A Foras: «Il 2 giugno alziamo la testa contro basi e guerra»

Intervista a Michele Salis, a nome dell’Assemblea Sarda contro l’occupazione militare della Sardigna “A Foras” in vista dell’assemblea plenaria di domenica 22 aprile (domani) a Bauladu al centro servizi di S. Lorenzo (tavoli di lavoro ore 10:00 di mattina, assemblea ore 15:00 il pomeriggio)

  • Tirano nuovi venti di guerra. La Sardegna è terra strategica per le politiche imperialiste dell’alleanza atlantica. Qual è la posizione di A Foras?

Sin dai primi mesi dalla sua nascita, l’assemblea di A Foras si è schierata non solo contro l’occupazione militare della Sardegna, ma anche in opposizione a tutti gli “output” della filiera bellica sarda. Per questo oltre che porci in opposizione alla NATO, ci siamo schierati contro ogni tipo di guerra di aggressione e imperialista. Un movimento che si batte contro la guerra, non può che lottare per la liberazione della nostra terra da qualunque mezzo utilizzato per tali conflitti: dai poligoni, alle fabbriche di bombe, fino all’industria e alla ricerca bellica, come denunciato nel nostro recente sit in al Rettorato dell’Università di Cagliari.

  • Il prossimo 22 aprile a Bauladu si svolgerà una importante assemblea plenaria del movimento contro l’occupazione militare. Qual è l’ordine del giorno?

Oltre alle relazioni dei tavoli di lavoro (che si riuniranno la mattina) e delle assemblee territoriali di A FORAS che hanno recentemente organizzato diverse iniziative, i punti trattati saranno essenzialmente due.

Il primo sarà la costruzione politica della giornata del 2 giugno, che ci vedrà ancora una volta a Cagliari per un corteo che si concluderà con un concerto al Colle di S.Michele. Già dall’anno scorso abbiamo lanciato per questa data un appuntamento annuale di mobilitazione per la liberazione della nostra terra dalle servitù militari. Abbiamo scelto il 2 giugno, festa della repubblica italiana, per ribaltare questa ricorrenza, e manifestare contro quello stato che da oltre 60 anni ci impone in maniera unilaterale i due terzi delle sue servitù militari. Inoltre sempre il 2 giugno, ricorre la data della prima assemblea di A FORAS. Le rivendicazioni di questo 2 giugno saranno discusse domenica prossima in un incontro aperto ai gruppi e le individualità che condividono i punti fermi di A FORAS. Per questo invitiamo all’assemblea chiunque voglia lottare per la dismissione dei poligoni, le bonifiche e i risarcimenti ai territori colpiti.

In secondo luogo, continueremo a discutere e a organizzare il cammino di questa estate, una sorta di assemblea itinerante. Dopo il due giugno ci metteremo in cammino, attraversando a piedi i luoghi colpiti da attività militari, aree industriali insostenibili o da dismettere,  ma non solo. Incontreremo le diverse comunità che vivono questi territori per confrontarci, discutere e crescere con loro. Andremo alla ricerca di tutte quelle risorse latenti (o tarpate dalla presenza militare) di questi territori, dei loro casi virtuosi. Con questo cammino vogliamo rilanciare la partecipazione ad A Foras tramite nuove pratiche inclusive, incentrate su identità e aspirazioni territoriali, oltre che stimolare e migliorare i rapporti con le popolazioni dei diversi territori della Sardegna. Anche per questo domenica 22 chiamiamo a raccolta chiunque voglia mettersi in cammino con noi.

  • Come sappiamo il presidente Pigliaru ha siglato un accordo con il Ministero della Difesa (Pinotti) che l’attuale Giunta e l’Esercito hanno presentato come “nuovo corso nei rapporti tra Esercito e società civile”. Come giudicate questo accordo?

Diverse testate giornalistiche hanno quasi esultato alla notizia di questo accordo, sparando titoloni come “Via i militari da Capo Frasca e Teulada”, come se davvero si fosse realizzato quanto scritto nel programma dei Francesco Pigliaru alle ultime regionali, che prometteva la chiusura di questi due poligoni. Al contrario però, nulla è stato chiuso né dismesso (con l’eccezione di alcune strutture già cedute al demanio civile dal 2008). Al contrario, alla faccia della riduzione della presenza militare nell’isola, i militari sono addirittura aumentati con questo accordo! Infatti, in cambio della formalizzazione di accordi di fatto già in essere da anni (lo stop alle esercitazioni dal 1 giugno al 30 settembre e a concessione temporanea di alcune spiagge), oltre al passaggio al demanio civile di poche decine di metri di spiagge, e l’istituzione di non meglio precisati osservatori ambientali, l’accordo nasconde almeno due polpette avvelenate. Da una parte è stato finanziato il dislocamento di alcuni reparti nella caserma di Pratosardo a Nuoro (ecco l’aumento dei militari). Dall’altra, l’accordo pone le basi per “l’implementazione del SIAT, Sistema Integrato per l’Addestramento Terrestre, e di altri sistemi duali”, che non sono altro che nuovi utilizzi (e nuovi investimenti) per i poligoni. Altro che chiusura! L’accordo pone le basi per continuare a utilizzare i poligoni per tanti altri anni! E tutto questo nel silenzio generale, misto alla grande soddisfazione del “centro – sinistra”. Anche contro questo accordo, sarà importate essere presenti domenica e alle prossime mobilitazioni di A FORAS, 2 giugno in primis.