Appuntamenti (pro Sardigna) da non perdere

Immagine rappresentativa tratta da Cronache nuoresi

In questi giorni ci saranno una serie di appuntamenti importanti per il movimento di liberazione nazionale sardo:

Oggi a Bauladu ci sarà la presentazione della neonata associazione Libertade; associazione nata grazie ad alcuni militanti e avvocati in difesa degli attivisti sardi perseguitati dallo stato italiano per motivi politici ☛ Assòciati a Libertade!

Domani sempre a Bauladu ci sarà la plenaria di Caminera Noa, progetto politico attivo da quasi due anni che ha l’obiettivo di rinsaldare i conflitti sociali presenti in Sardegna ☛ Assemblea Plenaria-Fraigamus Paris S’organizatzione de sas lutas

Domani a Torino ci sarà la seconda assemblea degli emigrati sardi in Italia; assemblea autoconvocatasi che vuole ridiscutere con un nuovo sguardo l’organizzazione dell’emigrazione sarda in Italia e porre al centro il “diritto al ritorno” nella nostra isola ☛ Assemblea delle emigrate e degli emigrati Sardi in Italia Torino

A Oristano il 5 Aprile ricominciano i corsi di lingua sarda, questa volta di II livello; un corso autorganizzato dal movimento linguistico oristanese Bilinguismu in Aristanis ☛ Cursu de Sardu – II livellu

Il 6 Aprile a Cagliari ci sarà la presentazione de sa Corona de Logu, l’Assemblea Natzionale degli amministratori indipendentisti sardi ☛ Corona de Logu – Presentada

Candu si pesat su ‘entu est pretzisu bentulare!

Tutto quello che c’è da sapere per l’assemblea plenaria di Caminera Noa

Domenica 31 marzo (dopodomani) si svolgerà l’assemblea plenaria di Caminera Noa. Il soggetto progetto politico sardo ha riassunto in un breve testo una serie di FAQ  (Frequently Asked Questions) per facilitare la discussione e la gestione democratica ed orizzontale dei lavori.

Riceviamo e volentieri riproduciamo il documento

Quando e dove?

Il 31 marzo nei locali della biblioteca di Bauladu in piazza Emilio Lussu a partire dalle 10 si svolgerà l’assemblea plenaria di Caminera Noa.

Che cos’è e come funziona il progetto Caminera Noa?

Si tratta di un insieme di realtà e di singole persone che da circa due anni stanno praticando un percorso condiviso basato su cinque punti fondamentali:

– Autodeterminazione della nazione sarda
– Antifascismo, antirazzismo
– Necessità di superare il sistema economico e sociale neoliberista
– Sostenibilità ambientale
– Necessità di un modello di democrazia inclusiva e partecipata

Che avete fatto?

Le nostre principali battaglie sono state finora:

– Organizzazione di scioperi per l’introduzione della lingua sarda a scuola (con i sindacati Cobas e USB)
– Battaglia per la sanità pubblica e organizzazione di due manifestazioni davanti al Mater Olbia per chiedere la cessazione del finanziamento pubblico alla sanità privata e una manifestazione popolare a La Maddalena in difesa dell’ospedale paolo Merlo
– Apertura dello sportello telefonico e social e di sportelli fisici (Sassari, Oristano, Terralba, Cagliari, Olbia) “Telefonu Ruju” di sostegno ai lavoratori precari, stagionali, mal pagati, ai finti tirocinanti e questionario lanciato in occasione dello sciopero femminista dell’8 marzo sul lavoro femminile in Sardegna
– Laboratori linguistici tematici per utilizzare e diffondere la lingua sarda
– Proposta di moratoria energetica per un modello energetico utile ai sardi e non agli speculatori

Che si fa a Bauladu?

Il programma è il seguente:

ore 10.30 – 13 ❙ Discussione su fase politica in Sardegna
ore 13 – 15 ❙ Pausa pranzo
ore 15 – 19 ❙ Nuovi strumenti per: democrazia, partecipazione, pratica; amministrative in Sardegna

Perché?

