Portare in Regione la lotta per la sanità pubblica

 

Intervista a Emanuela Cauli, volto noto della lotta in difesa dell’ospedale Paolo Merlo di La Maddalene e candidata con Autodeterminatzione

  • Sei il volto più noto della dura protesta in difesa dell’ospedale Paolo Merlo di La Maddalena. Contro chi e contro cosa lottate?

Lottiamo contro il metodo e la forma con cui l’ultima giunta regionale ha stravolto la sanità pubblica in Sardegna, applicando supinamente i diktat di partito senza tenere in alcun conto le condizioni orogeografiche ed economiche di una regione come la nostra. Lottiamo contro la protervia e la totale distanza di questa classe politica nei confronti dei propri cittadini. In definitiva lottiamo contro l’oltraggio ad uno dei più importanti diritti che saldano le fondamenta di una società equa e solidale, lottiamo per tutti i diritti calpestati e disattesi dei Sardi a cui è stato tolto anche il diritto alla speranza e alla serenità che distingue un paese civile da uno che non lo è.

L’ex assessore alla sanità Luigi Arru è stato ricandidato dal PD. Il candidato presidente del “centrosinistra” dice di rappresentare la svolta rispetto alla giunta Pigliaru. Cosa ne pensi?

Non riesco ad intravvedere nessuna svolta in una coalizione che subisce candidature imbarazzanti adducendo scuse e giustificazioni altrettanto imbarazzanti. E’ paradossale che la riforma delle rete sanitaria venga criticata dalla stessa lista che poi vuol proporre come ricetta per la nostra sanità morente gli stessi metodi della giunta uscente completandone il lavoro, propinando case della salute come panacea a tutti i mali della nostra sanità dimostrando già così la completa mancanza di competenze e proposte per un problema così grave per tutti i nostri territori. Un candidato alla presidenza che smonta in due parole le radici su cui si affonda l’identità del nostro popolo proponendo il Made in Italy come marchio incentivo per i prodotti Made in Sardigna, evidenziando l’imbarazzante servilismo statale che è nel DNA di questa coalizione.

Perché hai scelto Autodeterminatzione e non una delle altre liste alternative al tripolarismo italiano?

Alle scorse elezioni optai per Sardegna Possibile che ora ha aderito ad ADN. Ci ritrovo i miei stessi ideali nella forma di un progetto strutturato e integrato organicamente alla nostra cultura e alle nostre peculiarità di isola nel mezzo del Mediterraneo. Un progetto frutto della partecipazione e del contributo insostituibile dei rappresentanti di tutte le categorie di tutti territori Sardi che hanno loro stessi scritto il programma. Un progetto fatto da Sardi per Sardi, con cuore, testa e gambe. Conoscendo Andrea Murgia ho deciso di accettare la sua richiesta di partecipare e contribuire a questo progetto perché sono convinta che lo porterà avanti con la determinazione, coerenza e onestà che lo contraddistinguono.

Cosa ne pensi della posizione presa da Caminera Noa di sostenere i singoli candidati vicini alle lotte ma di non appoggiare nessuna lista in maniera organica?

Ho grande stima per gli attivisti di Caminera Noa che sono stati i primi ad accogliere le nostre richieste di ascolto nella difesa del Paolo Merlo. Ho trovato amicizia, rispetto e ascolto disinteressato che si è trasformato naturalmente in stima reciproca e che mi ha permesso di interfacciarmi in un dialogo alla pari con gli altri movimenti Sardi in difesa della sanità pubblica. Posso solo supporre che la scelta di Caminera Noa di sostenere i candidati e non le liste nasca dal rapporto personale di fiducia e rispetto che si è stabilito tra i singoli come cittadini e non come figure associate ad uno o l’altro partito o lista che sia.