VelEni: dopo la condanna la lotta continua!

chimica verdeSi è concluso ieri, presso il tribunale di Sassari, il processo che vedeva sedere sul banco degli imputati alcuni dirigenti di una società dell’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), multinazionale creata dallo stato italiano e a controllo maggioritario dello stato italiano medesimo. I dirigenti sono stati riconosciuti colpevoli per lo sversamento nel mare del Golfo dell’Asinara di sostanze altamente tossiche, quindi di disastro ambientale e condannati ad un anno di reclusione e a dover risarcire le parti civili fra cui il Ministero dell’Ambiente e la Regione Sardegna (ovvero altre due parti dello stato italiano) per la cifra rispettivamente di 200mila e 100mila euro. Fra le parti civili che beneficeranno del risarcimento anche il Comitato “No chimica verde”, (a cui andranno 10mila euro), che da anni si batte per reclamare il diritto a reali bonifiche dei territori avvelenati da decenni di pratiche inquinanti, (legali e anche illegali), e per contrastare i disegni di una nuova industrializzazione pesante dell’area (il cosiddetto progetto “chimica vede”).

Il comitato – ha dichirato Paola Pilisio in un comunicato –  «ha deciso di destinare l’intera somma per la costituzione  di un fondo a sostegno delle spese mediche e logistiche per le  persone malate di tumore residenti a Porto Torres e dintorni. E invita le altre parti civili di questo processo, in particolare il Ministero dell’Ambiente, la Regione Sardegna e il comune di Porto Torres a contribuire a questo fondo di solidarietà». Gli attivisti ambientalisti dichiarano inoltre che la lotta è tutt’altro che finita e chiedono «agli enti sopracitati di non continuare a rilasciare autorizzazioni per impianti altamente inquinanti all’interno del SIN di Porto Torres, come di recente avvenuto con la delibera n°43/23 del 19.07.2016, « cioé ieri », da parte della Regione Sardegna per la costruzione della centrale a biomasse di Matrica o l’AIA ministeriale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente alla centrale termoelettrica di Versalis (società Eni) a regime dal gennaio 2014, per lo smaltimento di 50 mila tonnellate l’anno di FOK (residuato della lavorazione dell’etilene), altamente cancerogeno e inquinante».

Insomma la lotta contro la colonizzazione della Sardegna da parte di stato e multinazionali  industriali continua!