Siamo nel secondo anno di attività di Caminera Noa e con le tante iniziative e battaglie cui abbiamo dato vita, abbiamo dimostrato che è possibile (ri)connetterci tra di noi – tra le varie anime anticapitaliste, anticolonialiste, antirazziste, ecologiste, presenti in Sardegna – e l’unico modo per farlo è partire dalle lotte reali, mettendole in piedi o stando dentro ai conflitti già esistenti, sporcandoci le mani, con rispetto reciproco.
Possiamo immaginare una fase avanzata? Una fase che permetta una migliore saldatura di tutti i conflitti presenti in Sardegna per cercare insieme soluzioni condivise di lungo termine?

Il 31 marzo discuteremo di questo.

Chi può partecipare, intervenire, decidere?

Chiunque può partecipare, intervenire, avanzare proposte e votare.
Caminera Noa rispetta la parità di genere in tutti i suoi organismi (coordinamento, portavoce, tavoli di presidenza) e collabora con tutte quelle realtà che condividono i punti fondamentali.

I catalani diventeranno un popolo illegale?

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Persecuzioni di massa contro i cittadini catalani da parte dello stato spagnolo? Non è la trama di un film distopico ma la presa di posizione dell’avvocatura di stato spagnola.

L’Avvocatura di stato ha infatti presentato un ricorso contro diversi cittadini catalani accusati di essere parte di una “massa tumultuària” contro le forze di polizia spagnole. Nel ricorso  l’avvocatura ricalca che la cittadinanza sapeva che il referendum era stato proibito dal Tribunale Constituzionale.

La motivazione per cui si vuole procedere ad identificare e quindi mettere sotto processo un intero popolo ha dell’incredinbile:

«La massa cantava cridant ‘votarem, votarem’, que revela aquest coneixement que la policia intentava impedir una votació il·legal i que ells volien impedir que ho impedís».

Siccome le persone scandivano lo slogan “voteremo, voteremo”, allora erano pienamente consapevoli del fatto che le votazioni erano proibite e quindi illegali, e quindi erano consapevoli che stavano compiendo un atto illegale in maniera deliberata.

Il prossimo passo quale sarà? Togliere il diritto di voto ai votanti catalani? Imprigionarli tutti? Espellerli come facevano i monarchi di Spagna con ebrei e moriscos cinquecento anni fa? Sterminarli nei campi di concentramento come fecero gli alleati nazisti del franchismo con oppositori e minoranze indesiderate?

Di seguito pubblichiamo l’articolo integrale tratto dal giornale spagnolo El Periòdico (link)

L’Advocacia de l’Estat ha presentat un recurs al jutjat de Barcelona que investiga les càrregues policials per reclamar que s’imputin votants de l’1-O, al considerar que van actuar com una “massa tumultuària” contra les forces i cossos de seguretat de l’Estat.

En el recurs, avançat per ‘eldiario.es’ i al qual ha tingut accés aquest diari, l’Advocacia de l’Estat es suma a l’escrit del Sindicat Professional de la Policia i demana que s’investiguin 36 votants ferits en quatre escoles que van denunciar la Policia, així com que s’identifiqui gent concentrada davant de les escoles, pel seu possible paper d’“organitzadors de la resistència” i la seva relació amb els CDR.

El titular del Jutjat d’Instrucció número 7 de Barcelona va rebutjar en un auto investigar els concentrats argumentant que eren víctimes de la situació de confrontació generada pels poders públics, que “van traslladar al carrer” els seus conflictes. Justícia ha precisat que el recurs és per rebutjar la negativa del jutge de la competència de les forces i cossos de seguretat de l’Estat de carregar contra els votants.

En l’escrit, l’advocacia recalca que la ciutadania ja sabia que el referèndum havia sigut prohibit pel Tribunal Constitucional, i per aquest motiu van impedir amb coneixement de causa la tasca dels agents de requisar urnes i paperetes. I posa com exemples d’aquesta actuació que els votants s’“amunteguessin” a les portes de les escoles.

“Quan un ciutadà observa que la policia vol entrar en un lloc en l’exercici de les seves funcions, sap que la seva obligació jurídica és deixar lliure el pas sense plantejar-se altres qüestions. Impedir el pas és antijurídic”, argumenta l’advocat de l’Estat Severo Bueno de Sitjar de Togores.

