FGI: perché nasce questo soggetto politico

 

Riprendiamo il manifesto politico della FGI, reso pubblico dalla stessa ad un giorno dalla attesa presentazione.

Infatti, oggi, 3 febbraio 2017, si avvia il processo costituente della Federatzione de sa Gioventude Indipendentista (FGI), coinvolgendo gruppi giovanili ed individui dai 14 sino ai 29 anni, in una fase temporanea volta alla sua estensione e amalgama proiettata alla convocazione di un vero e proprio Congresso Costituente che istituisca un’unica organizzazione giovanile.

L’obiettivo della FGI è quello di completare il movimento di liberazione nazionale sardo attuale, ancora incapace di catalizzare l’enorme disagio giovanile, portando avanti le sue battaglie innanzitutto entro il suo ambito di competenza: educazione e lavoro.

La gioventù sarda è oggi la principale vittima dello stato di dipendenza economica, politica e culturale entro cui la Sardegna è inserita; allo stesso tempo, si ritrova in una condizione favorevole rispetto a quella dei propri predecessori per poter intraprendere una lotta di emancipazione nazionale e sociale.

Le riforme neoliberali dell’istruzione e del lavoro si sono dimostrate due pilastri nella redistribuzione del reddito dal basso verso l’alto per mezzo della mercificazione dell’educazione e del lavoro e della rimozione del diritto allo studio e dei diritti dei lavoratori. La FGI individua in questi fenomeni, come riportato nel suo manifesto, le cause dell’emigrazione della gioventù sarda.

La FGI ritiene che il dovere storico attuale degli studenti sardi sia quello di puntare a costruire una università indipendente e pubblica che sia in grado di integrare ricerca e sviluppo del tessuto produttivo locale, offrendo a quest’ultimo supporto e formazione; di inserire realmente i giovani nel ciclo economico; di ripensare l’agricoltura; di riconvertire l’industria; di progettare modelli innovativi di produzione dell’energia.

Per questo fine, è ritenuto importante promuovere l’aggregazione e l’organizzazione politica anche dei giovani in un’ottica indipendentista nelle varie città e macroaree in cui approdano nonché collettivi, circoli, gruppi di studio e di analisi che possono dare un importante contributo alla causa natzionale sarda non solo con il radicamento dell’idea indipendentista tra gli stessi sardi, ma anche sotto un altro punto di vista a lungo sottovalutato, che è quello dell’appoggio e della solidarietà internazionale, elemento evidentemente di forza per altre nazioni che lottano per la propria autodeterminazione.