Puddu: “ora uniti contro l’occupazione militare!”

intervista enrico puddu

Domenica 26 giugno ad Aristanis (Oristano) si terrà la seconda assemblea generale sarda contro l’occupazione militare. Abbiamo intervistato Enrico Puddu del Comitato Studentesco contro l’occupazione militare per capire che aria tira. Ecco le coordinate dell’incontro: Aristanis, 26 giugno, ore 15:00, teatro S. Martino, via Ciutadella de Menorca, n.3

Avete sfidato la disunità del movimento contro l’occupazione militare chiamando una assemblea generale a Bauladu lo scorso 2 giugno. Come è andata?

Il 2 giugno è stata una data importante per tutti coloro che lottano contro l’occupazione militare in Sardegna. Come Comitato Studentesco contro l’occupazione militare abbiamo voluto convocare in quella data tutte le organizzazioni, movimenti indipendentisti, associazioni, comitati e singoli che in questi anni si sono interessati dell’argomento. Prima del 2 giugno abbiamo organizzato un tour in tutta la Sardegna in modo tale da poter raggiungere più persone possibili e cercare di costruire quella data insieme. Ci siamo resi conto che l’esperienza del tour, ha portato ad un confronto sincero e costruttivo con molteplici realtà e che, con tutte queste, si condivideva il fine ultimo cioè la chiusura delle installazioni militari. Fare un analisi dell’assemblea in poche righe non risulterebbe esaustivo e corretto però sicuramente si può dire che si sono raggiunti due obbiettivi che ci eravamo prefissati. Il primo era quello di portare in una stessa data tutte le organizzazioni e i singoli raggiunti durante il tour e soprattutto tutti coloro che si sono impegnati negli anni nella lotta contro le basi a parlarsi e confrontarsi. Il secondo obbiettivo era quello di rendere l’assemblea il più operativa e concreta possibile ponendo le basi per un lavoro continuativo nel medio e lungo periodo. Questi risultati uniti ad una progettualità di breve termine ha portato i partecipanti ad avere la necessità di un secondo confronto che avverrà domenica 26 giugno al Teatro San Martino di Oristano.

Dagli interventi è uscita una linea comune basata sul diritto del popolo sardo di liberarsi dell’occupazione, sulla necessità di un lavoro continuativo e sul fatto che nessuno deve mettere il cappello sulla lotta. È così?

Si è proprio così. Gli interventi di tutti i territori hanno dimostrato che queste volontà sono condivise da tutti e ci si è impegnati per trovare una sintesi concreta per continuare a lottare insieme. Questo implica che la nostra volontà di confronto è stata accolta e che è emersa una linea comune che sarà la base su cui si dovrà costruire nel prossimo futuro un percorso condiviso.

Che ruolo hanno i giovani in questa nuova mobilitazione?

Pensiamo che la composizione dell’assemblea del 2 giugno abbia dimostrato quanto nei territori sia sentito il problema dell’occupazione militare soprattutto nella fasce d’età più giovani. Eravamo abituati, negli ultimi anni, ad assistere a riunioni e assemblee di poche decine di persone alle quali intervenivano i soliti protagonisti della lotta contro le basi. L’Assemblea di Bauladu ha visto la presenza di una composizione molto giovane che ha dato nuova linfa ad un movimento che aveva perso lo slancio ormai da anni.

Che posizione hanno preso i diversi movimenti indipendentisti? E gli ambientalisti?

I movimenti indipendentisti hanno voluto voluto ribadire l’importanza di una lotta contro l’occupazione militare nel contesto di una lotta più ampia e complessa che riguarda il territorio sardo. Nella narrazione indipendentista l’occupazione militare ha sempre rappresentato un’importante snodo nell’ottica di lotta di liberazione nazionale e penso che anche questi movimenti abbiano intuito l’importanza dell’unione agli altri gruppi che si occupano di questa tematica. Così come i movimenti indipendentisti, i movimenti pacifisti hanno accolto favorevolmente il nostro intento e hanno dato un contributo reale e concreto durante l’assemblea e in prospettiva.

Quando sarà il prossimo incontro e con quale ordine del giorno

Il prossimo incontro, come deciso a Bauladu dall’assemblea, è stato convocato al Teatro San Martino di Oristano per domenica 26 giugno alle ore 15. L’ordine del giorno è uscito dai resoconti dell’assemblea di Bauladu e si articolerà nei seguenti punti: comunicazione interna alle componenti nei territori dell’assemblea, ambiti d’interesse del movimento (Dalle scuole elementari a quelle superiori la narrazione militare, alternanza scuola lavoro – università, distretto aerospaziale sardo, accordi con Technion – occupazione militare e economia, ricatto del lavoro, indennizzi, situazione economiche delle aree limitrofe ai poligoni – occupazione militare e salute, registro tumori, dossier sui morti e malati che hanno prestato servizio civili/militari – occupazione militare e scenari internazionali, esercitazioni in Sardegna e interessi geopolitici, lotta di autodeterminazione dei popoli oppressi, guerra e migrazioni – comunicazione esterna e gruppo propaganda – gruppo di studio sul movimento sardo contro le basi dagli anni 60 a oggi). E ultimo punto: proposte pratiche per una prospettiva politica condivisa di movimento in Sardegna contro l’occupazione militare.

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