Sa musica sarda indipendenti (intervista a Quilo)

1. Puoi presentarti? 

Sono Alisandru Sanna in arte Quilo e ho iniziato il mio percorso artistico nel Sulcis nella mia Iglesias alla fine degli anni 80. Nei primi anni 90 sempre nella città mineraria abbiamo fondato il progetto Sa Razza Posse che poi uscì ufficialmente nel ’92 con due singoli incisi su vinile per la century Vox che al tempo era l’etichetta numero uno in fatto di rap nella penisola. Dalla cassettina ( tape ) classica al Vinile e quindi ai primi concerti. Quegli anni furono strepitosi. Grande fermento culturale e musicale; un onda che arrivava dalle università e dai centri sociali. Racchiudere piu’ di 25 anni di esperienze è difficile. Nel 96 ci fu l’uscita di “Wessisla” epico album con il marchio SR RAZA prodotto tra la Sardegna e Torino; nel 2001 altro album ” EYAA ” che ci porto ad essere più popolari anche nei Club isolani; seguirono due EP pubblicati “itta ee?!” e poi “gerandu Festa”; nel 2004 fondai insieme al producer / mc Micho P il progetto Maloscantores riportando in auge il RAP in SARDO. Due album che definirei storici “un gran rap sardo” e “Musica sarda”. Maloscatores resta tutt’ora un esperienza per me fondamentale che mi ha fatto maturare parecchio. Concerti, piazze insomma sempre in mezzo alla gente quando ancora la musica era ricca di significato. Oggi gestisco la factory nootempo e suono ogni tanto insieme all’artista sardo Randagiu sardu, una delle più belle esperienze che ho contribuito a produrre. Randagiu oggi ha 10 anni dal suo esordio ufficiale è una realtà genuina che resiste. Oltre alla musica mi occupo di comunicazione visiva (grafica, design e produzione media), campo nel quale ho sempre lavorato sia come dipendente che come autonomo. Ho anche sempre partecipato attivamente al dibattito politico indipendentista dapprima con la prima e la seconda IRS, oggi come indipendente. Non mi sono mai candidato in vita mia, per ora non ci ho mai pensato ma escludo a priori di fare questa esperienza. Per il resto proseguo il mio cammino per sentirmi vivo con le persone che mi aiutano e mi stanno vicine.

2. La scena musicale sarda di inizio anni Duemila era ricca di competenze e molti artisti intrecciano sonorità e lingua del luogo con tendenze generali. è ancora così?

La scena musicale sarda è stata grandiosa e oggi con grande difficoltà molti artisti indipendenti cercano di produrre cultura Residente. Dal Rock al Reggae, dal Rap alla musica elettronica esiste un grande fermento e ci sono artisti di grande valore e livello. Gente che si sacrifica , che investe tempo e denaro per incidere album, per produrre video clip musicali. Vedo anche con grande interesse, non tanto nel rap, che l’uso de sa lingua nostra,  la lingua sarda nelle sue varianti non è più un limite ma una ricchezza. Quando iniziai il mio percorso nei primi anni 90, il progetto Sa Razza Posse portò grande innovazione proprio mettendo in primo piano il Rap in Sardu. Fummo i primi a incidere un Vinile di Rap in sardo con i due singoli “In Sa Ia” e ” Castia in fundu” . Dal Sulcis dei grandi progetti minerari ormai falliti riuscimmo a emergere da una cantina proprio grazie alla lingua. In definitiva direi che questo “sottosuolo” artistico andrebbe coltivato e aiutato anche dalle nostre istituzioni che spesso e volentieri non capiscono che la Sardegna non è solo musica Folk “tradizionale”. Ricordo che un tempo anche i movimenti indipendentisti erano molto attenti alla scena musicale indipendente sarda. Oggi i movimenti dovrebbero riprendere quel contatto importante con determinate realtà musicali e chiedere agli artisti il loro punto di vista sullo Stato dell’arte in Sardegna.
3. Spesso i comuni e gli organizzatori di eventi chiamano grandi nomi da fuori, per esempio per i concertoni di capodanno. cosa ne pensi?
Questa certa esterofilia artistica sta raggiungendo livelli preoccupanti. Io credo che la Sardegna intesa come Nazione che deve essere crocevia di culture possa anche ospitare dei grandi nomi e della musica di qualità che viene da oltre mare pur sempre rispettando le produzioni locali che devono essere messe in relazione con artisti esteri che vengono ospitati nelle nostre manifestazioni. Certamente non sono mai stato a favore del cosiddetto “concertone” intenso come grande evento fine a se stesso dove spesso si ascoltano i VIP della musica usa e getta. Io credo piuttosto in tanti eventi diffusi nel territorio che possano coinvolgere le nostre comunità.
Penso che ci sia un grande lavoro da fare soprattutto tra noi artisti sardi che spesso non siamo così uniti per sensibilizzare al meglio l’opinione pubblica e quindi fare azioni di promozione unitarie che portino la grande musica made in sardinia ad avere pari dignità.  Un artista serio che produce è di fatto un Lavoratore Fantasma che spesso viene relegato a macchietta, spalluccia di qualche Grande nome.
Che poi sinceramente parlando, i soldi pubblici dovrebbero essere spesi bene dando lavoro alle Band che producono Cultura musicale originale.

