Pilota automatico. La Sardegna come la Grecia

UE

La Sardegna come la Grecia? Fatte le dovute differenze, ciò che è accaduto nei giorni scorsi a proposito della Legge Finanziaria varata dalla giunta regionale dell’isola ma bocciata dalla Corte Costituzionale non è molto dissimile rispetto al trattamento ricevuto negli ultimi anni da Atene – così come da molti altri paesi europei – da parte dell’Unione Europea e di alcune istituzioni finanziarie internazionali. Un vero e proprio commissariamento, dettato da vincoli di bilancio imposti dall’altro che di fatto cancellano ogni parvenza di democrazia, anche solo formale, sovranità e rappresentanza.

Nel mirino della sentenza della Corte Costituzionale infatti sono finiti alcuni articoli della legge di bilancio regionale che, a detta dell’istituzione, non rispettano il “sacro vincolo” del pareggio di bilancio.

Formalmente il diktat arriva da Roma – era stato infatti il governo statale a presentare un ricorso alla consulta contro la manovra economica della giunta a guida PD – ma occorre ricordare che il pareggio di bilancio e il patto di stabilità sono principi imposti a forza dall’Unione Europea e dalle sue istituzioni, tanto che alcuni provvedimenti in tal senso sono stati addirittura inseriti nella Costituzione senza alcun reale dibattito politico nel Paese e senza tantomeno investire i cittadini e le cittadine della decisione.

Eppure vincoli come l’impossibilità di accumulare debito pubblico sia a livello statale sia locale hanno enormi ripercussioni sulle condizioni di vita delle classi popolari, rendendo di fatto impossibile agli enti amministrativi di poter stanziare finanziamenti per la sanità, l’istruzione, l’assistenza sociale, il lavoro, la previdenza, l’ambiente e quant’altro.

Se anche una maggioranza politica conformista, subalterna e imbelle come quella presieduta da Pigliaru è incappata nello stop da parte del ‘pilota automatico’ imposto da Bruxelles e Francoforte e di cui la Corte Costituzionale ha scelto di ergersi a cane da guardia, figurarsi quale boicottaggio potrebbe toccare a un ipotetico governo realmente progressista della Sardegna.

È evidente che quanto accaduto non può essere derubricato a banale incidente di percorso, perché il grave episodio rivela una volta di più, se ce ne fosse bisogno, il carattere antipopolare, antidemocratico e imperialista di una costruzione sovranazionale, l’Unione Europea, che tutto è tranne che un’unione paritaria e solidale di popoli e stati.

Qualsiasi battaglia per maggiori diritti e garanzie sociali, e a maggior ragione una lotta che abbia come obiettivi strategici la liberazione sociale e natzionale, non può che mettere in discussione l’angusta e soffocante gabbia rappresentata dall’Unione Europea, a partire dai vincoli e dai trattati che impediscono anche ogni piccola deviazione rispetto ai diktat economici e politici dettati da parte di una oligarchia sempre più ristretta e feroce.

Marco Santopadre