Partiamo dalle nostre comunità locali

Sono imminenti le elezioni politiche italiane. Cosa ne pensano le forze politiche e intellettuali indipendentiste e anticolonialiste? La redazione di Pesa Sardigna ha deciso di ospitare diversi interventi sul tema. Qui proponiamo un articolo di Gianluca Collu, attuale segretario natzionale di ProgReS.
Chiunque volesse può inviare il suo contributo alla e-mail della redazione pesa.sardigna.blog@gmail.com o indirizzarlo alla nostra pagina Facebook.

di Gianluca Collu

Come partito indipendentista sardo non nutriamo particolare interesse nel prendere parte ad una competizione elettorale regolata da una legge come il Rosatellum, che sostanzialmente esclude le chance di rappresentanza dei soggetti politici nazionali sardi nel Parlamento italiano; anche per questo l’Assemblea Nazionale degli attivisti di Progetu Repùblica de Sardigna ha deciso che non parteciperemo alle elezioni politiche italiane del prossimo 4 marzo 2018.

Gianluca Collu

Fare i conti con la realtà significa prendere coscienza, al netto delle leggi elettorali, dell’effettivo peso politico dell’elettorato sardo nello scenario delle “democratiche” elezioni italiane: parliamo di un valore pari al 2,6% sulla media italiana, questo sempre che la partecipazione al voto rappresenti il 100% del censo, ossia che tutti i sardi aventi diritto si rechino nei seggi per votare. Di conseguenza, considerando il quadro generale tra l’attuale legge elettorale in vigore e l’effettivo peso politico dei voti sardi su scala italiana, risultano molto chiare due sole opzioni in campo per un partito indipendentista: nella prima ci si allea con uno dei poli italiani di centrodestra o di centrosinistra, considerato che 5 Stelle non stringe alleanze con i partiti; nella seconda, invece, correndo da soli, si partecipa per lo più a livello simbolico o di mera testimonianza.

Entrambe le opzioni, per quanto legittime, non rientrano nel nostro fine politico, non è il motivo per cui Progetu Repùblica de Sardigna è nato e non è il motivo per cui le nostre attiviste e i nostri attivisti lavorano ogni giorno.

Il senso dell’agire politico di Progetu Repùblica è un cambio di prospettiva che vuole mettere al centro del nostro orizzonte la Sardegna e le 377 comunità da cui è formata. Il nostro obiettivo è la costruzione graduale e non violenta di una Repùblica di Sardegna, prospera e giusta. Per fare questo, la sfida a cui sentiamo di dover partecipare sono le elezioni nazionali sarde, le uniche che ci permetteranno di spezzare l’egemonia triste e deleteria dei partiti italiani.

Come già abbiamo detto, la nostra campagna elettorale per il 2019 deve iniziare oggi, possibilmente partendo dall’impegno nelle nostre 42 comunità dove sono previste le amministrative del 2018.

Le famiglie sarde affrontano con sempre maggiori difficoltà e sfiducia la vita quotidiana, è notizia di questi giorni che il 39% ritiene che la propria condizione economica nel 2017 sia peggiorata rispetto all’anno precedente, addirittura il 10% pensa che sia peggiorata di molto. (dati ISTAT elaborati da SSEO).

È tempo di rimboccarsi le maniche e lavorare seriamente alla costruzione di una rete di cittadini disponibili a mettere in gioco le proprie competenze, il proprio entusiasmo, il desiderio di riscatto per la nostra terra e per i nostri figli e iniziare dare luogo a una rivoluzione democratica, capace di guidare i sardi e le sarde verso una condizione storica migliore sul piano materiale e immateriale, verso la costruzione della propria Repùblica.

Il futuro della nostra nazione dipenderà soltanto dall’impegno di ogni sardo per il benessere collettivo, e questo cambiamento potrà avvenire soltanto partendo dalle nostre comunità locali.

Per mettere in atto questi propositi è necessario un accordo, una strategia condivisa, tra i maggiori partiti indipendentisti, sovranisti e autonomisti. Un patto di responsabilità nazionale per giungere a una convergenza capace di realizzare un’alternativa di governo ai poli italiani forte e autorevole. Per queste ragioni è importante coltivare il dialogo e il rispetto, anche con quei soggetti indipendentisti che attualmente mettono in atto strategie che non si condividono, e confrontarsi sui temi e sulle possibili soluzioni ai tanti gravissimi problemi che affliggono il nostro Paese.