Votarem, votarem

“La massa cantava cridant ‘votarem, votarem’, que revela aquest coneixement que la policia intentava impedir una votació il·legal i que ells volien impedir que ho impedís. En cap elecció ordinària la gent va a votar cridant ‘votarem, votarem’”, sentencia. A més, afirma que “les lesions patides pels obstruccionistes” serien imputables al “poder públic autonòmic, per creació d’una situació de perill, com qui envia algú altre a un lloc on segur que patirà algun mal”. Aquest recurs de l’Advocacia de l’Estat se suma al presentat pel Sindicat Professional de Policia. 

La fiscalia s’ha oposat a imputar els votants perquè considera que el fet de ser al lloc “no permet inferir l’existència de cap indici de la seva participació en un delicte de resistència o desobediència a l’autoritat”.

L’Ajuntament de Barcelona, personat com a acusació popular, també rebutja la reclamació de l’advocat de l’Estat al considerar que en les imatges dels fets només s’observa una “actitud passiva” dels votants.

 

 

No alla chiusura di “Musica sulle bocche”

 

Dopo la gogna mediatica ricaduta sul musicista Enzo Favata in seguito al suo scambio privato con l’artista israeliano Eyal Lerner, reso poi pubblico dallo stesso musicista israeliano, arriva l’ipotesi di negare lo svolgimento del festival a Santa Teresa Gallura. Favata aveva scritto al musicista che non erano graditi artisti israeliani in ragione del fatto che questo stato perseguita i palestinesi. Il musicista aveva reso pubblica la conversazione così il festival è stato bloccato dalla Giunta comunale di Santa Teresa di Gallura.

Non sono bastate le scuse pubbliche di Favata e l’invito a partecipare al festival in segno di pace e fratellanza come scritto dal musicista sardo appena poche ore dopo l’inizio della bagarre mediatica.

Da sottolineare che l’artista israeliano nel suo commento di accusa a Favata ha esplicitamente dichiarato quanto segue: “Il linguaggio e spirito di certi (non tutti) i sostenitori del direttore artistico lasciano molto desiderare…(“nazisti”, “apartheid”…altri termini da studiare bene)”, negando quindi che Israele pratichi l’apartheid verso la popolazione palestinese” (qui).

Il suddetto artista non ha mai preso le distanze dalla politica di apartheid dello stato a cui appartiene e le sue vaghe dichiarazioni per la “pace tra i popoli” non hanno mai messo capo a nessuna chiara presa di distanza dalla quotidiana persecuzione subita dal popolo palestinese e in favore del diritto all’autodeterminazione dei palestinesi sulla loro terra attualmente occupata dall’entità sionista.

Ora si parla addirittura di soppressione permanente del festival e ovviamente la redazione di Pesa Sardigna solidarizza con Enzo Favata e si unisce alle tante voci di protesta che chiedono la sua prosecuzione.

A tal proposito riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’associazione Albergatori di S. teresa Gallura

L’ Associazione Abergatori di S.Teresa Gallura, in merito alla possibilità che, dopo 18 anni, venga soppresso il Festival Musica sulle Bocche, vuole esprimere al Comune la volontà e il forte desiderio che gli organi competenti e il direttore artistico del festival trovino un percorso comune e condiviso affinché nascano i presupposti per una soluzione costruttiva e positiva della vicenda.

Siamo ben consapevoli dell’attenzione mediatica a cui il nostro paese è sottoposto in questa triste storia, ma prese in considerazione le scuse ufficiali del direttore artistico, le varie proposte da lui presentate atte a ricomporre un filo di comunicazione tra le parti, tra cui l’invito dell’artista escluso e un progetto di sensibilizzazione a questo e ad altri temi, crediamo che la situazione vada gestita da chi di dovere con uno spirito di collaborazione costruttivo.

Posto che l’Associazione Albergatori non condivide quanto esternato, in forma privata, dal direttore artistico nei confronti del musicista israeliano, crediamo però che quanto accaduto, anziché un motivo di scontro e di divisione, possa essere un’occasione per rafforzare il percorso di integrazione, conoscenza e cultura della nostra comunità.

