Casapound a difesa dell’occupazione militare della Sardegna

fasciPassano gli anni ma la funzione del fascismo è sempre la stessa, proteggere l’interesse dei potenti e delle classi dominanti con l’obbiettivo di frenare l’avanzata delle classi popolari e di imprigionare i popoli in cerca di libertà e indipendenza.

Come quel 02 agosto del 1980, mandati dalla N.A.T.O., servizi segreti italiani e criminalità organizzata, fecero da esecutori materiali della “Strage di Bologna”, oggi, dopo 36 anni i fascisti (del partito di Casapound) agiscono in difesa dei loro amici di vecchia data.

In sortita notturna a Sassari per compiere una delle loro “grandi azioni rivoluzionarie”, ovvero posare un sacco di immondizia recante il simbolo dell’euro e la scritta “La vostra accoglienza è solo business” sotto la sede cittadina del PD; hanno ben pensato, durante il loro tragitto, di coprire parte della campagna muraria contro l’occupazione militare della Sardegna portata avanti dall’Assemblea Generale Sarda.

La campagna muraria ha come obbiettivo la sensibilizzazione del nostro popolo sul tema delle basi militari; le stesse basi dove si esercita la N.A.T.O. per le sue guerre imperialiste (difese da P.D.  e stato italiano) che causano milioni di profughi e sfollati, gli stessi che poi approdano disperatamente sulle nostre coste in cerca di pace e di un pezzo di pane, e che oltre ad essere vittima dell’imperialismo subiscono lo sciacallaggio politico fascista che serve a distrarre le persone dal vero nemico: il capitalismo e il colonialismo.

«Ecco come cade la maschera dei fascisti di Casapound» – denunciano gli attiisti dell’Assemblea Generale Sarda – «che in passato hanno preso posizione critica contro le esercitazioni militari soltanto perché si addestrava Israele (ma in funzione antisemita, non certo anti imperialista o pacifista). Eccoli gli eroi di Casapound, difensori notturni di quelle basi militari volute dal PD e dalla N.A.T.O. che inquinano, colonizzano e impoveriscono la nostra terra, causando l’immigrazione dei nostri giovani e l’esodo di migliaia di disperati dalle zone colpite dalla guerra costringendo chi rimane ad una vita di miseria e malattie».

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