Megadiscarica regionale a Villacidro: Si prepara la battaglia.

Intervista ad Antonio Muscasmusca-arcobaleno

Con delibera del 6 settembre 2016 il governo sardo ha dato il via libera alla realizzazioe di una megadiscarica regionale a Villacidro. Qual è il tuo giudizio?

Purtroppo, nonostante le battaglie che cittadini e comitati del territorio stanno portando avanti da anni e le richieste ripetute di adottare politiche diverse per il trattamento dei rifiuti, il governo Pigliaru ha tirato dritto per la sua realizzazione, mentre politici e amministratori locali restano colpevolmente in silenzio.

Quali sono le ragioni della tua contrarietà?

La megadiscarica fa parte di un progetto più vasto a carattere regionale che include il potenziamento di vecchi e la realizzazione di nuovi inceneritori. È facile quindi comprendere che proseguire su questa linea, con gli enormi investimenti in gioco (si parla di centinaia di milioni di euro), significherebbe compromettere ogni alternativa almeno per i prossimi venti trent’anni. È necessario intervenire ora: potremmo altrimenti non avere un’altra opportunità.

È un tema questo che, anche se potrebbe non apparire, ha attinenza con le servitù e il furto del territorio poiché la realizzazione e la gestione delle discariche segue le stesse e precise logiche delle basi militari e degli altri progetti di speculazione e distruzione ambientale: le discariche, infatti, oltre ad andare contro le direttive europee e, quindi, incontro alle sanzioni che puntualmente ci vengono comminate, vengono realizzate senza coinvolgimento delle comunità e contro la loro volontà; garantiscono lauti profitti a pochi e soliti noti e alle mafie e, per contro, comportano costi economici oramai insostenibili e, nonostante ciò, in continua crescita. Quando già non sono pericolose per le tipologie di materiali che vi finiscono col cosiddetto secco, divengono aree di destinazione illegale di rifiuti pericolosi che ben si celano sotto gli immensi mucchi di spazzatura. L’affare discariche è ben rappresentato anche dal clima intimidatorio che si respira quando diventano oggetto di contestazione e di polemiche per la pessima gestione e per gli innumerevoli incidenti ambientali che sempre più spesso si verificano. Ciò, senza menzionare le condizioni disumane in cui si trovano ad operare i lavoratori, strumenti di continuo ricatto e spesso teste d’ariete per demolire le proteste e zittire le amministrazioni.

Si ripete spesso che non esistono ancora alternative valide, collaudate ed economicamente sostenibili? Cosa ti senti di rispondere in merito?

Diversi studi e ricerche scientifiche documentate oggi dimostrano il grave impatto delle discariche sulla salute e l’ambiente. Attorno alle discariche, e per diversi chilometri di distanza, diventa impossibile ipotizzare scenari di agricoltura sostenibile o anche di semplice utilizzo delle aree per scopi diversi: inquinamento del suolo, delle falde e dell’aria, la presenza massiccia di gabbiani e di cornacchie che modificano l’avifauna locale, sono solo alcuni degli elementi di trasformazione del territorio e di compromissione di vastissime aree sotto il punto di vista ambientale e paesaggistico.

Trovo stupido e offensivo per la nostra intelligenza che, per curare interessi economici privati, la comunità, l’ambiente e l’economia vengano relegati ad un ruolo marginale portando avanti un piano rifiuti del 2008, folle e antistorico: oggi la tecnologia e la conoscenza consentono di adottare soluzioni all’avanguardia per evitare il ricorso alle discariche e agli inceneritori. La salvaguardia del territorio e delle nostre vite, il diritto all’autodeterminazione, la consapevolezza acquisita dopo anni di torti e prevaricazioni subiti, ci impongono scelte ragionate e intelligenti, in contrapposizione alla mediocrità e scelleratezza di chi oggi ancora propone soluzioni antistoriche e folli.

Come intendete muovervi ora?

L’appuntamento è per sabato 17 settembre a Villacidro, in un’assemblea pubblica discuteremo delle problematiche ambientali e sanitarie delle discariche e promuoveremo delle iniziative per impedire la realizzazione di questo progetto e determinare un cambio netto di rotta nella gestione dei rifiuti.