Musica sulle Bocche ha portato, in questi 18 anni, artisti di impatto internazionale di ogni etnia, religione e credo.

Sopprimere e annientare non sono percorsi costruttivi.

Privare il paese di musica, attenzione, conoscenza e bellezza non è producente e non da’ spazi alla crescita.

Utilizzare questa vicenda per rafforzare, accrescere i sentimenti di fratellanza è, e deve essere, l’unica strada condivisibile affinché i valori universali vengano consolidati nella comunità e nel cuore delle persone.

Invitiamo pertanto l’Amministrazione Comunale ad accogliere questa sfida e a tramutare questa vicenda, con il lavoro di tutti, in una possibilità di riaffermare a gran voce i valori e i diritti inalienabili dei popoli del mondo, tramite la conoscenza e condivisione, nel linguaggio universale della musica.

Associazione Albergatori S. Teresa Gallura.

Diritto al ritorno degli emigrati sardi. Nuova assemblea a Torino

 riceviamo e volentieri pubblichiamo

ASSEMBLEA PLENARIA DELLE EMIGRATE E DEGLI EMIGRATI SARDI IN ITALIA
▶ TORINO, 31MARZO 2019 ALLO SPAZIO POPOLARE NERUDA, CORSO CIRIE’ 7

In continuità con l’assemblea di Bologna dello scorso 18 Novembre (https://bit.ly/2VWnQxT ) vorremmo incontrarci e discutere della costruzione di una piattaforma delle emigrate e degli emigrati sardi. Durante il primo appuntamento ci siamo concentrati sulla comprensione del fenomeno grazie a degli interventi seminariali di Omar Onnis ed Enrico Lobina e ai ricchi spunti forniti dai partecipanti, una parte di questi interventi la trovate nelle dirette di Zenti Arrubia Bologna (https://bit.ly/2XSOtpm ) e nell’editoriale di Enrico Lobina per Fondazione Sardegna (https://bit.ly/2TC67iy )
A Bologna abbiamo anche segnato alcuni punti dai quali vorremmo patire:
Vogliamo costruire un nuovo soggetto politico fatto di emigrate ed emigrati dalla Sardegna. Vogliamo costruire un’analisi e delle pratiche a partire dal nostro essere migranti senza pregiudizi ideologici, per questo crediamo sia giusto andare oltre la partecipazione dei singoli ad associazioni, movimenti, collettivi e partiti politici.
Vogliamo anche dire con forza che intendiamo ripensare completamente la figura del migrante sardo, da sempre immaginato come uomo, pastore o operaio. Vogliamo mettere al centro le categorie che sono state rimosse dalla narrazione dell’emigrazione sarda, la quale è da sempre stata anche una migrazione di donne, mondine, studentesse, operaie, colf, infermiere, dottoresse avvocatesse e tanto altro. Altre soggettività non incluse nell’analisi delle migrazioni dalla Sardegna sono coloro che non rientrano nel binarismo di genere o che non rispecchiano in un senso comune che contempla solo relazioni etero-normalizzate. Queste, così come le donne in molti casi migrano non necessariamente causa vuoti formativi od occupazionali ma con la speranza di trovare contesti più liberi dall’oppressione di genere, da sessismo e omofobia.
Vogliamo aver diritto al ritorno, intendiamo in questo senso andare oltre la nefasta e antistorica idea per la quale “la Sardegna ai Sardi” e quindi che le sarde ed i sardi dovrebbero necessariamente starsene nell’isola. Piuttosto vogliamo rivendicare con forza che la Sardegna dev’essere una terra nella quale ci siano le condizioni socio-economiche per poter tornare e nella quale raggiungere le proprie aspirazioni.
Vogliamo rivendicare le nostre esperienze di migrazione anche come una ricchezza che vorremmo poter riportare nell’isola. Intendiamo andare oltre gli stereotipi sull’emigrazione come percorso obbligato per chi non è stato in grado di costruire le proprie aspirazioni nell’isola. Piuttosto vorremmo che tutte le sarde e tutti i sardi fossero messi nelle condizioni di poter scegliere se partire dalla Sardegna e se tornare nell’isola per costruire i propri desideri.
Questi sono i pochi punti che abbiamo messo insieme la scorsa assemblea, crediamo che questi possano essere un’indicazione da dove partire. Sappiamo anche che la direzione ci è sconosciuta, ci vediamo a Torino il 31 marzo allo Spazio Popolare Neruda per trovare un senso comune che ci indichi una via per il ritorno di tutte e di tutti quelli che desiderano rientrare nell’isola!

