Camineras ricorda Vincenzo Migaleddu: future lotte per l’ambiente

Locandina dell’evento

Presentazione della rivista Camineras (edizioni Condaghes) presso la biblioteca comunale di Sassari giovedì 30 Novembre alle ore 17.30

Pubblicata dal 2002, con testi in sardo e in italiano, è da sempre impegnata nella lotta ai meccanismi del colonialismo non solo economico e sociale, ma anche politico e culturale che mantengono la Sardegna in una condizione di subalternità.
In questa particolare occasione Camineras vuole ricordare un suo storico collaboratore che alla difesa dell’ambiente e della salute ha dedicato la sua vita e la sua professione: Vincenzo Migaleddu. I relatori del dibattito, coordinati dalla redattrice Paola Pilisio, militante ambientalista impegnata da sempre nei coordinamenti di lotta , sono dunque figure rappresentative della difesa dei nostri luoghi dalle violente aggressioni spesso travestite da investimenti produttivi, posti di lavoro o avanzate tecnologie.

A tal proposito, Pesa Sardigna ha rivolto alcune domande alla redattrice e coordinatrice del dibattito Paola Pilisio.

Che cosa dobbiamo a Vincenzo e cosa dobbiamo continuare delle sue battaglie intraprese e drammaticamente interrotte?

A Vincenzo dobbiamo tutti qualche cosa. Il suo impegno per la Sardegna è stato immenso e il suo lascito prezioso. Vincenzo è insostituibile, nel senso che aveva un approccio interdisciplinare verso le lotte che è raro. Come rara era la sua cultura, competenza scientifica e determinazione. A me personalmente manca molto, come amico e maestro. Uno dei suoi insegnamenti che cerco sempre di non dimenticare è stato quello di studiare: “perchè la conoscenza è l’arma più preziosa ed efficace che abbiamo” diceva. Continuare le sue battaglie, è l’unico modo per tenerlo ancora con noi.

Chi sono i relatori che avete invitato e su quali temi hanno condiviso le sue lotte?

I relatori che ospiteremo durante la presentazione di Camineras hanno condiviso tutti, in un modo o nell’altro, gli stessi ideali di lotta che erano anche quelli di Vincenzo, la difesa dei luoghi, della salute e della bellezza. Come Joan Oliva e Andrea Faedda, architetti urbanisti, che un’idea su cosa sia un mondo bello, oltre che sano e pulito, l’hanno sempre avuta. Insieme abbiamo tentato di immaginare questi luoghi, come Porto Torres per esempio, liberati dal malaffare e dalla ferraglia. Giuseppe Marongiu sa cosa è una campagna, è un grande conoscitore della Nurra, per la quale si è battuto moltissimo, fondando il  “Comitato Nurra-Dentro riprendiamoci l’agro” contro l’assalto dell’Eni alle campagne. E infine Maurizio Onnis che in Sardegna ha fatto ritorno con l’idea di provare a cambiare le cose, anche lui ha militato nei comitati e ora ha preso in mano un territorio e ne sta facendo un luogo, essendo  il sindaco di Villanovaforru.

A che punto siamo nel difficile percorso di battaglie contro il gigantesco fronte della difesa dell’ambiente a tutto campo e dunque quale sarà il prossimo obiettivo scottante?

Fortunatamente sul fronte ambientale la Sardegna si rivela ogni giorno più sensibile, non mi riferisco naturalmente ai nostri reggenti che in testa non hanno un’idea, ma alle persone che la Sardegna la abitano. Da Porto Torres, a Macomer, al Medio Campidano c’è un fronte unito e di lotta su tutte le vertenze: inceneritori, servitù militari, industrie inquinanti, mega impianti energetico-speculativi, cemento sulle coste. Insomma gli argomenti non mancano. Ma la prossima grossa battaglia che ci tocca fare è quella sul metano, sulla quale il Coordinamento dei Comitati Sardi ha già preso una posizione chiarissima. Un nuovo progetto nocivo e obsoleto, l’ennesima servitù per la Sardegna, che continua a pagare un prezzo molto alto in termini di salute e ambiente per colpa delle scellerate decisioni del passato.

Per concludere il lavoro da fare non manca. Ci sarà bisogno di tanti incontri, di tante Camineras, di coordinamento e di impegno civile, politico, sociale, di un cambio di rotta culturale profondo che veda impegnati tutti per ritrovare e recuperare la memoria dei “luoghi”  sommersi e rilanciare quelli salvati.