3 giorni rosa e 365 giorni neri

La Sardegna in questi giorni si tinge di rosa, coprendo tutto ciò che di più scuro e triste abbiamo.
Tra i nostri vari primati (visto che si tratta di una gara agonistica) vantiamo una disoccupazione giovanile tra le più alte dello stato italiano, il 60% delle basi italiane e Nato sono in Sardegna, le terre che le ospitano risultano a causa delle esercitazioni e delle sperimentazioni di armi inquinate e con alti livelli di radiazioni, si contano centinaia di morti tra le persone che vi abitano nei pressi, per non contare animali e bimb* nat* con malformazioni. Se ci spostiamo di qualche chilometro, troviamo le terre che tempo fa dovevano essere il simbolo del progresso e dell’occupazione: oggi senza futuro perché troppo inquinate per poter essere coltivate e piene di disoccupati perché i padroni delle fabbriche, dopo essersi presi i soldi, se ne sono andati.
Se il “giro d’Italia” passasse per Ottana, Furtei, Porto Torres, Macchiareddu, ecc..ecc. troverebbe ancora le scorie e i veleni lasciati da questo finto progresso.
In queste giornate macchiate di rosa si continua a produrre morte nella fabbrica di bombe RWM di Domusnovas e, tra un tornante e l’altro, si arriva dove quelle bombe vengono testate.
Non basta il colore rosa per coprire lo sfacelo che viviamo ogni giorno, siamo stufi e stufe di colorarci a seconda delle scelte del padrone.
Le esercitazioni non si sono fermate per il Giro d’Italia. Perché dovremmo fermarci noi?
Culletivu s’Idea libera