Caminera Noa compie un anno e si organizza per un autunno che si annuncia caldissimo

Gli aderenti al percorso politico Caminera Noa si sono dati appuntamento domenica 29 a Tramatza presso il centro congressi Anfora. Il caldo torrido della giornata e il periodo estivo non sono stati d’ostacolo ai tanti partecipanti che hanno trascorso l’intera giornata a discutere di lavoro, cittadinanza, energia, ambiente, sviluppo comunitario, lingua e istruzione, sanità e trasporti. Tutti temi racchiusi nei cinque gruppi di lavoro tematici riunitisi la mattina. Per alcuni si trattava di organizzare i naturali sviluppi dei progetti già in piedi (come la prosecuzione della mobilitazione contro il Mater Olbia e in difesa della sanità pubblica e della campagna contro lo sfruttamento del lavoro “Telèfonu Ruju”), per altri di ragionare su nuove campagne come nel caso dei temi legati all’energia, alla cittadinanza e allo sviluppo comunitario.

Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, si è riunita l’assemblea Plenaria che, in pratica, è stata divisa in due parti: la discussione plenaria sul lavoro e sulle proposte dei gruppi e la discussione su temi più squisitamente di linea politica.

La presidenza, come di consueto, è stata presa nel rispetto della parità di genere, da un attivista e una attivista.

Tante le proposte e le mobilitazioni in agenda a partire dal dopo pausa estiva e tante altre quelle su cui la Plenaria ha infine deciso di rimandare la discussione a ulteriori momenti di approfondimento e discussione.

Tra gli interventi anche quello di Franca Battelli, del comitato Zero Waste Sardegna, la quale ha spiegato il perché della presenza di un banchetto degli ambientalisti per raccogliere adesioni e fondi a supporto del ricorso alla Corte di giustizia europea contro il decreto attuativo dello “Sblocca Italia” che ha imposto alla Sardegna un nuovo inceneritore e il potenziamento dei due già esistenti.

Presenti anche gli attivisti del comitato No Metanodotto contrari al progetto rispolverato dopo il naufragio del vecchio Galsi. Il progetto – hanno spiegato all’affollata assemblea plenaria – «in realtà, nasce già obsoleto per la rapidità con cui si stanno sviluppando le tecnologie di produzione e accumulo delle fonti rinnovabili, e forti dubbi permangono anche sulla diminuzione del prezzo dell’energia. Piuttosto è certo che il gas sottoporrà l’Isola a una nuova servitù». Intanto in sala circolava un modello con le osservazioni elaborate dal Comitato No Metanodotto che gli attivisti avevano l’occasione di sostenere con una firma.

Presente anche e attivo nel dibattito – e non è di certo la prima volta nelle riunioni e nelle mobilitazioni chiamate da Caminera Noa – anche l’indipendentista Bainzu Piliu che ha da poco annunciato la rinascita della storica organizzazione indipendentista Frùntene pro s’Indhipendhentzia de sa Sardinnia.

Insomma l’atmosfera è quella dei centi fiori che sbocciano insieme. Chissà se arriverà anche la primavera per la Sardegna!