«Gli agricoltori di Gonnos sono incazzati»

di Maurizio Onnis

In questi anni ho partecipato a parecchie assemblee e manifestazioni di protesta, discussione, proposta, sul tema dell’energia e della speculazione connessa. Ebbene, solo sabato mattina, a Gonnosfanadiga, alla conferenza stampa di presentazione della Consulta appena creata tra sindaci e comitati, ho visto contadini davvero incazzati. Non preoccupati dall’assalto degli speculatori, non impauriti, non indifferenti come a volte in passato, non combattuti tra il desiderio di resistere e la tentazione di dar via la terra in cambio di qualche soldo. No, incazzati. Perché quando è troppo è troppo e il progetto Gonnosfanadiga Ltd. ha decisamente passato la misura. Siamo vicini al punto di non ritorno. Siamo vicini alla rapina del suolo.

Locandina della manifestazione

Si sa bene di cosa parliamo. Circa 250 ettari di terra, posti nella piana che unisce Gonnosfanadiga, Guspini e Villacidro. Qui, la Energo Green vuole piantare centinaia di specchi, per catturare l’energia del sole e trasformarla in energia elettrica. Consumo di suolo sottratto agli usi agricoli, minaccia alle acque che scorrono in profondità, modifica irreparabile del paesaggio e dell’equilibrio ambientale. Più speculazione selvaggia, incentivi milionari sull’impianto per energia rinnovabile: impianto che nessuno davvero vuole, tranne i costruttori, tanto potenti da essere arrivati sul tavolo del Consiglio dei Ministri italiano. Solo formale l’opposizione della Regione, debole e illusa che esista veramente un patto d’onore tra Stato e Sardegna per il rispetto della volontà della popolazione dell’isola.

I contadini, che rischiano l’esproprio per pubblica utilità, sono incazzati. E non sono i soli. L’imposizione del solare termodinamico è uno schiaffo alla dignità di tutti noi. Non piace a nessuno essere trattato da schiavo. E l’emergenza del Medio Campidano, per un sardo consapevole, equivale a quelle di Arborea, Tossilo, Portovesme, Portoscuso, e a tante altre. Stesse valenze economiche, politiche, ambientali.
Ecco perché sabato 25 marzo ci troveremo a Gonnosfanadiga: per opporre il nostro diritto di cittadinanza al potere del denaro. In sintesi, infatti, si tratta di proprio di questo: impedire a chi specula sulla nostra terra di fare quel che vuole. Io personalmente guardo all’appuntamento di sabato con grande fiducia. Credo nella mia gente. Ci credo: altrimenti non farei il sindaco. So che la lotta ci renderà più indipendenti politicamente, più consapevoli di noi stessi, persino più ricchi. Liberi di creare moneta buona con il nostro lavoro e con la moneta buona scacciare quella cattiva.

Nasce ATE, la consulta contro le speculazioni

ALLEANZA FRA ASSOCIAZIONI, COMITATI E COMUNI NASCE L'ATE, LA CONSULTA CONTRO LE SPECULAZIONI Presentate a Gonnosfanadiga le linee d'azione di Ate (Ambiente, Territorio, Energia), la nuova organizzazione che difende il territorio dalle aggressioni all'ambiente dettate da logiche del profitto. Sulle barricate comitati, come NO Megacentrale e No Trivelle in Sardegna, ma anche i sindaci di Gonnosfanadiga Fausto Orrù, di Villanovaforru Maurizio Onnis, di Guspini Giuseppe De Fanti, di Decimoputzu Alessandro Scano e di Sardara Roberto Montisci. Il 25 marzo la prima marcia contro il grande impianto termodinamico di Gonnos.

Pubblicato da YouTG.net su Domenica 19 marzo 2017

Manifestazione contro le megacentrali termodinamiche, Gonnosfanadiga, fiera mercato via Nazionale ore 9:00

Anticolonialismu