Occupazione militare: se questa è informazione!

di Cristiano Sabino

Lo scorso 5 aprile è andata in onda su Videolina una puntata di Monitor condotto dalla giornalista Egidiangela Sechi. Al centro della puntata – come recitato dall’anticipazione andata in onda al Tg di Videolina – «il recente accordo di programma sulle servitù militari stipulato tra regione e Ministero della Difesa, che inaugura un nuovo corso nei rapporti tra forze armate e isola».

Ospiti della trasmissione il sindaco di Nuoro Andrea Soddu e il comandante militare della Sardegna Giovanni Domenico Pintus.

In molti, compreso il sottoscritto, hanno subito sottolineato sulle pagine social di Videolina che questa non è informazione, ma propaganda. Perché? È presto detto: è mancato completamente il contraddittorio e una visione critica rispetto all’occupazione militare della Sardegna di per sé, sia verso il cosiddetto accordo del dicembre 2017 siglato dal presidente Pigliaru e dalla ministra della difesa Pinotti che in pratica ratifica questa occupazione nei suoi centri più importanti a fronte di poche briciole concesse in pasto all’opinione pubblica.

La dinamica del programma è stata un lungo panegirico alle Forze Armate e al presunto “nuovo corso” dei rapporti tra militari con la società civile e con i giovani. Ma in realtà la verità è venuta fuori comunque attraverso le parole del capo di stato maggiore della Difesa Claudio Graziano «la Sardegna è sempre più strategica, per la situazione globale del Mediterraneo, lo è per il ruolo che riveste nelle nostre forze armate».

Ecco spiegata la ratio del programma, tutto incentrato su quanto l’occupazione militare sia bella, quanto sia vicina ai cittadini e soprattutto ai giovani studenti che grazie all’Esercito italiano imparano la storia (!?) e su quanto bisogna essere grati all’Esercito che ci riempie di nuove caserme e che ci permette di preservare l’ambiente e ci consente persino di visitare occasionalmente qualche spiaggetta prima interdetta.

Traduzione: «siccome la Sardegna è strategica per le forze armate fatevela piacere e fate un bel lavaggio di cervello massivo di massa ai ragazzi e ai telespettatori».

Per fortuna i “giovani” sardi sono categoria assai più ampia di quella immaginata dai propagandisti dell’Esercito Italiano, prova ne sia che l’11 aprile gli studenti cagliaritani presidieranno il Rettorato per denunciare le strette correlazioni tra Università e Forze Armate e il 22 aprile a Bauladu si terrà l’assemblea plenaria di A Foras per costruire la mobilitazione a Cagliari contro l’occupazione militare prevista per il 2 giugno.