NO BASI: repressione e fogli di via

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Intervista a Nicola Piras, militante dell’Assemblea Generale Sarda contro l’occupazione militare.

  • Pochi giorni dopo l’incontro nazionale contro l’occupazione militare “AForasCamp” hai ricevuto dalle forze di polizia un foglio di via da Teulada e Sant’Anna Arresi della durata di 3 anni. ci puoi raccontare come sono andate le cose?
    Durante il campeggio di Lanusei sono stato fermato diverse volte da polizia e carabinieri. Dopo l’ultimo controllo, avvenuto in data 9 settembre e durato un’ora e mezza, sono stato invitato formalmente a presentarmi, un paio di giorni dopo il campeggio, in Questura a Cagliari per ritirare una notifica del 2 novembre 2015. Una volta andato negli uffici del capoluogo mi è stato consegnato il foglio di via con annesse motivazioni. Sono interdetto da quei luoghi perché il 28 ottobre 2015 ero stato identificato mentre FACEVO un sopralluogo in un’area DEMANIALE nei dintorni del poligono, prima di un corteo (NO TRIDENT) per cui era stata chiesta l’autorizzazione.

  • Sei l’unico ad essere stato raggiunto da queste misure repressive?
    Sfortunatamente il fogli di via consegnati a compagni e compagne in lotta contro le basi sono 22 e il numero è in via di aumento con il montare delle mobilitazioni.

  • Come procede la costruzione di un movimento di massa contro l’occupazione militare della Sardegna?
    Il campeggio appena concluso è stato un momento di costruzione, di confronto e discussione tra territori e collettivi che non avevano mai collaborato assieme. Il momento fondamentale è stata la plenaria, momento in cui tutte queste entità hanno scelto la strada del dialogo e della collaborazione in vista di un autunno di lotta. Il nostro auspicio è che il cambio di passo sia immediato, tutti i tavoli di lavoro abbiano il loro seguito nei territori e si possa cercare insieme quelle date che possano portare tutto il popolo sardo a praticare l’obiettivo dello stop delle esercitazioni tramite le invasioni dei poligoni dell’isola. Crediamo veramente che se si è decisi nelle intenzioni, ognuno con le proprie possibilità e capacità possa dare un contributo decisivo in questa enorme lotta che ci deve vedere tutte e tutti protagonisti. Ogni territorio, paese, città, gruppo di affinità, partito, individuo ha voce in capitolo nel movimento, ci sono momenti, mezzi e obiettivi di breve, media e lunga durata. Il campeggio penso abbia messo delle priorità rispetto alle proposte da portare avanti all’unisono con forza e decisione. Allo stesso tempo ogni iniziativa particolare o temporanea merita rispetto e condivisione; TANTI MODI, UN UNICA LOTTA!

Tra le prossime tappe merita una citazione il campeggio antimilitarista proposto dalla Rete No basi né qui né altrove, che si terrà tra il 6 e il 10 ottobre vicino a Decimomannu.
L’assemblea generale sarda contro l’occupazione militare si troverà invece in una zona del centro Sardegna il 16 ottobre per un ragionamento sui due campeggi, ma soprattutto per rilanciare la lotta e trovare delle date in cui organizzare cortei di massa che abbiano l’intenzione di interrompere le esercitazioni!