Impariamo Insieme o Imparemmu Impari?

Il Comune di Sassari con grande enfasi annuncia la fine della dispersione scolastica con un progetto appena bandito dal titolo “Impariamo insieme”, progetto che pagherà giovani laureati, utilizzando i fondi del 5 per mille (per un totale di 52 mila euro), per sostenere studenti delle medie in difficoltà con attività di recupero pomeridiano.

Lodevole iniziativa… ma la buona memoria non ci inganna, e dunque vorremmo rammentare all’amministrazione e ai cittadini che circa quattro anni fa una cooperativa di giovani precari con alte, altissime professionalità certificate, si presentò al Comune con un progetto che si chiama “Imparemmu Impari”, traduzione dal sassarese “Impariamo insieme”, del quale alcuni professionisti del settore si fecero garanti proprio a tutela della serietà degli intenti.

Tale progetto aveva come obiettivo la riduzione della dispersione scolastica, il sostegno agli studenti in condizioni di disagio sociale, economico e culturale e ai figli di immigrati con scarsa conoscenza della lingua italiana e difficoltà di integrazione, il recupero dei ragazzi a rischio di esclusione sociale con disturbi della personalità e dell’adattamento. Insomma, un progetto di forte impatto educativo ad ampio raggio che aveva una caratteristica a nostro avviso assai significativa: non chiedeva soldi pubblici, ma proponeva una tabella di tariffe assolutamente basse, tale da essere veramente accessibile a tutti, con la possibilità di essere talvolta quasi gratuita, laddove si fossero formati dei piccoli gruppi di apprendimento e di lavoro.

Cosa chiedeva la cooperativa all’amministrazione, prima a quella comunale e poi anche a quella provinciale? Chiedeva spazi. Aule pomeridiane, anche poche, dove poter mettere in pratica una, a nostro avviso, bellissima proposta di scuola popolare, di scuola di sostegno nel senso pedagogico per eccellenza. Tale proposta ha trovato tanti consensi, tanti complimenti, ma nessuno sponsor politico.

Dunque porte chiuse. Nessuna controproposta.  Finti problemi. Burocrazia. Rimpalli di responsabilità. Tanti, troppi per poter resistere, perché nel frattempo c’erano comunque le tasse, i contributi, la pubblicità, le spese. Una chiusura triste e scandalosa nello stesso tempo, un fallimento della collettività, metro dello stato di malattia della volontà politica di sostenere le proposte di lavoro e imprenditoria sociale dei nostri giovani.

Ma evidentemente il progetto era davvero bello se oggi finalmente lo hanno realizzato, lasciando intatto persino il nome (che in sassarese era più bello!), peccato che nel frattempo la cooperativa” Imparemmu impari” abbia dovuto chiudere i battenti, i precari per la maggior parte siano rimasti tali, e la dispersione nei passati quattro anni abbia lasciato sul terreno troppi numeri, troppe fragili persone.