Contro l’inceneritore di Tossilo – Manifestazione 29 ottobre

inceneritore2-372x221“Non posso immaginare uno Stato centrale che impone ai territori qualcosa che non vogliono.”
Il presidente Pigliaru lo disse il 13 ottobre, appena dieci giorni fa, in occasione della dichiarazione di sostegno al Si per il referendum costituzionale. Ed ecco che la IV sezione del Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza contro l’inceneritore emessa dal Tar Sardegna, sentenza per cui i cittadini, numerosi sindaci sardi, comitati di lotta, organizzazioni ecologiste e indipendentiste hanno lottato e si sono schierati.

Nonostante la contrarietà palesatasi durante la lunga mobilitazione popolare, lo Stato centrale ha imposto qualcosa che i cittadini non vogliono- dichiarano gli organizzatori Associazione Temporanea di Idee “14 dicembre” e Libe.r.u.
A dare man forte a questo sopruso di Stato è stata proprio la Regione, che si è appellata alla decisione del Tar, ponendosi essa stessa quindi contro la chiara volontà dei cittadini.
Dopo l’accaduto è più chiaro cosa sia accaduto con la firma del “Patto per la Sardegna”, firmato con Renzi a fine luglio scorso: in esso, infatti, era già presente la voce di finanziamento dell’inceneritore di Tossilo, nonostante in quel momento il Consiglio di Stato non si fosse ancora pronunciato. Si dimostra, dunque, una becera premeditazione da parte degli organi.

Mentre tutta Europa procede allo smantellamento degli inceneritori, in Sardegna li si finanzia.

Appare altresì sconcertante che dal Piano Regionale sui Rifiuti emerga che questo gigantesco finanziamento di oltre 40 milioni serva per un impianto che dovrà essere spento entro il 2030. Un costosissimo impianto che, dopo il tempo di costruzione, resterà in funzione appena dieci anni: sarà impiegato giusto il tempo di risolvere il problema rifiuti delle grandi città italiane.
Queste vicende assumono chiaramente i connotati della presa in giro e, ovviamente come al solito, dell’imposizione coloniale contro i cittadini sardi, contro il loro diritto alla salute, dato che l’incidenza di patologie è altissima, contro la loro volontà di una gestione ecologica ed ecocompatibile del ciclo dei rifiuti.
La giunta Pigliaru insiste sull’incenerimento, nonostante esistano metodologie meno costose e più efficaci nel fondamentale rispetto dell’ambiente, spendendo molti più soldi pubblici, con un minor numero di occupati, non curandosi affato dei dati allarmanti di incidenza di tumori nel territorio.
“Noi Sardi non siamo servi di nessuno e la nostra terra non sarà la discarica di nessuno!”

Per questo motivo i cittadini liberi di questa terra si ritroveranno sabato 29 ottobre alle ore 10:30 davanti ai cancelli dell’inceneritore di Tossilo per dire un forte NO ALL’INCENERIMENTO dei rifiuti e un forte SI alla riconversione dello stabilimento, con la conferma occupazionale per tutto il personale attualmente occupato e il rilancio di una gestione dei rifiuti basata sulla valorizzazione delle materie prime e sul rispetto della salute umana e ambientale.

Articolo tratto dall’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/697060100452698/permalink/697604103731631/