Ananti de sa ziminera: la cultura per resistere allo spopolamento

Intervista ad Anna Pintus
(Consulta Giovani Bauladu e Associazione di Promozione Sociale Jannaberta)

  1. Che cos’è il festival Ananti de sa Ziminera e da chi è organizzato?

Il Festival Ananti De Sa Ziminera è un festival letterario che si propone di rievocare il tempo del racconto attorno al focolare, facendo sedere davanti ad un ideale camino scrittori, poeti, cantautori, esperti di letteratura, giornalisti, politici, uomini e donne impegnati nel sociale e persone comuni, per confrontarsi su tematiche legate al territorio e alla società contemporanea, attraverso presentazioni di libri, letture, dibattiti, incontri musicali.
Il festival letterario diffuso – giunto all’ottava edizione – è organizzato dalla Consulta Giovani Bauladu e dall’Associazione di promozione sociale Jannaberta, con il contributo del Comune di Bauladu e dell’Assessorato al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna.

2. Qual è il programma del festival?

Tanti gli ospiti in programma. Venerdì 10 e Sabato 11 Marzo, ecco i nomi: Matteo Lecis Cocco-Ortu, Giannella Demuro (Time in Jazz), Emiliano Deiana, Frantziscu Sanna, Luca Mercalli, Marcella Piccinini, Vito Biolchini, un rappresentante di Corse Matin e Salvatore Cusimano, Paola Bonesu, Anthony Muroni, Carlo Pala e Joan Adell (Generalitat de Catalunya), Antoine Marie Graziani, Giampaolo Salice e Omar Onnis, Marilisa Piga e Nicoletta Senes, Maria Antonietta Farina Coscioni (Istituto Luca Coscioni), Irene Testa e Stefano Mele, Paolo Mastino, e, per il Dopofestival d’autore due eventi speciali in musica con i rapper Stokka & Madbuddy + Dj Shocca e il duo di Emidio Clementi (Massimo Volume) e Corrado Nuccini (Giardini di Mirò), Daniele Celona.

Verranno affrontati argomenti di strettissima attualità: dallo Spopolamento in Sardegna, alla crisi climatica, all’autodeterminazione: sia dal punto di vista politico, con l’analisi dal referendum scozzese a quello catalano, passando per la Brexit, con uno sguardo sempre presente sulla Sardegna; che dal punto di vista personale e del fine vita, delicato e più che mai attuale tema.

il primo appuntamento (Venerdì 10, alle 17) tratterà proprio proprio il tema dello Spopolamento in Sardegna, un incontro basato sull’omonima pubblicazione curata da Sardarch (LetteraVentidue Edizioni). Ne parleranno l’esperto di urbanistica e pianificazione territoriale Matteo Lecis Cocco-Ortu, consigliere comunale di Cagliari e fondatore di Sardarch, Giannella Demuro, coordinatrice del festival Internazionale Time in Jazz di Berchidda, Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas e presidente dell’ANCI Sardegna e il sociologo Frantziscu Sanna (SSEO – Sardinian Socio-Economic Observatory). A seguire, alle 18.30, Luca Mercalli, noto climatologo e presidente della Società Meteorologica Italiana, importante studioso divulgatore delle tematiche ambientali e climatiche su scala internazionale, sarà protagonista dell’incontro “Come raccontare la crisi climatica e ambientale”. Alle 21.30 la proiezione del documentario “La mia casa e i miei coinquilini. Il lungo viaggio di Joyce Lussu”, seguita dall’incontro con l’autrice e regista Marcella Piccinini. A concludere la serata, alle 23, il concerto dei rapper palermitani Stokka & MadBuddy, tra i massimi esponenti del genere in Italia, con la straordinaria presenza ai controlli di Roc Beats aka Dj Shocca.

Sabato 11 Marzo gli incontri prenderanno il via dalla mattina. Alle ore 10 con la trasposizione dal vivo dell’affascinante progetto radiofonico Mediterradio, che unisce attraverso un ponte vocale la Sardegna, la Corsica e la Sicilia, creando un racconto comune e condiviso tra le tre principali isole del Mediterraneo occidentale, trasmettendo dalle due sedi Rai di Cagliari e Palermo, e dalla sede di Bastia di Radio Corse Frequenza Mora. A dare voce alle tre isole, al festival come in radio, Vito Biolchini per la Sardegna e Salvatore Cusimano per la Sicilia, mentre per la Corsica, a fare le veci di Petru Mari, e un giornalista della testata Corse Matin. L’evento sarà registrato e poi trasmesso in differita su Radio Uno Rai.
Il secondo appuntamento della mattina, alle 11.30, vedrà la giornalista esperta di marketing politico Paola Bonesu dialogare con il politologo Carlo Pala e con il giornalista Anthony Muroni in uno stimolante e attuale momento di riflessione dal titolo “Diritto di decidere: dal referendum scozzese a quello catalano, passando per la Brexit (con uno sguardo sulla Sardegna)”. All’incontro prenderà parte anche Joan Adell, rappresentante del governo Catalano (Generalitat de Catalunya) in Italia.

