Italiani, brava gente – Scida

Mercato del pane 16 dicembre 1911. Esecuzione di 14 arabi traditori, condannati dal Tribunale di Guerra Italiano
Mercato del pane 16 dicembre 1911 (Tripoli). Esecuzione di 14 arabi traditori, condannati dal Tribunale di Guerra Italiano

Mercoledì 7 dicembre alle ore 17 nella sala Maria Carta dell’ERSU (via Trentino, Cagliari), si svolgerà il convegno “Italiani brava gente – i crimini dell’imperialismo italiano”, organizzato da Scida Giovunus Indipendentistas.
L’evento si pone come fine l’approfondimento di una pagina rimossa, o narrata in modo deformato, della storia italiana (il colonialismo in Africa tra XIX e XX secolo e l’occupazione della Iugoslavia durante la Seconda Guerra Mondiale) e la riflessione sul ruolo avuto da questa, tanto nella costruzione dell’identità nazionale italiana – nel discorso sciovinista dominante e nella cultura generale dei cittadini – quanto sui suoi effetti nelle vicende storiche dell’Italia repubblicana e dell’attualità.

Saranno ospiti due autorevoli studiosi: Alessandro Pes, docente e ricercatore di storia contemporanea nell’Università di Cagliari, autore di diversi saggi sull’imperialismo italiano,  curatore – con Valeria Deplano – del libro “Quel che resta dell’Impero. La cultura coloniale degli italiani” (Mimesis, 2014); Eric Gobetti, storico, specializzato nella Storia della Iugoslavia e autore del saggio “L’occupazione allegra. Gli italiani in Iugoslavia 1941-43” (Carocci, 2007).

Scida introdurrà le relazioni dei due storici, con una propria riflessione sul collegamento tra l’imperialismo italiano e il colonialismo interno in Sardegna, evidenziando tre elementi: il rapporto tra italianità e colonialità nell’isola, a partire dalla tipica dicotomia colonialista tra civiltà e barbarie, veicolata sotto la dominazione piemontese prima e nello Stato unitario poi; la funzione della razzializzazione dei sardi nella costruzione di un’identità sarda subalterna e nella giustificazione dello sfruttamento economico e della violenza coloniale; la rimozione della memoria della Divisione Sassari in Iugoslavia, tra l’utilizzo dell’Esercito nell’isola (specie con la strumentalizzazione dei militari sardi) come emblema di italianità e rimozione generale dei crimini compiuti dall’Italia nei Balcani.