2 giugno a Bauladu: Assemblea generale contro l’occupazione militare

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Hanno trascorso il mese di maggio a girare per tutta la Sardegna, dalle principali città ai paesi più piccoli. Ovunque ci fosse qualcuno interessato i ragazzi del Comitato Studentesco contro l’Occupazione Militare arrivavano con una presentazione dettagliata sull’occupazione militare, sui danni provocati all’ambiente e alla salute a causa delle esercitazioni e delle sperimentazioni, sulle gravi ripercussioni economiche, sui rapporti fra università sarde e istituti di ricerca israeliani, sulle coperture politiche su cui l’Esercito italiano può contare che toccano sostanzialmente (più o meno ambiguamente)  tutti i partiti del centro destra e del centro sinistra italiano.

Dopo ogni presentazione i militanti del comitato prendevano appunti, raccoglievano idee e proposte con il proposito di raccogliere tutti gli spunti utili per rilanciare il movimento contro l’occupazione militare su basi finalmente democratiche, di partecipazione e di ampio coinvolgimento confrontandosi con tutte quelle realtà antimperialiste, indipendentiste, antagoniste e ambientaliste che nell’isola si battono da decenni, spesso però in maniera scollegata e saltuaria.

Il prossimo 2 giugno a Bauladu è convocata un’assemblea generale sul tema. Non è causale né la data né la locazione. «Quel giorno – scrivono gli esponenti del comitato – commemorazioni civili e parate militari si susseguiranno per le città della Sardegna e dell’Italia per ricordare la nascita della Repubblica Italiana. Una repubblica che da metà degli anni ’50 ha deciso che la Sardegna sarebbe dovuta diventare la portarei della Nato e una terra di esercitazioni militari. Nonostante nel corso del tempo ci siano state limitate dismissioni, tutt’ora il 61% del demanio militare italiano risiede sul territorio sardo».

Bauladu invece è stata scelta per la sua collocazione centrale a testimoniare una chiamata a raccolta di tutte le forze che sul territorio nazionale sardo sono impegnate nella lotta contro l’occupazione militare che è un problema di tutta la nazione e non localizzato.

All’assemblea saranno presenti tutte le soggettività politiche e di movimento che hanno sfidato l’Esercito Italiano nel corso degli ultimi anni e – assicurano gli organizzatori – non ci saranno né capi né programmi precostituiti. Il comitato si limiterà a presentare un resoconto degli incontri territoriali e delle proposte raccolte, tutto il resto sarà da costruire paritariamente e in piena democrazia.

È una sfida a tutte le divisioni che in questi anni hanno impedito al movimento di decollare davvero, ma gli organizzatori sembrano essere ottimisti: «il 2 si riparte da zero, noi da promotori ritorniamo in platea e ci rimettiamo a quello che uscirà da quel giorno auspicando un confronto sincero, orizzontale e inclusivo».

L’apuntamento è previsto per giovedì 2 giugno, nel centro sociale di Bauladu, piazza Emilio Lussu alle ore 15:00

Ecco il documento di lancio degli incontri territoriali e dell’assemblea del 2 giugno.

https://mobile.facebook.com/notes/comitato-studentesco-contro-loccupazione-militare-della-sardegna-cagliari/per-unassemblea-generale-sarda-contro-loccupazione-militare/1734539340163100/?_ft_=top_level_post_id.1734539340163100%3Atl_objid.1734539340163100%3Athid.1495308614086175%3A306061129499414%3A51%3A0%3A1462085999%3A-7210932826402146828