Lettera aperta ai patrioti e alla sinistra antagonista sarda.

di Salvatore Palita

”Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”. [Máo Zédōng]

Tracciamo una nuova strada di di liberazione natzionale

Mi rivolgo a tutti i patrioti, ai partiti sardocentrici e alla sinistra antagonista che vogliono lavorare per costruire, da domani e per il futuro, una nuova strada, una reale alternativa ai partiti unionisti, alla destra razzista e agli ascari che nascosti dietro la bandiera del P.S.d’Az hanno aperto il governo regionale al “Salvinismo”: Compagni, patrioti, è arrivato il momento di fare autocritica e una seria analisi degli errori finora commessi. Il tempo delle divisioni deve finire, è necessario mettete da parte il leaderismo sterile, la sicumera di “avere l’unica ricetta giusta” liberarci della convinzione che “solo il mio progetto è buono” senza accettare critiche costruttive.

È necessario dialogare compagni, parlarci apertamente e pubblicamente, “cara a cara”, anche con reciproca diffidenza ma aprirsi e avviare un nuovo progetto per costruire il futuro della nostra terra.

Lavoriamo da domani a una via d’uscita dal “cul de sac” in cui l’indipendentismo si è andato a cacciare in questi anni. Sono convinto che sia fondamentale la ripresa di un dialogo aperto e franco, senza risparmiarci critiche purché utili a costruire un reale percorso di liberazione natzionale del popolo sardo.

Invito quindi ogni patriota ad assumersi le sue responsabilità, a mettersi in discussione per creare le condizioni necessarie per uscire vincenti da questo difficile momento storico. Facciamo chiarezza, lo dobbiamo al nostro popolo.

Da domani dovremo essere capaci di mettere in campo una grande sinergia di intelligenze, di capacità, di progettualità e di concretezza per prendere nelle nostre mani il nostro futuro il futuro dei nostri figli e della Sardegna.

Ascoltiamo chi fa le lotte contro l’occupazione militare e contro il colonialismo energetico e ambientale; ascoltiamo i pastori, gli agricoltori e gli studenti, sosteniamo la lotta per la sanità pubblica, per i trasporti, per la lingua e la storia sarda, diamo la parola alle forze sane della Sardegna, alle associazioni culturali e ai comitati. Si apra finalmente un dibattito franco, un confronto aperto e il più ampio possibile.

Apriamo la strada al dibattito per raccogliere e finalizzare idee e progetti per la costruzione di un grande blocco natzionale per la liberazione della Sardegna, perché se è grande la confusione sotto il cielo, la situazione è favorevole per tracciare una nuova strada di liberazione per il nostro popolo.