Votate chi fa le lotte

di Antonio Muscas

La mia posizione in merito alla scadenza elettorale del 24 febbraio è conforme a quanto espresso dal comunicato di Caminera Noa, ovvero, nessun sostegno alle liste capeggiate da Zedda e Solinas, definite di centrosinistra e centrodestra ma in realtà espressione delle stesse logiche e degli stessi interessi responsabili in egual misura dello stato in cui versa l’Italia e la Sardegna, riferendomi con questo al grave e crescente disagio sociale, al continuo assalto all’ambiente e al territorio, alla soppressione dei servizi pubblici, come la chiusura dei presidi ospedalieri delle zone interne e disagiate dell’isola a favore delle monarchie del petrolio e del terrorismo e le multinazionali, come il caso del Mater Olbia e della clinica di Villamar, all’enorme, e anch’esso sempre più marcato, divario economico tra abbienti e meno abbienti, alla criminalizzazione portata avanti in maniera sempre più violenta ed esplicita della povertà, del disagio e di ogni tipo di differenza, sia essa sociale, di genere, etnica o religiosa, con un crescendo di azioni di repressione utili a sopire ogni forma di contestazione o contrapposizione. A questa logica, pur nella breve esperienza di governo, non si sono sottratti neppure i 5 stelle, la cui inesperienza, sommata all’arroganza e alla presunzione di tanti suoi rappresentanti, ha costituito l’utile mix per affossare ciò che per tanti aveva rappresentato una speranza di cambiamento. Da ultimo la farsa del voto della base per salvare Salvini – a cui i 5 stelle sono totalmente piegati – e sottrarlo al giudizio del tribunale per i fatti della nave Diciotti. I 5 stelle, nonostante la buona fede e buona volontà di tanti attivisti, è controllato da un gruppo ristretto che non risponde, come tenta di far credere, alla volontà della base, ma esclusivamente a logiche altre, non riconducibili certo all’interesse generale o, come dimostrato, alla difesa dei diritti sociali e civili.
Aggiungo la diffidenza verso candidati totalmente inesperti e sconosciuti, scelti per andare a ricoprire incarichi di rilievo e al contempo complessi. Mettersi alla guida della Sardegna, proprio per la particolare condizione in cui si trova, richiede grandi doti e tanto coraggio, preparazione, capacità e la ferma volontà di contrapporsi alle enormi pressioni esterne e di far fronte ai problemi con progetti lungimiranti e attraverso soluzioni valide e percorribili.
Abbiamo un’isola e un popolo interi da rimettere in piedi, non stiamo andando a fare una passeggiata, non possiamo permetterci passi falsi, non possiamo continuare a perdere tempo, non possiamo permetterci di scegliere qualcuno perché amico, parente, bello, simpatico o, come mi è capitato di sentire per Zedda, “perché dicono che ha fatto delle cose belle”.
Oggi più che mai, salute, ambiente, territorio, servizi, diritti, reddito e lotta contro le diseguaglianze e le discriminazioni di ogni ordine e grado, devono essere i nostri punti guida. Non è possibile quindi affidarci a persone del calibro del neo dipendente della lega Solinas o del “giovane” Zedda, a suo tempo sponsorizzato dall’ex rottamatore e oggi caduto in disgrazia Renzi, così come è alquanto rischioso firmare un assegno in bianco per lo sconosciuto Desogus.
Poche le parole da spendere per Maninchedda, un uomo ancora dentro la maggioranza del governo Pigliaru, che si spaccia per indipendente e indipendentista, ma responsabile, al pari di Pigliaru & co., delle scellerate politiche degli ultimi anni.

Non ho da fare elogi per le restanti liste, Sinistra Sarda, Autodeterminatzione e Sardi Liberi, sia perché delle prime due non ne ho apprezzato l’evoluzione, sia perché dell’altra non ho avuto modo di valutarla a pieno e quindi non sono in grado di esprimere un giudizio complessivo. Di fatto, però, sono le uniche a presentare diversi candidati in grado di offrirci la garanzia, se eletti, di dare battaglia. E siccome è necessario guardare avanti e puntare alla costruzione di una alternativa seria e duratura, abbiamo il dovere di farla crescere questa alternativa proprio attraverso persone che abbiano già dato prova di affidabilità.
Se votassi a Cagliari la mia preferenza andrebbe certamente a Claudia Zuncheddu, con cui abbiamo condiviso numerose e appassionate battaglie. Negli anni trascorsi come consigliera regionale ha dato prova del suo valore mettendosi totalmente al servizio della causa, e così ha proseguito negli anni a seguire fino ad oggi. Lei per me rappresenta una garanzia. Pertanto sosterrò la sua lista, anche nell’auspicio che il nostro candidato locale, Dario Piras, candidato nella stessa lista, dia continuità all’azione che attualmente sta portando avanti come consigliere comunale in sostegno degli interessi della collettività e a supporto delle importanti vertenze territoriali