportanti prezzi esorbitanti ed in costante aumento: è evidente che Abbanoa, come ogni mulino, vuol la sua “acqua”.

In Sardegna, come in Italia, l’importo riportato dalle bollette che riceviamo si presta a pagare il servizio di erogazione, non l’acqua che è, invece, ancora un bene pubblico. Allora per quale motivo il prezzo dell’erogazione, da quando il gestore è Abbanoa, è triplicato nonostante l’inefficienza delle reti idriche,al fornimento di acqua non potabile o alla frequente assenza d’acqua?

Come fece notare nel gennaio del 2015 il Fronte Indipendentista Unidu con una occupazione della sede sassarese di Abbanoa, c’è un altro grave problema: la “conciliazione delle bollette pazze”. Molti utenti ricevono, infatti, bollette il cui prezzo ammonta a decine di migliaia di euro, sebbene non ne abbiamo mai ricevuta una. Quindi perché per anni non si è provveduto a spedire le bollette ogni due mesi, come da contratto? C’è una strategia usuraia dietro questa scelta?

Tra le varie richieste gli indipendentisti annoveravano anche quella dell’azzeramento della dirigenza di Abbanoa dimostratasi incapace di gestire l’ente e, insieme ad esso, la moratoria dei debiti pregressi per ristabilire un legame fiduciario e collaborativo tra ente gestore e utenza.

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(Nella infografica la crescita dei prezzi delle bollette anno per anno da quando è nata Abbanoa ad oggi)

A quanto ammonta il costo dell’acqua in Sardegna?

SEO, Sardinian socio- Economic Observatory, mette in luce i dati ISTAT inerenti i costi dell’acqua e le quantità utilizzate e disperse nella nostra terra. Dall’articolo e dalle info- grafiche emerge che i costi dal 2005, anno dopo la nascita di Abbanoa, sino al 2015 hanno subito un incremento dell’81% (quindi, mentre nel 2005 la bolletta segnalava € 15 di saldo nel 2015 la medesima ne mostrava € 27,15).

“Viene riportato il trend storico degli aumenti del costo dell’acqua a partire dal 2005 per arrivare al 2015. I dati utilizzati sono stati presi dal sito del gestore unico d’ambito ABBANOA spa*. La Tariffa unica d’ambito è il costo di base necessario per calcolare gli incrementi e le riduzioni a seconda della tipologia di utenza e della quantità di consumo”.

Per ulteriori e più approfondite informazioni:

https://seosardinia.wordpress.com/2016/03/10/acqua-in-sardegna-il-costo-e-aumentato-dell81/

http://www.slideshare.net/slideistat/01-stefano-tersigni