Intervento di Bainzu Piliu alla plenaria di Caminera Noa

Assemblea Plenaria De Caminera Noa – Domenica 29 luglio 2018 – 16:30 –  centro congressi “L’Anfora” non lontano da Tramatza, ss.131.

Intervento di Bainzu Piliu

Prima di dedicarmi a questo incontro ho riletto una nota della vostra presentazione apparsa su Internet, che recita:

“ Come tutte le assemblee decisionali … l’assemblea plenaria sarà aperta a tutti e tutte, e tutti i partecipanti avranno una voce in capitolo e potere decisionale”

Questa semplice dichiarazione implica non solo apertura mentale senza settarismi ma anche lungimiranza, inoltre so che i vostri aderenti non sono tutti indipedentisti.

 Tutto questo mi va benissimo

In realtà il vero problema che dobbiamo affrontare non è tanto quello dell’indipendenza ma piuttosto quello della partecipazione sempre più ampia dei nostri connazionali alla vita politica e sociale. Già in altre occasioni ho avuto modo di affermare che noi Sardi – compreso il sottoscritto – siamo colpevoli di non esserci occupati, quanto avremmo dovuto, di difendere l’autonomia e di non aver seguito il lavoro dei nostri rappresentanti in Regione e a Roma. Qualcuno mi ha fatto notare, di recente, che anche i migliori politici sono sempre ostacolati dai burocrati che essendo più stabili dei rappresentanti eletti condizionano pesantemente il funzionamento sia della macchina regionale e sia di quella parlamentare. C’è del vero anche in questa affermazione.

 A questo punto, però, riemergono le nostre responsabilità: noi che ci stiamo a fare sulla terra? Non si è mai visto un popolo che si sia sollevato unanimamente contro l’oppressione. Questo da sempre è stato il compito delle avanguardie e noi tutti dobbiamo essere realmente delle avanguardie.

 La maggior parte dei cittadini non ha ancora afferrato il concetto che burocrati e politici eletti sono dipendenti del popolo che li ha espressi, e non il contrario. Ma, spesso accade che non tutti i ‘dipendenti’ svolgano i propri compiti con diligenza e correttezza, per cui bisogna richiamarli all’ordine. Noi in questo abbiamo peccato, vuoi per negligenza e vuoi per complicità. E’ assai più comodo lasciar fare, come è anche conveniente chiedere qualche favore personale e disinteressarsi dei problemi comuni. Per cui, come  vedete, qui l’indipendenza non c’entra per nulla.

 Era proprio necessario che io facessi questo preambolo? Penso di sì.

    Come sapete mi batto per l’indipendenza della nostra Patria dal 1975, sapete anche che non ho avuto una vita facile; ma forse non sapete che nel 1980 ho preso al volo l’opportunità che mi è stata offerta di fare il sindaco a Bulzi; in questa veste potevo e dovevo occuparmi dei problemi concreti della comunità:  edilizia, abigeato, lavori pubblici, istruzione, sanità e tanto altro. Sapevo benissimo che non aveva senso pensare ad un futuro lontano senza saper affrontare le difficoltà contingenti, volevo toccare con mano le difficoltà che la gente incontra ogni santo giorno, così fra le altre cose mi preoccupai anche di promuovere la donazione del sangue per i talassemici e di organizzare conferenze sulla lingua sarda. Questo impegno mi ha arricchito enormemente. E  mi resi conto abbastanza presto che se un amministratore vuole, con prudenza e discrezione, anche in un piccolo Comune può arricchirsi o quanto meno irrobustire il suo patrimonio, tuttavia so anche che la stragrande maggioranza degli amministratori è costituita da persone oneste: la politica si può fare rimanendo onesti, anche nel momento attuale nel quale le risorse sono ridotte al minimo.

E ora torniamo a noi. La Sardegna ha di fronte a sé enormi problemi, alcuni richiedono il nostro impegno urgente: sanità, occupazione, spopolamento, recupero dell’identità e via di questo passo.

E non possiamo fare a meno di impegnarci a fondo. Tuttavia con ciò non esauriamo il nostro compito e non risulta soddisfatta la nostra ansia di un futuro diverso e migliore. Dall’inizio della mia attività politica ho sempre pensato ad una Sardegna capace di esprimere una forte creatività, nel campo artistico, in quello scientifico, in quello tecnologico, in quello sociale. Ho sempre pensato che sarebbe stato bello poter svolgere tutta la nostra politica economica senza i pesanti condizionamenti dello Stato italiano: fiscalità, incentivi a sostegno delle piccole imprese, informazioni sui possibili mercati, snellimento delle procedure, e così via. Questa ambizione non contrasta col desiderio di un impegno verso le cose di oggi, infatti l’impegno per l’oggi è la preparazione per il domani. Direi, più propriamente che è una premessa indispensabile: non ha senso pensare che raggiunta l’indipendenza tutto sarebbe risolto. Alcuni popoli, dopo la seconda guerra mondiale, divennero indipendenti ma dopo pochi anni furono nuovamente colonizzati sotto altre forme, una delle cause fu proprio il non disporre di personale preparato ad amministrare seriamente. E ancora fra i miei ideali: perché non poter svolgere una politica estera confacente con i nostri interessi?

 Senz’altro le nostre condizioni di partenza sono migliori rispetto a quelle dei popoli di cui ho parlato, ma non dobbiamo farci illusioni e dobbiamo continuare a informarci e  a studiare. Questo voi state già facendo con i vostri gruppi di lavoro.

Ad ogni modo, è bene ribadire che dovremo batterci duramente: l’Italia è contrarissima all’idea di una nostra indipendenza, così come è contraria alla eventualità di un miglioramento dell’autonomia; d’altra parte nelle elezioni del 4 marzo anche la quasi totalità dei sardi si è mostrata freddissima di fronte a questi temi: sembrerebbe proprio che i nostri connazionali bramino semplicemente un buon padrone, purchè non sia ingombrante!  Allora chi dice di voler essere una avanguardia si comporti come tale,  cerchi di instillare nel nostro popolo idee nuove, il gusto della partecipazione e della libertà, si assuma le sue responsablità sapendo che vi sono da affrontare sacrifici e rischi. Caminera Noa sta facendo la sua parte, io ed il FIS faremo la nostra.

Per concludere: mi congratulo per il lavoro svolto finora e vi faccio i migliori auguri per il futuro: Sa Caminera Noa sta producendo idee e speranze e non dubito che continuerà a farlo.