Autodeterminatzione: tramonto o alba?

 Fabrizio Palazzari (nuovo portavoce e presidente) e Stefania Lilliu (vicepresidente) di Autodeterminatzione

Prima le dimissioni del portavoce Anthony Muroni accompagnate dalle rassicuranti dichiarazioni di “normale alternanza democratica”, poi l’autocongelamento dell’associazione Sardos (di cui Muroni è membro attivo e importante animatore), in seguito le dimissioni di Valentina Sanna, presidente del gruppo Comunidades, e infine l’abbandono dell’associazione Sardos. Nell’epilogo le polemiche durissime sui social su statuto e gestione politica del progetto e infine la spaccatura finale.

Piuttosto che una “maratona” quella di Autodeterminatzione a molti- compresi molti attivisti e sostenitori – è sembrata una corsetta di un corridore poco allenato, insomma l’ennesima delusione dello speranzoso mondo indipendentista in cerca di unità.

Proprio Valentina Sanna, in un lungo comunicato di delucidazioni, aveva individuato nella questione del metodo (e quindi dello statuto), le ragioni della rottura:

«Se avessimo fatto prima di quella data, come ci eravamo ripromessi di fare, lo Statuto e l’Associazione Progetto Autodeterminatzione, probabilmente niente o poco di irreparabile come invece è avvenuto, sarebbe successo. Lo Statuto, non per responsabilità di tutti ma solo di una parte, non si è fatto nel tempo stabilito».

Alcuni attenti osservatori avevano già individuato nel metodo i piedi d’argilla del progetto e a quanto pare diverse formazioni e personalità storiche dell’indipendentismo si erano tenute lontane proprio perché avevano intravisto nella fretta di presentarsi alle elezioni (per di più alle elezioni italiane!) i ben noti mali di ogni tentativo unitario.

Ma al di là delle interpretazioni ciò che risulta certo è che le strade dei sei soggetti rimasti (a cui si è aggiunta la nuova sigla “Radicales Sardos”) da una parte e di Sardos e Comunidades dall’altra sembrano essersi definitivamente divise, anche se in politica l’aggettivo “definitivo” è sempre da intendersi relativamente.

«La nuova strategia – si legge in una nota di Sardos dello scorso 8 maggio – è un ritorno sulla strada del vecchio indipendentismo e delle vecchie pratiche partitiche, di natura quasi esclusivamente elettorale;
– è percepibile un netto ritorno alle posizioni estreme e massimaliste: “lui non è mai stato indipendentista”, “lui era .. “;
– si sta lasciando per strada il principio della trasversalità che aveva invece caratterizzato Progetto Autodeterminatzione;
– molti quadri di alcune forze politiche del tavolo hanno fatto trasparire, con le loro dichiarazioni, un disprezzo inaccettabile con l’intenzione di isolare Sardos, opprimendo la sua potenzialità di catalizzatore prima tanto decantata;
– alcuni giudizi sul coordinatore politico, solo dopo il 4 marzo, ci sono sembrati intollerabili e da censurare per sgradevolezza e irresponsabilità.
Sono questi i motivi che hanno innescato la crisi del post 4 marzo: non un’analisi del voto, ma la volontà cinica di pochi, nel silenzio colpevole di altri, di sgombrare il campo dalla presenza “moderata” della nostra associazione che, con enormi sacrifici e difficoltà, aveva favorito seguendo il suo statuto la federazione tra gli otto diversi movimenti e la nascita stessa del Progetto.
Mai prima queste sigle avevano accettato di unirsi o anche solo di riunirsi operativamente attorno a un unico tavolo con un forte e autorevole coordinamento quale quello svolto da Anthony Muroni».

Sulla nuova pagina fb del progetto compare invece la lettura a tinte rosa di Autodeterminatzione che sottolinea la novità del corso politico intrapreso:

«Fabrizio Palazzari (Presidente e portavoce) e Stefania Lilliu (Vice-presidente e vice-portavoce) sono l’espressione della stessa formazione che si è presentata alle Politiche dello scorso 4 marzo e che sì è evoluta in piena continuità con lo statuto fondativo iniziale. In piena linea con l’attenta risposta ricevuta dalla società sarda, sia in termini elettorali, con oltre 20.000 voti, che soprattutto in termini di partecipazione.

Infatti negli ultimi due mesi migliaia di attivisti hanno partecipato alle venti assemblee territoriali che si sono svolte in tutta la Sardegna. La scelta di Fabrizio Palazzari e Stefania Lilliu va proprio in questa direzione. Sono l’espressione diretta del processo elettorale e partecipativo avviato e sono capaci di rappresentare il nostro progetto politico, plurale e aperto. Il loro impegno immediato sarà rivolto ad animare questa partecipazione dal basso e nel contempo allargare i soggetti coinvolti con le nuove sigle che aderiranno ad AutodetermiNatzione, a cominciare dai Radicales Sardos.

AutodetermiNatzione è un movimento politico, plurale, aperto, nazionalmente sardo e di visione progressista impegnato nella costruzione di un progetto di autogoverno della Sardegna partecipato, inclusivo e condiviso. E’ aperto alle forze politiche, ai movimenti, alle associazioni che abbiamo testa, cuore e gambe qui nella nostra terra e ai cittadini che potranno agire al massimo delle loro potenzialità all’interno della struttura organizzativa».

Il testo è il frutto di una conferenza stampa in Regione lo scorso 16 maggio dove appunto è stato annunciato il rinnovo dei vertici: presidente è Fabrizio Palazzari e Stefania Lilliu  invece è stata eletta vicepresidente.

 

Così mentre Sardos ha rinviato la sua assemblea aperta al 27 maggio nel centro servizi Losa di Abbasanta, a cui a questo punto è probabile aderisca anche Comunidades, Autodeterminatzione punta sugli incontri territoriali e rinnova statuto e vertici dirigenti.

Nella medesima conferenza stampa, alla presenza dei segretari delle varie componenti, l’alleanza tra Gentes, Sardegna Possibile, Rossomori, Sardigna Natzione, Irs, Liberu e Radicales Sardos pro s’Autodeterminazione annuncia a gran voce l’obietivo: si punta alle prossime elezioni regionali .

La linea è sempre quella annunciata in vista delle elezioni italiane: alternativa di governo al sistema dei partiti italiani. Il problema è che lo spazio politico inizia ad essere assai affollato e i voti sembrano decrescere proporzionalmente al numero dei soggetti che si candidano a rappresentarli.

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(Nota della Redazione)

La Redazione di Pesa Sardigna ha sempre seguito con interesse ogni tentativo di ricomposizione del movimento per l’emancipazione nazionale della Sardegna e conseguentemente al suo dibattito interno. Dunque è disponibile ad ospitare al suo interno interventi e interviste di tutti i suoi protagonisti. 

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