Per una Via Campesina sarda

Il Coordinamento dei comitati sardi  ha partecipato all’incontro dell’ ARI – Associazione Rurale Italiana che si è svolto sabato 24 e domenica 25 febbraio  presso la Cascina Malerbe a S. Raffaele Cimena (To).

Perché i comitati sardi che lottano in difesa della terra e contro le speculazioni hanno sfidato il gelo dei giorni scorsi per partecipare ad un simile incontro? E’ stato un incontro molto importante – dichiara Antonio Muscas della rete dei Comitati – perché si è parlato di accesso ed uso del suolo agricolo e dello scambio di sementi. Argomenti molto importanti sui quali, al pari di altri, e in particolar modo in questo periodo, , è necessario concentrare la nostra attenzione.

L’assemblea – si legge in una nota stampa dell’ARI – ha passato in rassegna le attività dell’anno trascorso per decidere le priorità del 2018. Sottolineando il consolidamento del Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC) e la partecipazione di ARI alle sue attività ed iniziative di lotta, è stata affermata la necessità di uno sforzo continuo per ampliare il consenso alle strategie di ECVC, al di là dei sui membri. Non solo l’ennesima riforma della PAC (…) ma anche la difesa di un’economia, quella contadina, fatta di resistenza al modello industriale dominante, di costruzione di alternative e innovazione, di continui adattamenti al cambiamento climatico e sociale, per dare un cibo di qualità a tutti compreso chi è costretto a vivere al limite della povertà.

Il “cibo non è un lusso ma un diritto” è la parola d’ordine che più è stata citata nelle due giornate di lavoro. In tale prospettiva  si è deciso di continuare la lotta per la difesa delle sementi contadine impedendo l’ingresso silenzioso degli OGM nascosti prodotti con il genoma editing e costruendo, contemporaneamente, iniziative decentrate di case delle sementi, formazione, in particolare vivaistica, per accrescere l’autonomia ed il controllo sulla gestione dinamica della biodiversità in azienda.

Non ci interessa diventare dei piccoli agricoltori-sementieri – dichiarano gli attivisti dell’ARI nella loro nota – vogliamo solo continuare a scambiare e vendere le nostre sementi ad altri contadini per la loro coltivazione nel pieno diritto che ci è riconosciuto dalla legalità internazionale.

La testimonianza del coordinamento dei comitati sardi che resistono alla distruzione della terra è stata al centro di una riflessione più ampia sul tema di accesso alla terra, della salvaguardia dell’uso agricolo e sulla necessità di iniziative più determinate e numerose nel contesto dello stato italiano. Il progetto per una Via Campesina Sarda è chiaro: combattere la vendita delle terre pubbliche operata dallo stato o da altri enti pubblici (regioni e Comuni), favorire tutte quelle iniziative che facilitano l’accesso alla terra per i giovani o quanti hanno scarsa disponibilità aziendale o si vogliono istallare recuperando alla vita spazi rurali desertificati o malcoltivati.

Tutti temi che i comitati di ritorno in Sardegna mettono a disposizione di chi porta avanti la battaglia per la difesa della terra attraverso una produttività compatibile, realmente moderna e trasmissibile alle prossime generazioni.