I diritti dei sardi nel XXI secolo – Pro s’Alternativa Natzionale

Sabato 11 Febbraio, presso l’auditorium sito in Viale Umberto n°11 a Sassari, si terrà un’importante giornata di approfondimento e dibattito sui diritti dei sardi, intitolato “Sos deretos de sos sardos in su sèculu XXI – dae s’Istatutu a sa Costitutzione de sos sardos”.

I lavori verranno suddivisi in due sessioni (dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15 alle 20,00) cui parteciperanno come relatori i portavoce dei movimenti che compongono il progetto dell’Alternativa Natzionale (Cristiano Sabino per il FIU, Gianluca Collu Cecchini per ProgReS, Gianfranco Sollai per Gentes, Claudia Zuncheddu per Sardigna Libera, Bustianu Cumpostu per SNI), e alcuni nomi di spicco del panorama politico e intellettuale sardo: Carlo Pala (politologo); Federico Francioni (storico); Omar Chessa (costituzionalista); Cristian Solinas (segretario del Psd’AZ), Paolo Mureddu (Rossomori); Bobore Cubeddu (Fondazione Sardinia); Ernesto Batteta (Sardegna Possibile).

Come si evince dal titolo dell’evento, la giornata sarà dedicata alla discussione sul cruciale problema della spoliazione dei diritti dei sardi da parte del sistema politico italiano. Attraverso l’analisi e la lettura critica dello Statuto Autonomistico a tutt’oggi vigente, si studieranno adeguate strategie per l’applicazione di tutti quei punti rimasti lettera morta e si discuterà di tutti quei diritti fondamentali che nello Statuto non compaiono e che invece sarebbe necessario riportare.

Se infatti lo Statuto fosse stato applicato nei suoi principali punti, la Sardegna probabilmente avrebbe una maggiore autonomia, in termini economici e non solo, ma è anche vero che ciò non basta e che oggi risulta imprescindibile conquistare nuovi diritti e nuove competenze per permettere al Popolo sardo di stare al mondo da soggetto storico libero e capace di prendere decisioni per la sua vita e il suo futuro.

L’obiettivo dichiarato della giornata è dunque quello di contribuire alla nascita di un grande movimento sinergico capace di guidare il popolo sardo verso l’autodeterminazione e l’autogoverno e avviare così una fase di revisione dello Statuto, che porterà alla riscrittura della Carta fondamentale dei sardi.