“Progetto Dinamo”, ovvero la definitiva scomparsa della sovranità creditizia dei Sardi.

Euro banknotes locked on white

Ormai sta giungendo a conclusione quel lento processo di cessione progressiva e costante della sovranità del credito inSardegna.

Ancora poco più di quindici anni or sono i Sardi potevano ancorafare affidamento su tre grosse realtà creditizie (Banco di Sardegna,Banca di Sassari e Credito Industriale). Poi, piano piano, la situazione cominciò a modificarsi.

Mentre, da una parte, IntesaSanpaolo acquisiva la proprietà del Credito Industriale Sardo, dall’altra il Banco di Sardegna spa e, di conseguenza, la sua controllata Banca di Sassari, passarono sotto “l’ala protettrice” della Bper, una banca emiliana di medie dimensioni, la quale ne acquisì il 51% del capitale sociale

Con il passare degli anni il principale Istituto di Credito operante nella nostra Isola, il Banco di Sardegna, vide progressivamente spostare i propri centri decisionali dalla Sardegna verso una piccola cittadina dell’Emilia Romagna: Modena.

Questo comportò negli anni una continua perdita di autonomia gestionale sia del risparmio dei Sardi che riguardo le scelte strategiche nelle politiche di concessione del credito.

Oggi con l’annuncio del “Progetto Dinamo”, viene portata a termina la definitiva fusione per incorporazione tra il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari, motivando questa operazione come una fase necessaria al fine dell’ottimizzazione dei costi e dell’operatività dei due istituti di credito sardi.

In realtà questa operazione nasconde una strategia più fine e, in fondo, anche prevedibile: il futuro incorporamento del Banco di Sardegna da parte della Bper.

In pratica si avrebbe il passaggio definitivo della gestione nelle mani dei centri decisionali dei vertici di Modena e la fine di ogni autonomia creditizia in Sardegna.

Se si verificasse questo fatto si avrebbe la totale assenza sul territorio di una banca gestista da e per i Sardi, con le logiche conseguenze sul flusso dei risparmi che si orienterebbero verso le realtà produttive della Penisola.

E’ grave come in questa fase si sia sentita costante la “rumorosa” assenza della Fondazione Banco di Sardegna la quale controlla il 49% del capitale sociale dello stesso Banco.

Le solite logiche politiche hanno impedito alla Fondazione di portare avanti una valida strategia degli interessi economici legati al territorio sardo. E oggi il risultato finale di tutto questo è che diventa sempre più concreta la possibilità di una scomparsa definitiva di una politica creditizia mirata su misura per le esigenze dell’economia sarda.

Oggi con il “Progetto Dinamo” si segna la linea di partenza che, piano piano, ci porterà sempre più lontano dalla Sardegna e più vicini alla Pianura Padana (N.B.: oltre la “Linea Gotica”).