La narrazione dell’occupazione militare della Sardegna

L’associazione studentesca di Sassari “Giusta – Gruppo Indipendente degli Universitari e Studenti per l’Antimafia” ha organizzato un interessante seminario per il 25 maggio a Sassari, alle ore 15 nell’aula Cicu, presso il Dipartimento di Giurisprudenza, sulla rappresentazione del militare nei media locali.

La relazione sarà tenuta dalla Professoressa Aide Esu dell’ Università degli Studi di Cagliari e sarà il frutto di una recente sua ricerca “Military pollution in no war zone: the military representation in the local media”.

In questo articolo si analizza la rappresentazione della stampa locale delle attività di sperimentazione militare in Sardegna. L’autrice ha cercato di valutare i cambiamenti nella rappresentazione dei militari durante i 57 anni di presenza dei poligoni in Sardegna, individuando le narrazioni utilizzate dalla stampa locale. La stampa locale risulta il media principale per comprendere la rappresentazione dell’esercito italiano e delle sue attività nell’isola. Dall’analisi  sono emerse due linee storiche principali: nei primi anni di presenza delle basi, l’occupazione militare era percepita come portatrice di cambiamento e modernità. In seguito, parallelamente alle crescenti preoccupazioni legate agli effetti delle attività militari sulla salute umana, l’esercito italiano è stato sempre più percepito come una minaccia per le comunità locali e l’ambiente.

La serata proseguirà al circolo  Tirrindò, in via Masia n° 2 (piazza Università), con una serata di autofinanziamento per A Foras, dalle ore 19

Modererà l’incontro Michele Salis, attivista dell’Assemblea di A FORAS – Contra a s’ocupatzione militare de Sa Sardigna e referente del tavolo di lavoro “Economia e territorio” della medesima organizzazione.