Pastori sardi domani a Cagliari: «Salvare la pastorizia significa salvare la Sardegna»

Uno dei blocchi ai porti effettuati dal MPS per denunciare l’ingresso di carni non sarde

Ogni estate tornano d’attualità tre temi fondamentali fra loro collegati: la mancanza d’acqua, gli incendi e la crisi della pastorizia. Non si tratta di crisi imprevedibili o dovute ad avvenimenti calamitosi, ma alla mancanza strutturale di politiche efficaci da parte di una classe politica non modellata sui bisogni della realtà sarda.

Il Movimento Pastori Sardi, sindacato di categoria completamente sganciato dalle centrali sindacali italiane, ha sempre sottolineato che senza la pastorizia la Sardegna cadrebbe a pezzi in un batter d’occhi e ha condotto lotte durissime perché venisse concepito un piano straordinario di settore che ovviamente le giunte guidate dai partiti colonialisti e centralisti si sono sempre guardate bene dal realizzare.

Domani l’MPS torna in piazza e rivolge l’appello «ai pastori, ai contadini, agli artigiani, agli operai, agli studenti, agli amministratori dei paesi e ai cittadini di Cagliari» di unirsi alla manifestazione «al fine di chiedere all’Amministrazione Regionale un intervento urgente per la difesa del patrimonio zootecnico della Sardegna».

In un comunicato diffuso in rete il MPS individua la crisi strutturale del comparto in due fattori principali, anche questi ben noti da anni: «la crisi del prezzo del latte, crollato del 50% nel giro di due anni e il crollo del 40% del valore delle carni».
In particolare il prezzo del latte oscilla oggi da 0,50 a 0,60 centesimi al litro, cioè molto al di sotto dei costi di produzione (in pratica dopo un breve aumento si è tornati alla situazione di qualche anno fa, quando appunto il MPS aveva iniziato a bloccare porti e aeroporti dando successivamente vita all’interessante esperimento politico-sociale della Consulta Rivoluzionaria insieme ad altri comparti lavorativi e ai movimenti indipendentisti).

Ecco le richieste del MPS:

  1. che la Regione Sardegna stanzi, in via di urgenza, risorse pari a un quintale di mangime a capo.
  2. che si proceda urgentemente al risarcimento dei danni causati dalla calamità naturale.
  3. Il blocco immediato delle cambiali agricole;
  4. L’interruzione dei procedimenti di Equitalia;
  5. L’azzeramento dei pagamenti INPS;
  6. Di Procedere con solerzia alla liquidazione di tutte le pratiche relative al Piano di Sviluppo Rurale (PSR)
  7. Di anticipare al mese di settembre-ottobre il pagamento delle nuove pratiche relative al PSR e alla Politica Agricola Comunitaria (PAC), così come fatto da altre Regioni in Italia.
  8. Di rispettare gli impegni presi nel 2014 sulla infrastrutturazione delle aziende e del territorio: Sviluppare progetti per la produzione di energia elettrica in azienda; Portare l’acqua potabile in tutti gli ovili; Viabilità e la creazione di centri di raccolta, refrigerazione e conservazione del latte diffusi in tutta la Sardegna. Questi sono alcuni degli impegni presi dall’Amministrazione regionale e poi dimenticati.

L’idea che sta ala base di tale mobilitazione è assai più alta di una semplice vocazione economica e viene ben sintetizzata dalla chiusura finale del comunicato che ci sembra opportuno riportare integralmente: «occorre inoltre che la società e la politica sarda facciano un salto di qualità nella capacità di governo e di pianificazione del settore agro-pastorale.
Le crisi ricorrenti fanno comprendere che dobbiamo avere la capacità di ripensare il modo in cui in Sardegna la vocazione agro-pastorale deve integrarsi con il turismo e la cultura.
Il pastoralismo non è un semplice comparto economico ma parte centrale del tessuto sociale e culturale della Sardegna.
La società e la politica Sarda devono fare proprio questo concetto: il pastore ha e può avere una funzione centrale nella gestione del territorio, nella conservazione del paesaggio, nel controllo delle campagne.
Il pastoralismo è dunque un patrimonio della Sardegna che va salvaguardato e protetto e non lasciato in balia delle crisi del mercato globale e locale».

Il concetramento è previsto per domani ore 9.00 in  P.zza Marco Polo (Fiera) a Cagliari