Forza e impotenza degli imperialisti

di Marco Santopadre

L’ennesima aggressione militare di Usa, Francia e Gran Bretagna contro la Siria aggiunge tensione a tensione, e dimostra se ce ne fosse bisogno l’irresponsabilità e la pericolosità di potenze imperialiste che, sostanzialmente estromesse dal Medio Oriente, cercano di riprendere protagonismo a suon di bombardamenti.
Bombardamenti ‘avvisati’ che non spostano di una virgola gli equilibri geopolitici e militari nella regione, ma intervengono in un paese sconvolto da quasi un decennio di destabilizzazione e guerra civile e in presenza di un ingente schieramento di uomini e mezzi dei paesi alleati di Damasco, in primis Russia e Iran.
Se Mosca e Teheran non hanno reagito è solo perché hanno preventivamente convinto Washington, Londra e Parigi e ridimensionare i loro piani di attacco limitandosi ad una provocazione militare grave ma priva di conseguenze, che paradossalmente dimostra l’impotenza delle potenze occidentali nell’area.
Un’impotenza che però potrebbe condurre gli Usa e i suoi alleati/competitori ad una rischiosissima escalation dalla quale potrebbe scaturire un conflitto militare su vasta scala e stavolta di tipo simmetrico.
Infatti Washington, Londra e Parigi, contrariamente al passato, non si confrontano più con piccoli paesi facilmente annichiliti come l’Iraq, la Jugoslavia, l’Afghanistan, la Libia, ma con potenze regionali pesantemente armate e organizzate e con potenze mondiali del calibro della Russia. Potenze che ad ogni mossa di Washington sono obbligate a reagire con mosse uguali e contrarie, all’interno di un innalzamento della tensione internazionale che ci immerge già in un clima di guerra e militarizzazione.
Senza dimenticare le schegge impazzite e imprevedibili rappresentate da Israele, Turchia e Arabia Saudita, desiderose di affermare i loro interessi, di imporre la propria egemonia o di agguantare la loro vendetta contro gli avversari di oggi e gli ex alleati di ieri. Nel mirino, neanche a dirlo, l’Iran e l’asse sciita uscito paradossalmente rafforzato da anni di destabilizzazioni e di conflitti che hanno indebolito il ruolo degli aggressori e seminato morte e distruzione in tutto il Medio Oriente.