Muroni: «costruiamo il blocco nazionale rinunciando a personalismi e divisioni!»

Foto di ripertorio reperita dall’archivio di YouTG.net

1) Con il voto del quattro marzo crolla un sistema o vince il gattopardo?

Le ultime elezioni politiche – per il sistema – sono state ancora più devastanti di quelle del 1994. In Sardegna decine di migliaia di cittadini hanno votato per candidati di cui ignoravano persino il nome pur di manifestare il proprio disprezzo nei confronti della vecchia politica. È un segnale devastante, che i gattopardi fingono di ignorare. Altra cosa da valutare sarà l’utilizzo che di quel voto andrà fatto.

2) Come è andata Autodeterminazione alle politiche? Dicci una nota positiva e una negativa di questa esperienza.

Insisto nel dire che la strada è quella giusta. La nota positiva è che sono state create una rete e un metodo di lavoro circolare e partecipato. Il rischio è quello di smarrire la rotta, tornando a vecchie logiche personalistiche e disgregatrici.

3) La giunta Pigliaru è in bilico ma non cadrà. Cosa fare per garantire una maggioranza sardocentrata in Regione o almeno una forte presenza politica non dipendente dai partiti tradizionali e dalla Casaleggio&associati alle prossime elezioni regionali?

Il blocco nazionale imperniato su un patrimonio comune di valori democratici e poi sulle cose che uniscono, mettendo da parte quelle che dividono. È la stessa ricetta che ripeto da anni.

4) Le tue dimissioni hanno scatenato un polverone sui social. Pare di capire che la querelle verte sulla fusione di un soggetto unitario e sulla resistenza di alcune componenti. Puoi chiarire quali sono gli “orizzonti mutati” che ti hanno portato a questa scelta?

Ho detto più volte nei luoghi appropriati, ben prima che sui social, quali erano le condizioni alle quali avrei potuto assicurare un mio impegno in prima linea. In sostanza, il tutto è legato alle risposte alle due precedenti domande.

5) Progres intanto ha aperto un dialogo trasversale in vista delle Regionali e una vasta area che pratica le lotte dal basso sta ragionando attorno alla proposta di Caminera Noa. Cosa ne pensi?

Il dialogo è un valore imprescindibile. Io ho proposto di avviarlo, già dal 5 marzo, con tutte le forze democratiche, rendendolo ancora più intenso con tutte quelle che hanno testa, cuore e anima in Sardegna, in vista – riguardo queste ultime – di possibili convergenze e alleanze.