Indipendentisti contro il rincaro ARST

Azione FIU, SNI e CSS 13/09/2016
Azione FIU, SNI e CSS
13/09/2016

Nella mattinata del 13 settembre, il Fronte Indipendentista Unidu, Sardigna Natzione Indipendentzia e la Confederazione Sindacale Sarda hanno organizzato una mobilitazione in via Padre Zirano, da tempo oramai immemorabile capolinea provvisorio sassarese, per dire no agli ingiusti aumenti tariffari ARST imposti agli utenti, dei quali sono maggiormente rappresentativi gli studenti, i lavoratori e gli anziani.

Lo slogan dichiarato a gran voce durante la manifestazione: “A si mòere est unu deretu, no unu lussu!”

Il provvedimento coercitivo Pigliaru- ARST per la messa in atto dei nuovi costi è stato emanato con la delibera della Giunta Regionale 20/06 del 12 aprile 2016, integrata dalla deliberazione del 40/04 del 6 luglio 2016. Grazie ad esso, dal 1/09/16 si avranno dure conseguenze, quali:

  • Rincari oltre il 29% per i biglietti nei tragitti inferiori ai 30 km;
  • Rialzo sugli abbonamenti mensili e sulle corse semplici (Il prezzo di due corse semplici è maggiore del vecchio biglietto andata/ritorno);
  • Eliminazione dei biglietti A/R e introduzione del Biglietto giornaliero con conseguenti costi aumentati a carico dell’utente;
  • Introduzione di una sovrattassa in caso di acquisto del biglietto a bordo degli autobus. Da sottolineare il fatto che innumerevoli comuni non vedono la presenza di punti vendita accreditati;
  • Abolizione delle agevolazioni previste per anziani e per le famiglie meno abbienti e con studenti a carico, che si basavano sulle soglie ISEE (studenti e over 65).

Si evince che se da una parte l’amministrazione millanta “semplificazione e armonizzazione” del sistema dei trasporti pubblici, dall’altra approva esosi aumenti del costo dei biglietti. Gli organizzatori, infatti, dichiarano che “[…] con l’eliminazione della differenza per reddito, la Giunta Pigliaru ha messo i più poveri sullo stesso piano dei ricchi contro ogni logica, il buon senso ed ogni forma di giustizia sociale”.

De facto, il patto costringerà l’utenza in una morsa ritratta dai prezzi crescenti per dei servizi scadenti e talvolta completamente assenti e/o inesistenti. Politicamente parlando, come sottolineano anche FIU, SNI e CSS, le immediate o graduali conseguenze dell’aumento dei prezzi e dell’eliminazione sostanziale della fasce di reddito saranno:

  • Attacco al diritto allo studio;
  • Disincentivo all’utilizzo dei mezzi pubblici e compromissione del diritto alla mobilità di studenti, lavoratori e anziani;
  • Aumento dello spopolamento dei paesi oggi ancora più isolati tra loro e dai servizi forniti dai grandi centri cittadini (Università, ospedali, INPS, ecc.).

Gli organizzatori, sono saliti sugli autobus, hanno parlato con gli studenti e i pendolari e lasciato loro volantini informativi, proponendo il ritiro dell’accordo e il ripristino del vecchio piano tariffario per le tratte inferiori ai 30 km, la riattivazione delle agevolazioni (prima prevista per anziani e studenti sulla base dell’indicatore ISEE), l’apertura di nuove biglietterie poiché esigue sul territorio e la cura delle fermate di sosta con installazione di panchine e pensiline.