Domenica in piazza per Kurdistan e Luisi Caria

Domenica si scenderà in piazza a Cagliari per dimostrare che l’inquisito Luisi Caria e gli altri perquisiti nell’ambito dell’inchiesta sui presunti combattenti sardi in Kurdistan non sono soli e possono contare su una vasta rete di solidarietà e complicità.

La manifestazione è stata chiamata dalla Rete Kurdistan Sardegna ed è stata subito sottoscritta da un ampio spettro di forze politiche che gravitano intorno ai valori dell’internazionalismo e della lotta per l’autodeterminazione dei popoli oppressi.

Quindi domenica 30 settembre in piazza Yenne alle ore 16 – si legge in una nota diffusa ai giornali – scenderà in piazza il blocco politico contrario al tentativo di criminalizzare l’opposizione al terrorismo del Daesh (più noto come ISIS) da parte della  resistenza kurda, l’intero movimento di solidarietà e i sardi che difendono la propria terra e il diritto all’autodeterminazione.

La nota prosegue con la descrizione dei gravissimi fatti iniziati lo scorso 15 settembre con la cosiddetta operazione antiterrorismo guidata dalla Digos di Nuoro:

Sono state perquisite le abitazioni di Luisi Caria e Antonello Pabis, persone stimate e molto note anche per la loro solidarietà al movimento Kurdo che realmente ha combattuto e vinto il terrorismo dell’ISIS, con l’incredibile e infamante di sospetto di appoggiare proprio il terrorismo.

In quell’occasione quasi tutti gli organi di informazione hanno associato al nome di Caria l’appellativo foreign fighter, e la perquisizione della sua casa, come quella di Pabis, scandalisticamente è stata resa pubblica prima che terminasse.

Centinaia di note di protesta di altrettante organizzazioni politiche, sindacali e del volontariato sociale, oltre a migliaia di messaggi individuali provenienti anche dalla penisola e dall’estero e alla più corretta ricostruzione anche da parte degli organi di informazione in Sardegna, hanno consentito di stroncare l’allarme sociale provocato nelle prime ore e a ripristinare alcune verità.

Le armate popolari kurde YPG e YPJ hanno combattuto l’ISIS pagando un prezzo di sangue altissimo.

Molti combattenti internazionali si sono uniti alla lotta a quel terrorismo sostenuto dalla Turchia, dal Qatar (quello del Mater Olbia) e che ha colpito più volte anche diverse città europee.
I sardi solidali combattono, con altre armi, per la difesa dell’isola dall’inquinamento e contro le basi militari, per la difesa della sanità pubblica e contro la fabbrica delle bombe, per il diritto all’autodeterminazione, per la solidarietà e contro l’egoismo.

Ma da chi e perché è stata promossa l’azione della magistratura? Chi ha interesse a infangare i volontari internazionali che hanno combattuto contro i veri terroristi? Chi ha interesse a promuovere l’allarme sociale e quindi il terrorismo mediatico? È solo un caso che quell’operazione venga promossa in prossimità delle elezioni? Chi vuole intimidire chi? Sono tutte domande scomode, inquietanti,ma ce le dobbiamo porre. La Rete Kurdistan Sardegna con tutte le forze che la sostengono, promuove per Domenica 30 settembre una Manifestazione di protesta contro il tentativo di criminalizzare l’opposizione al terrorismo del Daesh (più noto come ISIS) da parte della eroica resistenza kurda, l’intero movimento di solidarietà e i sardi che difendono la propria terra e il diritto all’autodeterminazione.

CI VEDIAMO IN PIAZZA YENNE DOMENICA 30 ALLE ORE 16 IN PIAZZA YENNE PER PORTARE SOLIDARIETA’ AGLI INQUISITI E ALLA RESISTENZA KURDA. 

SOLIDALI CON CHI RESISTE!