Tirocinanti sardi sul piede di guerra

Hanno raccolto l’appello del nuovo percorso politico sardo “Caminera Noa” (http://www.pesasardignablog.info/2017/10/29/caminera-noa-la-ras-cambi-le-regole-sui-tirocini/), poi hanno scritto una lettera manifesto (https://www.facebook.com/notes/cambiamo-le-regole-sui-tirocini-sardegna/cambiamo-le-regole-sui-tirocini-firma-anche-tu/1519908184754358/) che hanno provveduto a diffondere in rete e ad inviare agli organi istituzionali competenti: sono i giovani tirocinanti sardi.
Il manifesto dell’assemblea pubblica chiamata dai tirocinanti per il prossimo 11 gennaio a Oristano
Ora si troveranno ad Oristano per la prima assemblea pubblica “Cambiamo le regole sui tirocini” per dare corpo alla battaglia in vista di una regolazione dei tirocini più giusta, equa e dignitosa per tutti i lavoratori in formazione.
L’appuntamento è stato fissato giovedì 11  Gennaio 2018 a Oristano presso il Liceo Classico De Castro in piazza Aldo Moro.
Di seguito una sintesi delle richieste più significative di Caminera Noa e dei tirocinanti in lotta:
  • una distinzione netta tra le tre tipologie di tirocinio: I) tirocini formativi e di orientamento, II) tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro e III) tirocini in favore di disabili, persone svantaggiate e richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, giacché ognuno di essi risponde ad esigenze diverse;
  • una durata massima del tirocinio di 6 mesi;
  • una indennità minima di partecipazione di 800€; dal momento che si continua a chiudere gli occhi rispetto al fatto che i tirocinanti svolgano effettiva attività lavorativa e anzi lo si accetta, allora vogliamo ricevere una somma più dignitosa;
  • controlli-filtro sulle offerte di tirocinio, almeno in quelle pubblicate nei canali ufficiali della Regione Sardegna; non è possibile continuare a vedere offerte per attività che non necessitano di formazione o che richiedono pregressa esperienza lavorativa, ciò contrasta con la normativa e sono il primo campanello d’ allarme rispetto a una futura situazione di abuso;
  • maggiori controlli da parte dei soggetti promotori e maggiori controlli sui soggetti promotori, rei troppo spesso di chiudere un occhio rispetto a situazioni di abuso;
  • maggiori e genuini controlli ispettivi sui luoghi di lavoro che, in caso di accertamento di un abuso, darebbero diritto al tirocinante a vedersi riconosciuta l’applicazione retroattiva di tutti i trattamenti economici e normativi spettanti ai lavoratori che svolgono le sue stesse mansioni.
Non possiamo non segnalare inoltre i sempre più frequenti ritardi nel versamento di quella modesta indennità che ci spetta e chiedere di intervenire a garanzia di una maggiore regolarità e puntualità.
Su questi punti daremo battaglia e siamo pronti a farci sentire.