Il Mondiale delle Nazioni Senza Stato

abkhasia

Contributo del giornalista sporitvo Marco Piccinelli

Il 6 giugno s’è tenuto il Mondiale di Calcio delle Nazioni Senza Stato ed è stato organizzato dalla CONIFA (Confederazione di associazioni calcistiche indipendenti), ovvero, come riporta il sito dell’Osservatorio Balcani-Caucaso, l’organizzazione nata dalle ceneri del’NF-Board: «Il NF-Board è riuscito a organizzare cinque VIVA World Cup – l’ultima edizione, nel 2012, portò nel Kurdistan iracheno nove squadre, radunando circa 32.000 tifosi nello stadio di Erbil. Il NF-Board, paralizzato da lotte intestine e da problemi, si è poi sciolto tre anni fa». VIVA World cup e FIFI wild cup, in ogni caso, hanno avuto lo stesso intento in anni diversi: cercare di organizzare un torneo mondiale delle Nazioni Senza Stato. Queste manifestazioni calcistiche, così come la prima coppa della CONIFA di quest’anno, hanno visto la partecipazione di federazioni non riconosciute dalla FIFA e appartenenti sia a Nazioni Senza Stato, sia a Nazioni che hanno raggiunto una cospicua indipendenza (o autonomi ‘de facto’) ma non riconosciute dalla comunità internazionale. Nazioni, dunque, come la Groenlandia, le isole Åland, l’Isola di Man (Ellann Vannin), l’Abkhazia, Zanzibar, Cipro Nord, Kurdistan, Nazionale Romanì, Darfur, Occitania, Gozo (Malta), Kiribati, Isole Chagos, Vallonia, Gagauzia, Ossetia e chi più ne ha più ne metta, hanno animato per anni i mondiali dei Paesi non riconosciuti. Quest’anno, la competizione, svoltasi in Abkhazia, ha visto la partecipazione di Panjab, Somaliland, Armenia occidentale, Isole Chagos, Kurdistan Iraqeno, Rezia, Cipro Nord, Padania (sic!)(*), Sapmi, Terra dei Siculi (**), FC Korea, una squadra formata dai Coreani presenti in Giappone che milita nelle divisioni regionali del Campionato di Calcio Giapponese e – ovviamente – dall’Abkhazia.

L’edizione di quest’anno se l’è aggiudicata l’Abkhazia, paese organizzatore, vincendo la finale ai rigori contro la rappresentativa nazionale del Panjab.

(*) La Padania è, essenzialmente, il ‘braccio sportivo’ della Lega Nord.

(**) Letteralmente la traduzione di Szekely Land è per l’appunto Terra dei Siculi, ovvero una porzione di territorio della Romania abitato da un popolo magiaro, quindi ungherese. Niente a che fare con i siculi intesi come siciliani, cioè abitanti della Sicilia.