La Maddalena in piazza per difendere la sanità pubblica

Dopo aver scoperchiato il vaso di pandora del Mater Olbia con la mobilitazione dello scorso giugno, il nuovo soggetto-progetto politico Caminera Noa ritorna in piazza – questa volta affiancato dal Comitato Cittadino in difesa del Paolo Merlo di La Maddalena – per rilanciare la lotta generale in nome della sanità pubblica, contro ogni strategia di privatizzazione e per denunciare gli accordi militari tra Difesa italiana e la petro-monarchia del Qatar previsti proprio a La Maddalena. Caminera Noa lo scorso giugno attirò su di sé una serie di attacchi a mezzo stampa da parte di diverse forze politiche, dal PD al Forza Italia al Psdaz alla segreteria provinciale della CGIL ma tenne botta e scomodò perfino l’assessore Arru in una polemica pubblica.

Oggi la lotta viene rilanciata ripartendo da uno dei territori più sacrificati dalla demolizione della sanità pubblica e assume i contorni di una mobilitazione ben più ampia della base di attivisti del soggetto politico, vista la partecipazione nell’organizzazione del Comitato cittadino e l’adesione di molti cittadini di La Maddalena impegnati nell’associazionismo e persino del sindaco Luca Carlo Montella che dalla sua pagina fb annuncia la sua presenza: “Non c’è manifestazione pacifica in difesa del nostro Ospedale alla quale saremo assenti. Il 22 settembre alle 11 al Paolo Merlo NOI CI SAREMO!”. Le adesioni social sono davvero tante e gli attivisti del comitato hanno diffuso sia in rete, sia materialmente, il volantino congiunto con Caminera Noa rendendo nota anche la collaborazione della tipografia Rossi che si è resa così disponibile a sostenere questa battaglia in difesa della comunità.

Inoltre da una recente nota diramata dal Comitato cittadino si apprende che parteciperà all’evento anche l’ex consigliera regionale Claudia Zuncheddu il cui impegno in difesa della sanità pubblica è notorio e riconosciuto da tutti:

La Manifestazione a cui parteciperanno tutti i comitati aderenti alla Rete Sarda per la Sanità, con i loro portavoce, tra cui Claudia Zuncheddu, da sempre in prima linea contro lo sfascio causato da questa riforma intende unire non solo simbolicamente la nostra Sardegna, da Nord a Sud, nello spirito che dovrebbe contraddistinguere il nostro popolo, e cioè l’unione e la partecipazione democratica alla vita sociale e collettiva.

La mobilitazione incassa anche il sostegno della tavola sarda contro l’occupazione militare A Foras che, dal campeggio di Tertenia, lancia una convinta adesione alla mobilitazione:

A FORAS IN DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA

Adesione alla manifestazione in difesa del Paolo Merlo 
Sabato 22 settembre 2018 ore 11 La Maddalena

A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna è un’assemblea aperta e inclusiva che lotta per il blocco delle esercitazioni, la completa dismissione dei poligoni, il risarcimento delle popolazioni da parte di chi ha inquinato e la bonifica dei territori compromessi.

A Foras coerentemente con i principi su cui basa le sue lotte legate anche alla tutela della salute pubblica e dei territori in cui la stessa viene minata direttamente o indirettamente con politiche scellerate di impoverimento delle strutture sanitarie – proprio nei territori dove sono più evidenti anche i danni fisici sulle popolazioni che hanno ospitato e/o ospitano ancora dal 1956 strutture militari italiane e Nato, in cui si svolgono esercitazioni e formazione di militari finalizzate alla Guerra e all’occupazione militare – aderisce alla manifestazione del 22 Settembre a La Maddalena chiamata da Caminera Noa e il Comitato Cittadino in difesa dell’Ospedale “Paolo Merlo”.

Scendiamo in strada dunque in difesa delle strutture della Sanità Pubblica di tutta la Sardegna, chiuse o impoverite non solo nei finanziamenti, ma anche nei servizi ai cittadini, da una riforma sanitaria regionale volute dalla Giunta Regionale, che non solo a tale proposito ha fatto “tagli”enormi: investe nella sanità privata come il Mater Olbia del Qatar e sigla l’accordo tra Qatar, Ministero della Difesa e Regione Sardegna – che prevede che soldati del Qatar si formeranno e si eserciteranno nella scuola sottufficiali «Domenico Bastianini» di La Maddalena da gennaio 2019.
Non solo, è di questi giorni la notizia che per la fine di settembre dovrebbero arrivare un centinaio di militari provenienti dalla Libia. Per loro è stata appositamente ristrutturata una capiente palazzina. Con lo Stato nordafricano c’è un accordo formativo-militare relativo a corsi concernenti l’attività di guardia costiera.
Per la fine dell’anno o gli inizi del 2019 dovrebbero giungere anche, sempre per frequentare i corsi di Mariscuola, militari del Kuwait.
Insomma siamo di fronte all’ennesima palesazione della continua militarizzazione dell’Isola col tacito e meschino appoggio della Regione Sardegna.

L’appuntamento è per sabato 22 settembre  alle  ore 11:00, sopra il parcheggio “Opera Pia” davanti al Paolo Melo. Non di secondaria importanza è che il volantino è interamente in maddalenino.

