Quando i razzisti hanno la solidarietà delle proprie vittime

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Periodicamente celebri personaggi italiani, noti giornalisti o alti funzionari dello Stato manifestano apertamente profondi pregiudizi razziali verso i sardi.

Non molti ricorderanno le parole di colui che, se il referendum “Repubblica o monarchia” si fosse risolto in favore della “monarchia”, sarebbe oggi Re d’Italia e quindi anche di Sardegna: Vittorio Emanuele di Savoia. Il “nobile” sabaudo nel 2005, scontento per una riparazione alla sua barca durante le vacanze in Sardegna, definì i sardi “capre puzzolenti”.

Altri avranno più fresche le parole dell’attore Paolo Villaggio che ebbe a dichiarare in una trasmissione che la Sardegna ha un basso tasso di natalità perché i sardi «preferiscono le pecore».
Molti ricordano inoltre le recenti dichiarazioni del Procuratore di Cagliari Roberto Saieva che in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha parlato di «istinto predatorio» dei sardi barbaricini come «base dei sequestri di persona a scopo di estorsione» e di numerosi altri delitti.

Infine di questi giorni è l’articolo del giornalista Corrado Zunino, finito in prima pagina sul noto giornale italiano La Repubblica, che a fronte di alcuni casi di maltrattamenti avvenuti in alcuni asili in Italia commenta: «non sale dalla profonda Barbagia il racconto del maltrattamento dei piccoli alunni. Tocca Roma, Grosseto, Pisa, Bolzano», come se in Barbagia fosse costume maltrattare i bambini.

Dietro a questo sguardo razzista sta l’impronta del noto antropologo e criminologo italiano Alfredo Niceforo, secondo cui i sardi sono una «razza maledetta» e «delinquente per natura» da trattare «col ferro e col fuoco» che è poi lo sguardo col quale tutti i colonizzatori stigmatizzano i loro colonizzati per giustificare l’occupazione delle loto terre e lo sfruttamento delle loro risorse.

Ma, in pieno manuale della colonizzazione descritto da illustri studiosi del fenomeno come Franz Fanon in “Pelle nera, maschere bianche” e da Edward W. Said in “Orientalismo”, rientrano anche le dichiarazioni del sindaco di Onne (Fonni), Daniela Falconi, che imputa una parte di responsabilità ai sardi per questa e altre dichiarazioni razziste. Il sindaco ha dichiarato alla stampa isolana che «se non ci fossimo dipinti così egregiamente banditi non sarebbe arrivato l’esercito a stanare i latitanti».

Insomma i sardi, con le loro narrazioni sui banditi, avrebbero giustificato e rafforzato i pregiudizi razziali di molti illustri italiani verso il popolo sardo.

Non hanno invece dubbi sulla natura razzista di tali dichiarazione gli attivisti del Fronte Indipendentista Unidu che hanno risposto prontamente con una campagna di denuncia sui socials sovrascrivendo la testata del celebre quotidiano italiano su un rotolone di carta igienica.

di seguito il link con le sconcertanti dichiarazioni del sindaco di Onne

http://www.sardiniapost.it/…/la-sindaca-fonni-barbagia…/