Programma:
h 10.30 ▏ Accoglienza e presentazione della giornata
h 11 ▏Prima parte: Quali sono le difficoltà che viviamo come emigrati sardi? Quali pratiche vorremmo utilizzare per rivendicare un miglioramento della nostra condizione?
h 14.30 ▏Pausa pranzo
h 15.30 ▏Seconda parte: Quali sono gli ostacoli principali che precludono il diritto al ritorno? Quali pratiche costruire per rimuovere questi ostacoli?
h 18.30 ▏Spunti di riflessione: Partendo dalle riflessioni emerse che tipo di piattaforma pensiamo più congeniale per il conseguimento dei nostri obiettivi?
h 19.30 ▏Conclusione della serata con aperitivo

Sa Corona De Logu s’at a presentare su 6 de abrile in Casteddu

Sa Corona de Logu, assemblea natzionale de sos amministradores indipendentistas, s’at a presentare sàbadu su 6 de abrile, a sas 5 de merie, in s’Auditòrium de Open Campus Tiscali, in localidade Sa Illetta, in Casteddu.

S’atòbiu, abertu a totus, tenet s’obietivu de ammustrare a su mundu polìticu e a sa sotziedade s’àndala chi at batidu a sa nàschida de sa Corona de Logu, s’organizatzione e sos obietivos suos. Importu at a bènnere dadu a su sìmbulu istitutzionale de s’assemblea e a su programma de atzione polìtica pro su 2019. Programma giai inghitzau cun sas initziativas pro su bilinguismu ordingiadas su 21 de freàrgiu, in ocasione de sa die internatzionale de sa limba mama.

Coro de s’atòbiu at a èssere sa firma de sa Carta Istitutiva de sa Corona de Logu, a incuru de sas deghinas de amministradores locales indipendentistas chi, acudinde dae totu su territòriu natzionale de sa Sardigna, ant dadu animu a s’assemblea. Su fine issoro est, pro mèdiu de sa testimonia personale e su bonu traballu in sas comunidades, ammaniare s’andala a sa nàschida de sa Repùblica de Sardigna.

Su 6 de abrile ant a èssere lèzidos is messàgios lòmpidos dae sos movimentos de sas diferentes natziones sena Istadu de Europa. Unu saludu at a èssere infines batidu dae sos partidos indipendentistas sardos.

Sa Corona de Logu s’augurat una partetzipatzione manna a s’atòbiu e chi, in su benidore, semper prus amministradores locales s’aunant a s’àndala cara a s’emantzipatzione de sos sardos.

Ecco i valori dell’Assemblea Nazionale Sarda

Stiamo concretizzando un’idea potente – scrive sul suo profilo pubblico il sindaco di Villanovaforru Maurizio Onnis – darci e dare agli indipendentisti una casa comune, un rifugio e uno strumento per lavorare assieme all’emancipazione dei sardi. È l’Assemblea Nazionale Sarda.

La scorsa domenica, ieri 24 marzo, si è riunito infatti il gruppo di lavoro dopo l’esordio dello scorso 10 marzo a Iscanu (Scano di Montiferro).