Di seguito il comunicato congiunto di lancio della manifestazione e il link dell’evento social che lo sponsorizza:

La sanità pubblica è un bene comune che va tutelato anche impedendo progetti di speculazione privata che la danneggino. Nonostante si faccia di tutto per evitare di associare la realizzazione del Mater Olbia al ridimensionamento della rete ospedaliera pubblica di La Maddalena, tutta la Gallura e di tutta la Sardegna, la verità è facilmente dimostrabile e tutta contenuta nelle diverse disposizioni di legge dal 2014. L’accordo imposto da Renzi a Pigliaru per agevolare “gli investimenti privati nelle strutture ospedaliere” è chiaramente riportato nella legge di stabilità 164 del 2014. Il “punto di riferimento per la Gallura”, come è definito il Mater, costerà caro all’isola: mentre la parola d’ordine per gli ospedali pubblici è “riduzione della spesa”, per il Mater, gli euro messi a bilancio ammontano a 55,6 milioni l’anno (Deliberazione di Giunta Regionale n.24/1 del 26/06/2014).
Non è un caso che in questi ultimi due anni siano nati già sedici Comitati in difesa degli ospedali e dei propri territori, molti dei quali convergono nella Rete Sarda in difesa della Sanità Pubblica.

LE NOSTRE RICHIESTE: Caminera Noa e il Comitato Cittadino in difesa del “Paolo Merlo” di La Maddalena chiedono non solo il miglioramento dei servizi ospedalieri pubblici di grandi dimensioni che invece sono impoveriti in tutta la Sardegna, ma soprattutto la tutela dei piccoli e quelli delle “zone disagiate”, che sono a rischio chiusura o che sono declassati e trasformati in pronto soccorso o strutture di lunga degenza. L’efficienza della sanità pubblica non può essere intesa come un mero taglio delle spese, bensì come una reale riorganizzazione che garantisca uguali servizi di qualità per tutti, a prescindere dalla densità abitativa delle aree di interesse.

Quello dell’Ospedale “Paolo Merlo” di La Maddalena è sicuramente uno dei casi più emblematici. Un esempio dei tanti danni subiti è quello del punto nascita: a tal proposito chiediamo che non sia chiuso solo perché non risponde a parametri, europei e italiani, stabiliti sulla base di concetti economici di austerity completamente decontestualizzati dalle realtà cui sono applicati. Chiediamo perciò che si applichi la deroga così com’è stato per altri ospedali definiti di “zone disagiate”, per esempio in Sicilia: Bronte, Licata, Nicosia, Corleone, Pantelleria e Cefalù; in Trentino: Cles e Cavalese; in Emilia Romagna:Scandiano (Re) e i due situati nel cratere sismico: Mirandola (Mo) e Cento (Fe).
Ripristino e/o potenziamento dei servizi soppressi o ridimensionati a La Maddalena:

Oncologia: aperta ufficialmente, in realtà non eroga terapie, solo il prelievo propedeutico alla terapia; 
Dialisi: chiude alle 14, dopodiché non c’è la reperibilità; 
Ginecologia: soppressa a causa della soppressione del percorso nascite previsto in riforma; 
Pediatria: aperto solo due volte la settimana; 
Iperbarica: solo ossigenoterapia, non funziona per emergenze;
Chirurgia: chiusa, neanche ambulatoriale; 
Farmacia ospedaliera:i farmaci arrivano da Olbia e, se non ci sono ambulanze disponibili, non possono essere somministrati ai pazienti;
Elisoccorso: per quanto efficiente, nel caso di doppia emergenza o in condizioni meteorologiche sfavorevoli, non potrà mai sostituire l’assistenza diretta in loco.

FERMIAMO LA COLONIZZAZIONE DA PARTE DEL QATAR

La Qatar Investment Authority, il fondo sovrano del Paese più ricco del mondo, ha acquistato nel 2012, la Smeralda Holding dal finanziere americano-libanese Tom Barrack, entrando in possesso di un patrimonio immobiliare consistente in 4 alberghi, la marina di Porto Cervo, il Pevero Golf Club e soprattutto nei 2.300 ettari di terreni vergini su cui oggi incombe la minaccia di una immensa lottizzazione. Inoltre La Maddalena, dal gennaio 2019, ospiterà, a seguito di un accordo tra Qatar, Ministero della Difesa, col beneplacito della Regione Sardegna, i soldati del Qatar che si formeranno e si eserciteranno nella scuola sottufficiali «Domenico Bastianini» di La Maddalena. In “cambio” l’emiro Al Thani ha annunciato l’acquisto di quattro corvette per la difesa aerea, prodotte da Fincantieri, perciò il Qatar è in grado, con il flusso di investimenti milionari spalmati in più settori strategici, dai trasporti alla sanità, di influenzare decisioni politiche importanti.

Ha ragione Claudia Zuncheddu a definire l’intera vicenda del Mater Olbia come una «operazione coloniale senza precedenti» avallata dalla quasi totalità delle forze politiche isolane (comprese alcune sedicenti sardiste o sovraniste). Il miraggio di investimenti qatariani nel Mater Olbia, lasciano intravvedere il preludio per l’abbattimento di vincoli e impedimenti all’aumento di cubature e alla realizzazione di nuove faraoniche costruzioni. In poche parole più cubature, cemento e deroghe in cambio di petroldollari. In questa direzione pare essere orientato il governo Pigliaru e i suoi alleati sovranisti che intendono modificare il PPR del 2006.

Caminera Noa e il Comitato Cittadino in difesa del “Paolo Merlo” di La Maddalena invitano tutti i cittadini di La Maddalena, Gallura e Sardegna e tutte le associazioni e i movimenti politici sensibili a tali tematiche, a partecipare domenica 22 settembre alle ore 11:00, nel parcheggio degli ospedalieri Piazzale Opera Pia davanti all’ospedale, alla manifestazione a sostegno del “Paolo Merlo”contro la privatizzazione della sanità sarda a sostegno della Sanità Pubblica, sempre più impoverita sia di risorse sia di servizi.
Il microfono sarà aperto a tutte le opinioni con la sola discriminante dell’educazione e del rispetto reciproco.