 

4. Anche i giornali spesso dedicano pagine intere a fenomeni di dubbio valore. Perché c’è così poca attenzione verso le produzioni autoctone?

I giornali locali chiaramente devono fare notizia,  quindi sparano colonne su colonne per sponsorizzare più’ che altro artisti molto famosi spinti dalle loro costose agenzie stampa. In passato ricordo che i giornali locali erano molto più attenti di oggi alle produzioni sarde, quelle ovviamente che avevano un valore artistico riconosciuto. Lo spazio si è ridotto drasticamente e questo succede purtroppo anche nelle Radio sarde dove è raro ascoltare produzioni indipendenti contemporanee. Oggi però con i nuovi Media è piùù facile colmare questa mancanza e farsi conoscere dal pubblico. Credo che si debbano creare le giuste sinergie con i Giornali e blog locali per fargli capire che il materiale culturale esiste e quello valido deve essere recensito e aiutato a crescere.

5. Parlaci del tuo lavoro. Difficoltà, opportunità e aspetti positivi di fare il musicista in Sardegna.

A volte mi chiedono, che lavoro fai? io Rispondo “l’artista, produco e scrivo canzoni…”. Si andat bene, ma che Lavoro fai? L’artista oggi non viene considerato un Lavoratore ma uno che al limite cazzeggia oppure un hobby per chi vuole arrotondare. Io credo che l’isola possa offrire molto in termini di ricchezza culturale. Non sono uno che denigra quello che ha qui, nonostante le grandi difficoltà questa è la mia terra che amo e mi fa incazzare ed è da qui che vorrei partire per diffondere un messaggio.
Guardate sempre alla nostra terra sarda come una Madre, lei non ti abbandona mai siamo noi Figli ingrati spesso a non rispettarla più e a non rispettarci più come popolo. L’arte per me è messaggio , il Rap per me ha una funzione precisa e la musica a volte fa di più di mille bandiere. La Sardegna oggi più che mai potrebbe essere un grande Laboratorio artistico nel mediterraneo. I muretti a secco li abbiamo ancora nel cervello e sono pericolosi.

6. Il tuo ultimo lavoro?

Oggi mi occupo della nostra factory sarda www.Nootempo.net che segue il percorso di artisti sardi indipendenti. La missione è quella di creare Ponti e non Muri, di diffondere cultura Residente. Music to resist è il nostro slogan e dice praticamente tutto. Resistenza artistica attiva, produzioni indipendenti che non hanno un limite di Genere e categoria. In questi dieci anni abbiamo prodotto dischi, docu film, realizzato progetti legati anche alla lingua sarda e stiamo cercando di crescere. Abbiamo la base in Sardegna ma un punto attivo anche a Liverpool dove G.M.ganga (gangalistics) produce e lavora anche per la Nostra factory.
Penso sempre ad un mio nuovo disco che poi sarebbe il primo come solista, ho poco tempo ma molte idee e non vi nascondo che c’è qualcosa in cantiere ma devo valutare tutto con molta attenzione, seu meda pibincu e ci sono delle oggettive difficoltà oggi nell’investire tempo e denaro in un album in questo mercato discografico ormai drogato e inesistente.
Gratzias meda a totus e a osatterus po s’attentzioni e sighei sempri sa musica sarda indipendenti chi est de importu meda! Fadei manna sa musica sarda indipendenti!