Ieri, a Bauladu – continua Onnis – un gruppo di lavoro di circa 40 persone ha scelto pochi principi valoriali e organizzativi considerati irrinunciabili per l’ANS. L’abbiamo fatto per dare subito all’Assemblea un’identità precisa e soprattutto per consentire a chi vuole di agire immediatamente sul proprio territorio. I principi sono stati votati uno per uno e approvati con maggioranza larghissima o all’unanimità. Eccoli:

  1. L’ANS è aperta a tutti.
  2. L’ANS è apartitica.
  3. L’adesione all’ANS è individuale.
  4. L’ANS lavora per il riconoscimento della nazione sarda.
  5. L’ANS lavora per la crescita della coscienza nazionale sarda, finalizzata all’indipendenza della Sardegna.
  6. L’ANS lavora per la parità linguistica.
  7. L’ANS lavora per la valorizzazione e promozione della cultura sarda.
  8. L’ANS lavora per la valorizzazione e tutela del patrimonio ambientale e storico sardo.
  9. L’ANS lavora per la connessione e costruzione di reti tra cittadini, associazioni, comitati, movimenti, partiti.
  10. L’ANS è contro ogni atteggiamento discriminatorio, violento, sessista, xenofobo, autoritario.
  11. L’ANS si fonda sulla democrazia interna, sulla circolazione delle cariche, e sull’assoluta trasparenza degli atti.
  12. L’ANS si fonda sulla responsabilità individuale degli aderenti.
  13. L’ANS si fonda sull’autofinanziamento su base volontaria.

Questi principi – conclude il sindaco – rappresentano la base per il lavoro del gruppo che si occuperà di stendere statuto e documento organizzativo, in un processo seguito costantemente dall’Assemblea. Non c’è dubbio, dunque, che i punti cardine possano essere riordinati e arricchiti. Ma non sminuiti. Più importante ancora è, ripeto, che essi ci consentono di avvicinare già oggi quanti sono fuori dalla nostra cerchia e invitarli a riconoscersi in ciò in cui noi stessi ci riconosciamo. Chi vuole nuotare, insomma, nuoti. Dimostri che si può. E cominci a fare circolo. A casa, nel quartiere, nel paese, nella città.

Sono un militante antifascista

Tratto dal profilo facebook di Mauro Aresu

È difficile scrivere qualcosa sulla vicenda che mi ha riguardato oggi, non tanto perché sia una vicenda triste quanto lo è un’Italia dove si va sul giornale con nome e cognome per le proprie convinzioni politiche. Nemmeno perchè il Ministro degli Interni, dopo essersi avvalso dell’immunità parlamentare, aver fatto dilatare quei 49 milioni “spariti” dalle casse dello stato in 89 comode rate annuali, fa la vittima contro uno dei tanti sfigati di turno che incombe nella pesca a strascico dei suoi avvocati.

Scrivere di questa vicenda è difficile perchè vuol dire sottrarre tempo e parole a chi questo tempo e queste parole se le merita veramente. Parole che dovrebbero essere di ringraziamento nei confronti di tutte quelle e quei militanti che hanno rischiato la loro vita nella Siria del Nord e che ora sono a processo contro lo Stato Italiano. Parole che dovrebbero trasformarsi in partecipazione per Lorenzo Orsetti, italiano in forze alle YPG morto ieri per mano di DAESH, e per tutti i martiri che hanno dato la vita in questa guerra.

Sono un militante antifascista, che lotta per il diritto all’abitare, perché sulla propria terra venga eliminata ogni traccia di servitù militare e perché si possa vivere liberi in una terra libera. Non sprecherò un minuto di più a parlare di questa vicenda che è finita in tribunale dopo la richiesta di ABIURA (ahahahahah) rifiutata dal sottoscritto e tornerò a fare quello che stavo facendo fino a quando è comparso quell’articolo scritto con i piedi, il militante comunista.

Ringrazio tutte e tutti per la solidarietà e i tanti messaggi arrivati (a cui non riesco a rispondere ma vi prometto una birra) e vi lascio con le ultime parole di Orso che spero ognuno faccia proprie e siano da spinta per una vita coscientemente attiva, partigiana e militante.

“Non avrei potuto chiedere di meglio. Vi auguro tutto il bene possibile, e spero che anche voi un giorno (se non l’avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo.

Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza, mai! Neppure per un attimo.”

p.s.: questo profilo è inattivo da tempo, Facebook ha fatto la sua storia e non è più utile come in passato per veicolare i messaggi politici. Ci rimangono i vecchi bacucchi troll che stanno attaccati al pc a commentare in maniera compulsiva. Questo è l’ultimo messaggio che comparirà su questa pagina. Se volete beccarmi, sapete dovete trovarmi… nelle piazze dei quartieri e dei paesi lì dove i politici stipendiati vanno solo per farsi qualche selfie e mangiare a sbaffo.

