Fermare il G7: “FORA U G7”

Grafica promossa da “Antudo” (portale cui fanno riferimento le realtà sociali che si muovono per l’autodeterminazione e l’autogoverno dei territori) dopo l’annuncio del G7 a Taormina

Il 26 e 27 maggio si terrà a Taormina (provincia di Messina) un vertice del cosiddetto G7.
Il G7 è l’incontro di sette tra le più grandi potenze globali; parteciperanno, dunque, i capi di Stato di Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Canada e Italia con le rispettive delegazioni. Trump, Merkel, Hollande e Gentiloni si vedranno in Sicilia per confrontarsi su alcuni temi specifici: cyber controllo, smart city e sicurezza delle città contro il terrorismo.
Aldilà dei temi specifici, sarà per loro l’occasione per confrontarsi sugli equilibri economici e sui nuovi scenari di guerra a livello mondiale.

Ma il fermento nell’area antagonista e indipendentista siciliana è crescente e per questo fine settimana è prevista una assemblea internazionale. “FORA U G7” in  lingua siciliana, che accoglierà realtà siciliane, realtà italiane dell’antagonismo e della sinistra anticapitalista e realtà delle nazioni senza stato (compresa la Sardegna).
All’Università di Palermo in via Ernesto Basile, sabato 25 e domenica 26 febbraio dalle 10:00 alle 21:00, questo variegato movimento discuterà i termini della mobilitazione da organizzare a maggio.

Nella chiamata è forte la denuncia degli attivisti siciliani sul contrasto stridente tra i potenti della terra che si riuniscono per discutere gli equilibri dei potentati economici e le condizioni di sottosviluppo in cui versa l’isola: «Ancora una volta i “grandi” del pianeta si riuniscono per decidere le sorti del mondo e garantire gli interessi delle lobbies. E decidono di farlo in un posto simbolo: Taormina, la Sicilia. La Sicilia è la zona d’Europa col più alto tasso di disoccupazione; alla Sicilia appartiene l’attuale primato nel saldo delle migrazioni; la Sicilia delle strade che crollano, dell’acqua razionata ai cittadini, dei collegamenti che non esistono; è, appunto, Taormina, uno dei luoghi più turistici dell’Isola. Il simbolo di uno spazio “eccezionale” che stride con i paesaggi, naturali e umani, che la circondano; una cittadina concessa al consumismo dei ricchi turisti di passaggio nel Mediterraneo. In questi luoghi tanto significativi arriveranno questi capi di Stato; arriveranno gli americani che hanno pensato alla Sicilia come zona dove installare un sistema radar militare denominato “Muos” a forte impatto di inquinamento elettromagnetico. Arriveranno i francesi le cui multinazionali hanno comprato praticamente tutta l’acqua pubblica disponibile nella nostra isola e ora si apprestano a mettere le mani sul business dei rifiuti; ci sarà Gentiloni, esponente del Partito Democratico e marionetta gestita dallo stesso ex premier Renzi che ha ridotto la Sicilia a territorio tra i più poveri d’Europa».
Una occasione, quella delle contestazioni al G7, «per rialzare la testa» contro i veri responsabili della crisi economica individuati nei mercati e nella finanza.