Costituzione sarda o carta igienica – di Cristiano Sabino

di Cristiano Sabino

Avantieri il Partito dei Sardi, cioè quel partito fondato dal noto trasformista Paolo Maninchedda e dall’ex ideologo di IRS Francesco Sedda saldamente ancorato al carrozzone della Giunta Pigliaru, ha annunciato al mondo di aver evacuato nientepopodimenoche la “Costituzione della Repubblica di Sardegna”. Nello stesso momento in cui governi indipendentisti stanno facendo la storia in Corsica e in Cataloga con grande forza e umiltà, in Sardegna tristi figure giocano con le parole e tirano fuori dal cilindro improbabili costituzioni repubblicane ricamate in solitaria davanti al PC con Wikipedia alla mano.

Per capire di cosa stiamo parlando facciamo uno di quei giochi che si trovano sulle pagine sbiadite dei cruciverba estivi. Trova le differenze:

Catalunya 2017, dopo un processo di crescita verticale dell’indipendentismo, dimostrazioni di piazza che hanno coinvolto milioni di persone e un governo sorretto interamente da forze indipendentiste (da quelle moderate a quelle schiettamente anticapitalistiche), il prossimo primo ottobre si celebrerà un Referendum “vincolante” per l’indipendenza. Cioè se vince il “Si” entro 48 ore il governo della Generalitat proclamerà la nascita della Repubblica catalana indipendente. E la Costituzione? Nonostante l’enorme forza popolare che sostiene i partiti indipendentisti al governo la bozza della Costituzione della futura repubblica catalana è stata affidata ad un vasto numero di saggi e giuristi catalani indipendenti dai partiti.

Sardegna 2017, un partitino da nulla, pieno di transfughi e acclamatori dei due indiscussi leader fondatori, che ha la responsabilità storica di tenere infilata la spina del peggiore governo regionale centralista e subalterno della storia autonomistica sarda, per farsi pubblicità tira fuori dal cilindro una “costituzione” che dichiara di voler garantire quei diritti sociali e civili che nella realtà vengono fatti a pezzi proprio dalla medesima Giunta Pigliaru. Non solo, proprio mentre nella maggioranza si valuta un testo unico che farebbe a pezzi quel poco di politica linguistica conquistata negli scorsi anni e contro le stesse dichiarazioni di un anno fa di Sedda che sul blog Limbasarda2.0 difendeva l’unificazione linguistica, oggi sul blog del PdS leggiamo che la “costituzione” è stata tradotta in logudorese, campidanese e in limba de mesania. Alla faccia della coerenza!

Ma vediamola questa “costituzione” scritta,  letta, sottoscritta e approvata nel salottino di casa dai due leader maximi dell’indipendentismo governativo.

Nel preambolo, a parte il linguaggio mutuato dai testi del catechismo e dal libercolo di pugno seddiano “I Sardi sono capaci di amare” c’è un passaggio interessante che ci da la cifra della megalomania di questi curiosi padri costituenti:

«Noi oggi, dunque, approviamo questa nuova Carta de Logu per onorare un impegno storico verso il desiderio di libertà e felicità passato, presente e futuro delle donne e degli uomini di Sardegna»

Servono commenti? Abbiamo davanti a noi due novelli Benjamin Franklin e Mariano IV!

 Ma il meglio deve ancora venire:

«Noi, la Nazione sarda, oggi, attraverso questa nuova Carta de Logu ci facciamo Repubblica di Sardegna».

È questo il punto fondamentale di tutta l’opera omnia partorita dai due grandi statisti, ovvero l’identificazione di se stessi con la nazione sarda. È un vizietto antico a tutti ben noto, il medesimo che spinse Sedda a rivelare al mondo la vera essenza della bandiera sarda, scomunicando e processando per eresia chiunque non giurasse sui famosi tre “non” (non nazionalistanon sardistanon violento) e non si sottomettesse al movimento politico di cui si concepiva padre fondatore e supremo ideologo.

Il resto della nuova costituzione più bella del mondo è una collazione di articoli che descrivono il Disneyland preferito dai due nuovi Platone: una Sardegna bella, giusta, indipendente, insomma il Bengondi dove tutto è accessibile, solidale, coeso, efficace, fighissimo!

Quando la realtà in cui si vive fa schifo e soprattutto quando si è responsabili e complici del peggior governo regionale della storia autonomistica, quando si è lavorato con solerzia per spaccare ogni movimento di unità nazionale e quando non si è neppure in grado di fare rispettare i pochi punti di sovranità previsti dallo Statuto d’autonomia, allora si cerca di evadere nel mondo fiabesco dello Stato che vorrei e ci si immagina come Napoleone sul cavallo bianco a dispensare giustizia, libertà e bellezza ad una massa di popolani acclamanti e fedeli.

Ma i sogni sono sogni e la realtà è realtà e questa costituzione è quello che è, cioè carta igienica di bassa fattura. E nella realtà i due padri costituenti sono solo due opportunisti che passeranno alla storia per aver contribuito ad infangare e rendere ridicolo l’indipendentismo sardo con “costituzioni” farlocche autovalidate.

Ciò che resta da capire è il perché lo stiano facendo, se per convenienza monetaria, megalomania, disturbi della personalità, ingenuità, strambo patriottismo o motivazioni più profonde che probabilmente apprenderemo solo il giorno in cui apriremo gli archivi.

Buona costituzione a tutti!