Mauro Aresu

Nurah, il gioco delle torri di luce. Intervista all’autore Marco Oggianu

 Oggianu Marco, autore di Nurah, il gioco delle torri di luce

Nurah, il Gioco delle Torri di Luce. Di cosa parla?

Quattromila anni fa, in epoca nuragica, la Sardegna era divisa in venti Regni. Nel cuore di ogni Regno si trovava il Tempio di Shardan, Dio del Sole, chiamato anche Nurah, Torre di luce (oggi Nuraghe), così chiamata per il fuoco sacro che ardeva sulla sua sommità l’intero arco dell’anno.  Per evitare guerre i Regni si affrontavano in un Gioco dove due squadre di nove elementi combattevano per una Nurah: prima della sfida il fuoco veniva spento, la squadra che conquistava la fiaccola e lo riaccendeva era la vincitrice e otteneva il dominio sul Regno. La squadra con più Nurah al suo attivo, avrebbe sancito il Judike, ovvero l’Imperatore di tutti i Regni. In questo contesto è ambientata la storia della piccola squadra di Kehra che, condotta da una ragazzina, Ilian, sfida la più blasonata Antinè e i campionissimi di Bahr Amon. Ilian gioca per liberare Gunnar, il suo fidanzato, tenuto in ostaggio dal Judike Is e costretto a giocare per Bahr Amon…

Storia, fantastoria o tutte e due le cose?

Più fantastoria, anche se l’ambiente descritto è quello della civiltà nuragica e dei templi ad essa collegati: tombe di giganti, tempietti a megaron, pozzi sacri e così via. La storia è ispirata ai Giganti di Monte Prama e ai personaggi rappresentati nei bronzetti. Infatti ogni squadra è composta da quattro arcieri, due pugili con scudo, due lottatori e un Campione, rappresentato come il cosiddetto capotribù con bastone, trofeo simbolo per ogni Nurah conquistata. Nella storia vi sono anche altri oggetti come i pugnaletti e le navicelle, che hanno anche funzioni ben precise.

Perché un romanzo sul passato dei sardi?

Per far conoscere la storia dei Sardi in maniera abbastanza semplice. In questo racconto mi sono attenuto a quello che la storiografia ufficiale sostiene ancora oggi, facendone quasi una parodia. Mentre gli altri popoli del mondo navigavano, scrivevano, venivano qui a insegnarci tutto, i nuragici erano totalmente occupati nel Gioco. Costruire torri di pietra e mettere tutte le energie per le squadre che avrebbero dovuto conquistarle, o difenderle. Un po’ come oggi avviene col calcio e nell’antica Roma coi gladiatori. I Nuraghi costruiti per un gioco? Può sembrare assurdo, ma se pensiamo che l’edificio più imponente della Roma antica era il Colosseo e che oggi nelle nostre metropoli sono gli stadi… Inoltre nel racconto vi sono chiari riferimenti allo sport dei tempi moderni e ai suoi problemi: corruzione, doping, scommesse, partite arrangiate, ecc.

Il passato e la riflessione sul passato possono aiutarci a cambiare il presente?

Si, ma dipende da come si interpretano le fonti. Quando vi sono fonti scritte palesi e obbiettive è chiaro che non le si può discutere, ma quando tutto si basa su ambigui reperti materiali o su descrizioni mitologiche, allora la storia diventa speculazione ed è molto facile cadere nella propaganda, che quasi sempre favorisce i vincitori e i dominatori. Nel caso della Sardegna è abbastanza evidente, è stata creata una narrazione storica che vede i sardi come eternamente perdenti. Non dico colonizzati, sconfitti, poiché questi termini potrebbero essere limitati a certi periodi per poi venire ribaltati in altri, parlo invece di perdenti poiché questa situazione viene spacciata come eterna, inevitabile. Un’esaltazione estrema dello status quo che non trova eguali nemmeno nella Reazione dell’Ancien Regime di inizio ottocento. Un uso distorto della storia a scopo coloniale che ha veramente cambiato il presente, ma in maniera negativa, convincendo i sardi che sono sempre stati un popolo di incapaci, con tutte le conseguenze che abbiamo davanti agli occhi.

