Isciòperu: «Eja» a s’iscola sarda, «Nono» a s’Invalsi

 

Il soggetto-progetto CamineraNoa e l’Unione degli Studenti di Cagliari aderiscono allo sciopero nazionale sardo indetto dai Cobas Sardegna dell’intera giornata per tutto il personale Docente e ATA di ogni ordine e grado degli Istituti Scolastici Statali della Sardegna per VENERDI’ 11 MAGGIO 2018.
Insieme al sindacato COBAS – si legge in una nota diffusa a mezzo stampa -organizzeremo una manifestazione nello spazio antistante il Consiglio Regionale in via Roma alle ore 10:00 di venerdì 11 maggio.

Le ragioni del sindacato di base – che alle appena trascorse elezioni RSU ha preso in media il 22% dei voti – sono concentrate sul contrasto ai quiz INVALSI che di fatto negano l’autonomia didattica. Ciò in Sardegna è doppiamente grave perché significa negare l’autonomia della docenza e insieme annullare di fatto ogni possibile progettualità didattica coerente con le particolarissime istanze del nostro territorio:  «Vogliono far diventare – puntualizzano i COBAS – le rilevazioni Invalsi non una presunta forma di “autovalutazione”, ma la valutazione vera e propria della scuola e delle modalità di insegnamento dei docenti che, per adeguarsi ai quiz, come già ampiamente verificato in questi anni, dovranno conformare la propria didattica a quanto previsto dall’Invalsi».

Su questo ceppo è montata la protesta con l’adesione anche del nuovo soggetto-progetto politico CamineraNoa e degli studenti cagliaritani che rilanciano in un documento congiunto:

«Se la didattica si deve conformare ai parametri stabiliti in maniera centralistica e verticistica è ovvio che non rimarrà alcuno spazio per la storia della Sardegna, per la lingua sarda e in generale per tutto ciò che non riguardi la soddisfazione degli obiettivi stabiliti al vertice» .

Ma Caminera Noa e UDS vanno oltre l’opposizione all’Invalsi e lanciano anche due proposte molto concrete – e fattibili perché a norma di legge – per la scuola sarda:

«In occasione della manifestazione avanzeremo due richieste specifiche all’ Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione Automa:

1. Avviare un tavolo fra RAS e USR per garantire una reale applicazione dell’articolo 6 della Costituzione italiana, della Legge 482 del 1999, del Decreto legislativo 13 gennaio 2016, numero 16 in applicazione delle direttive europee sulla tutela delle minoranze linguistiche, del DpR 275 del 1999 sull’autonomia scolastica e delDpR81 del 2009 sulla strutturazione degli organici nei territori abitati dalle minoranze linguistiche.
Ciò vale a dire inserire nelle scuole sarde di ogni ordine e grado l’insegnamento del sardo e l’insegnamento in sardo garantendo fra l’altro un incremento di migliaia di posti di lavoro a tempo indeterminato per docenti sardi, molti dei quali già specializzati da specifici corsi regionali e attualmente parcheggiati o costretti all’emigrazione dalla legge 107 (cosiddetta “buona scuola”).

2. Spedire a tutte le scuole di ordine e grado della Sardegna la cartellonistica plurilingue che forniremo in allegato, possibilmente stanziando un piccolo budget per la sua realizzazione senza attingere ai fondi FIS delle singole scuole. Per ora abbiamo curato la traduzione dei cartelli che si trovano nelle scuole in quattro lingue: sardo, gallurese, francese e inglese. Oltre a valorizzare l’uso della lingua sarda e di quella gallurese tale iniziativa ha anche una doppia finalità educativa e pedagogica: favorisce l’educazione al plurilinguismo e l’apprendimento delle lingue, sostiene le attività relative all’inclusione per i ragazzi immigrati che spesso entrano nelle nostre scuole senza conoscere una parola di italiano. Nei prossimi tempi ci impegneremo a fornire la traduzione anche in sassarese, catalano algherese, tabarchino e arabo» .

La nota si conclude con l’invito trasversale alla mobilitazione:

«Invitiamo tutti i docenti, tutti i sindacati sensibili al problema, tutte le organizzazioni studentesche, il movimento linguistico e in generale tutti i cittadini sardi a dare forza a questa mobilitazione di carattere strategico per la nostra terra, per l’incremento dei posti di lavoro nella scuola e per il rifiuto di un modello di scuola sterile e imposto dall’alto che tanti danni sta facendo a tutti i livelli» .

Di seguito riportiamo il link dell’evento fb. Cliccare qui per accedere.