Anela senza cure

13563446-disegno-folle-con-striscioni-e-bandiereFrutto di una politica ingiusta e malsana è l’annunciata chiusura di innumerevoli presidi ospedalieri, che rappresentano gangli della sanità per migliaia di sardi.
Ora anche il paese di Anela, a partire dal 16 dicembre, verrà privato dell’unico medico di base rimastogli. Infatti, il medico di base, aka il medico di famiglia, non presterà più servizio nel paese e verrà trasferito altrove.

Anela si trova invischiata- ancora oggi- in una situazione amministrativa molto problematica, poiché sprovvista di sindaco: il comune è infatti commissariato dal 2015. Chi interloquirà per questo ennesimo grattacapo, che lede profondamente il diritto alla salute dei suoi abitanti?

Di questo certamente non si preoccupa il presidente della regione autonoma, Francesco Pigliaru, il quale ha fortemente voluto la Asl Unica, dando vita ad uno scenario di polarizzazione dell’amministrazione della sanità in pochi avamposti isolani, anch’essi ad alto rischio: per pagare ticket e richiedere prestazioni sanitarie la maggior parte dei sardi sarà quindi costretta a macinare centinaia di chilometri.
Gli anelesi vengono così declassati ancor più a cittadini di serie B, insieme ai cittadini di tutto il Goceano. Le carenze dei trasporti e delle infrastrutture per la viabilità sono certamente da tenere in considerazione ancora una volta: come faranno i cittadini di Anela a spostarsi di paese in paese per ottenere delle cure?

Pochi giorni fa, a tal proposito, gli indipendentisti, finalmente riuniti e collaborativi, hanno duramente contestato la Giunta regionale colonialista, aggiungendosi alle accorate proteste della Rete sarda per la Sanità pubblica.
La sanità è uno dei pilastri della politica di smantellamento del servizio pubblico, politica voluta da Pigliaru e dai suoi alleati. Vedremo se su questo si riuscirà a costruire una battaglia comune, nell’interesse dei sardi.