Per ribaltare le cose io reagisco con un’altrettanto forte mitologia, inventata, come la loro, e raccontata in maniera popolare. Usando un termine più esplicito: proletaria. Come gli americani fanno con Hollywood, anche se l’esempio è molto azzardato. In questo caso lo faccio con una storia semplice, d’amore e di battaglie, nella quale tutti possono riconoscersi, e che non ha nessuna pretesa di scientificità storica. Ma che colpisce, resta nell’immaginario popolare, ed è questo il mio obbiettivo. La scienza invece la lascio ai veri archeologi, di cui rispetto il lavoro.

«Per unire le lotte organizziamoci». Caminera Noa si riunisce a Bauladu

Nelle immagini alcuni particolari delle mobilitazioni di Caminera Noa
Dopo aver lanciato le battaglie contro il finanziamento pubblico alla sanità privata con le due manifestazioni davanti al Mater Olbia, la campagna per cambiare le regole dei tirocini, la campagna di mutualismo Telèfonu Ruju e l’inchiesta sul lavoro femminile in Sardegna con la diffusione del questionario lanciato in occasione dello sciopero femminista globale dell’8 marzo (vai alla compilazione), la proposta sulla cittadinanza onoraria sarda per iniziare a costruire una nuova e più inclusiva concezione di cittadinanza, il soggetto-progetto politico Caminera Noa si riunisce per fare il punto delle lotte in corso, per avviarne delle nuove e per parlare di come organizzarsi per essere più incisivi ed efficaci.
Ecco il testo inviato alla mailing list a tutti gli attivisti :
Siamo nel secondo anno di attività di Caminera Noa e con le tante iniziative e battaglie cui abbiamo dato vita, abbiamo dimostrato che è possibile (ri)connetterci tra di noi – tra le varie anime anticapitaliste, anticolonialiste, antirazziste, ecologiste, presenti in Sardegna – e l’unico modo per farlo è partire dalle lotte reali, mettendole in piedi o stando dentro ai conflitti già esistenti, sporcandoci le mani, con rispetto reciproco. 
Possiamo immaginare una fase avanzata? Una fase che permetta una migliore saldatura di tutti i conflitti presenti in Sardegna?  
Caminera Noa non è una organizzazione nel senso classico del termine, perché chiunque può partecipare alle sue assemblee plenarie, intervenire, avanzare proposte e votare.
Quindi la metodologia utilizzata è quella della democrazia diretta senza mediazioni, poi tutte le decisioni prese in assemblea plenaria vengono demandate ad un coordinamento organizzativo e ai due portavoce (un uomo e una donna, in Caminera Noa vige la parità di genere) che rappresentano, insieme ai responsabili dei tavoli di lavoro, le lotte e i progetti di Caminera Noa.
La scommessa di questo esperimento politico consiste nell’idea di unire tutte quelle persone che si riconoscono in alcuni principi fondamentali (Autodeterminazione della nazione sarda, antifascismo, antirazzismo, necessità di superare il sistema economico neoliberista, sostenibilità ambientale) utilizzando gli strumenti della partecipazione democratica evitando leaderismi e burocratismi che da sempre affliggono il mondo delle lotte sociali e delle istanze indipendentiste. 
Ecco il programma della giornata

ore 10.30 – 13 ❙ Discussione su fase politica in Sardegna
ore 13 – 15 ❙ Pausa pranzo
ore 15 – 19 ❙ Nuovi strumenti per: democrazia, partecipazione, pratica

Il pranzo sarà un buffet autogestito e tutte le stoviglie utilizzate saranno in materiale riciclabile.

#camineranoa #31M #Bauladu

Qui l’evento fb  

Di seguito la locandina dell’evento.
L’appuntamento è fissato per domenica 31 marzo alle ore 10:00 nella biblioteca comunale di Bauladu in piazza Emilio Lussu