Un telefono rosso soccorrerà i lavoratori sfruttati

Da sinistra: Isabella Russu (responsabile tavolo “traballu” di Caminera Noa), Enrico Rubiu (USB), Alessia Etzi (portavoce di Caminera Noa)

Si è appena conclusa la conferenza stampa di lancio della campagna Telèfonoruju contro lo sfruttamento del lavoro stagionale e precario e di sostegno mutualistico a tutti i lavoratori e le lavoratrici vittime di sfruttamento.

Sono intervenuti:
Isabella Russu (coordinatrice tavolo di lavoro Traballu” di Caminera Noa)
Alessia Etzi (portavoce di Caminera Noa)
Enrico Rubiu (Unione Sindacale di Base)

Ecco la pagina fb dedicata dove sarà possibile rivolgersi per ricevere sostegno (qui).

Di seguito un breve resoconto che riassume i punti salienti della campagna diffusa dal soggetto-progetto Caminera Noa.

Perché questa campagna?
Come ogni anno, con l’arrivo della stagione estiva, sempre più lavoratori e lavoratrici vengono “assunti” nelle strutture ricettive della Sardegna per soddisfare la richiesta turistica.

È noto che una grande percentuale di lavoratori stagionali non siano assunti regolarmente, e quando lo sono difficilmente il CCNL viene rispettato: 12 ore di lavoro, nessun giorno libero, straordinari non pagati e condizioni disumane sono le caratteristiche di questi lavori.

Da quest’anno è ormai conclamata l’anomalia dei tirocinanti: il sito dell’ASPAL è invaso da annunci che richiedono tirocinanti bagnini, camerieri, aiuto cuochi, lavapiatti, bagnini e tutte quelle professioni tipiche della stagione estiva.

Caminera Noa insieme all’Unione Sindacale di Base (USB), in prima linea contro lo sfruttamento dei lavoratori e in particolare dei non garantiti, ha deciso di sostenere la loro lotta e di dare supporto e assistenza sindacale a tutti coloro che vivono una condizione di sfruttamento e hanno deciso di opporvisi.

Il modello turistico di massa, il classico “mordi e fuggi” tipico di ben note zone italiane e ben conosciuto anche in terra di Sardegna, crea le condizioni affinché i lavoratori e le lavoratrici siano sempre meno formati e coscienti dei loro diritti, a fronte di un crescente sfruttamento. Noi iniziamo da qui: chiediamo più controllo da parte degli organi competenti e daremo ascolto e assistenza a chi decide di non voler più sottostare a queste nuove forme di schiavismo.
Come sarà articolata la campagna “Telèfono Ruju”?
La nostra idea è quella di raccogliere più segnalazioni possibili attraverso i nostri contatti: mail, pagina Facebook dedicata e un telefono che verrà presto trasformato in un cellulare a cui scrivere su Whatsapp e Telegram.

Per questo motivo abbiamo creato un adesivo che avrà la funzione di diffondere i mezzi con cui entrare in comunicazione con i nostri operatori.

Dopo una prima fase di raccolta delle segnalazioni, la USB fornirà consulenza per la fase vertenziale e, nel caso fosse necessario, anche assistenza legale.

Chi potrà partecipare?
Caminera Noa e la USB Sardegna (con le sue sedi a Nuoro, Terralba e Cagliari) sono i promotori, ma siamo aperti a tutte le forme di collaborazione con associazioni, organizzazioni e singoli che vedono nel lavoro stagionale e nei tirocini male utilizzati l’ultima frontiera dello sfruttamento legalizzato.

Già il circolo Me-Ti di Cagliari ha dato la sua disponibilità, abbiamo bisogno di forze e teste per crescere e creare un Osservatorio Permanente dello sfruttamento.

Cosa chiediamo alle istituzioni competenti?
Le nostre richieste sono quelle di far rispettare le (poche) norme relative al lavoro stagionale: più controlli negli esercizi e nelle strutture ricettive da parte dell’Ispettorato del lavoro; controllo e rimozione degli annunci non conformi sul sito dell’ASPAL perché è assurdo che proprio sulla bacheca di Sardegna Lavoro siano presenti offerte che riguardano tirocinanti per ricoprire il ruolo di lavapiatti.

Il tirocinio NON è un lavoro!
Traballu! No tzerachia!