Dopo una breve pausa, il festival torna nel pomeriggio, alle 17, con l’incontro “Sardegna e Corsica: due isole nell’immaginario Europeo e Mediterraneo”, un altro momento di dialogo, stavolta di matrice storico-culturale, che vedrà confrontarsi uno degli studiosi più autorevoli della Corsica, Antoine Marie Graziani, con il collega storico Giampaolo Salice e lo scrittore Omar Onnis. A seguire, alle 18.30, Ananti de Sa Ziminera si collega al delicato, e più che mai attuale, tema delle scelte di fine vita, nell’incontro “Per il diritto alla vita e la vita del Diritto”: ospite Maria Antonietta Farina Coscioni, moglie di Luca Coscioni, politico ed economista malato di SLA che si è battuto nelle file del Partito Radicale per promuovere la libertà di cura e di ricerca scientifica, l’assistenza personale autogestita e affermare i diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili anche nelle scelte di fine vita. Dialogherà su questi temi con Stefano Mele, docente di bioetica Pontificia Facoltà di Teologia della Sardegna. All’incontro parteciperà anche Irene Testa, membro della presidenza del Partito Radicale. Modera l’incontro Paolo Mastino, giornalista Rai.
Alle 21.30 il docufilm “Lunàdigas” e le sue autrici Marilisa Piga e Nicoletta Nesler, che incontreranno il pubblico per parlare della nascita ed evoluzione del progetto. Lunàdigas racconta storie di donne di diversa estrazione sociale, economica e culturale, nate in diversi momenti storici, accomunate dalla scelta di non voler avere figli.
A calare il sipario sul festival, torna la musica: l’ apertura della serata sarà affidata al cantautore Daniele Celona. Spazio poi a Quattro Quartetti, il nuovo spettacolo di Emidio Clementi (frontman dei Massimo Volume) e Corrado Nuccini (chitarrista dei Giardini di Mirò), che unisce musica e poesia.
Qui il programma completo con orari e località precise:

http://www.anantidesaziminera.com/programma-2017/

3. I paesi della Sardegna si stanno spopolando velocemente. La cultura è uno strumento per contrastare questo fenomeno?

Per citare il Sindaco di Bauladu Davide Corrigacon nel libro “Spop” che indaga sul fenomeno dello spopolamento: “le Consulte Giovani sono un punto di forza nella battaglia contro lo spopolamento” [Istantanea dello spopolamento in Sardegna” a cura di Sardarch, collettivo di architetti composto da Francesco Cocco, Nicolò Fenu e Matteo Lecis Cocco-Ortu”]
La Consulta Giovani Bauladu nei suoi 9 anni di attività ha avuto un ruolo fondamentale all’interno della propria comunità quale principale promotrice di eventi a carattere culturale. Investire in cultura rappresenta uno dei modi più concreti ed efficaci per favorire la crescita sociale ed economica di un territorio. Da alcuni anni le iniziative culturali a Bauladu rivestono un ruolo di straordinaria importanza per la comunità: favoriscono la crescita economica, migliorano le relazioni sociali e diventano un’occasione per abitare in modo intelligente le strade e le piazze del paese.
Il festival Ananti de Sa Ziminera ne è un esempio, ha avuto un impatto sociale rilevante nel paese: ha portato ad un arricchimento delle competenze di tutti i soggetti coinvolti attivamente nell’organizzazione, rappresentando una straordinaria esperienza per i volontari, e più in generale, ha contribuito a rafforzare l’immagine e l’identità culturale di Bauladu.
Non va trascurato anche il ritorno economico generato: in occasione delle manifestazioni tutti i posti letto delle strutture ricettive del Comune di Bauladu e di alcuni paesi limitrofi, vengono occupati dai visitatori del festival, e questo genera, soprattutto in occasione di Ananti de Sa Ziminera che si svolge a fine inverno, periodo difficile per le imprese turistiche, una destagionalizzazione dell’offerta turistica. Un altro risultato importante raggiunto con la manifestazione è la valorizzazione delle risorse agroalimentari locali con gli aperitivi letterari a base di prodotti a “chilometro zero”, oggi più che mai fondamentale in questo periodo di crisi per il comparto agroalimentare sardo.
Tuttavia abbiamo sempre ritenuto che il ritorno economico non costituisce né l’unica e né la più importante ricaduta del festival sul paese. Gli effetti di un evento culturale possono accelerare o innescare processi di cambiamento di un territorio. Il nostro gruppo ne è l’esempio, da due anni con l’Associazione di Promozione Sociale Jannaberta abbiamo preso in gestione l’Area archeologica di Santa Barbara di Bauladu in cui è presente, oltre alle testimonianze storiche, anche un uliveto. Per questo abbiamo ideato delle azioni di valorizzazione e fruizione dell’area che mettono in risalto le diverse competenze possedute dai soggetti dell’associazione: da quelle agrotecniche per la cura degli ulivi: è stata ideata l’iniziativa Adotta un ulivo che ci ha permesso con la produzione dell’olio di autofinanziare il festival, a quelle di marketing con un adeguato piano di comunicazione delle azioni, a quelle archeologiche, turistiche e letterarie che abbiamo messo a disposizione durante l’organizzazione di laboratori estivi di archeologia, lingua sarda e fattoria didattica per ragazzi. Insomma piccole iniziative culturali che se supportate in modo adeguato potrebbero trasformare il lavoro volontario in un’occupazione stabile e dunque contrastare il fenomeno dello spopolamento dei piccoli centri.