Diritto al ritorno degli emigrati sardi. Nuova assemblea a Torino

 riceviamo e volentieri pubblichiamo

ASSEMBLEA PLENARIA DELLE EMIGRATE E DEGLI EMIGRATI SARDI IN ITALIA
▶ TORINO, 31MARZO 2019 ALLO SPAZIO POPOLARE NERUDA, CORSO CIRIE’ 7

In continuità con l’assemblea di Bologna dello scorso 18 Novembre (https://bit.ly/2VWnQxT ) vorremmo incontrarci e discutere della costruzione di una piattaforma delle emigrate e degli emigrati sardi. Durante il primo appuntamento ci siamo concentrati sulla comprensione del fenomeno grazie a degli interventi seminariali di Omar Onnis ed Enrico Lobina e ai ricchi spunti forniti dai partecipanti, una parte di questi interventi la trovate nelle dirette di Zenti Arrubia Bologna (https://bit.ly/2XSOtpm ) e nell’editoriale di Enrico Lobina per Fondazione Sardegna (https://bit.ly/2TC67iy )
A Bologna abbiamo anche segnato alcuni punti dai quali vorremmo patire:
Vogliamo costruire un nuovo soggetto politico fatto di emigrate ed emigrati dalla Sardegna. Vogliamo costruire un’analisi e delle pratiche a partire dal nostro essere migranti senza pregiudizi ideologici, per questo crediamo sia giusto andare oltre la partecipazione dei singoli ad associazioni, movimenti, collettivi e partiti politici.
Vogliamo anche dire con forza che intendiamo ripensare completamente la figura del migrante sardo, da sempre immaginato come uomo, pastore o operaio. Vogliamo mettere al centro le categorie che sono state rimosse dalla narrazione dell’emigrazione sarda, la quale è da sempre stata anche una migrazione di donne, mondine, studentesse, operaie, colf, infermiere, dottoresse avvocatesse e tanto altro. Altre soggettività non incluse nell’analisi delle migrazioni dalla Sardegna sono coloro che non rientrano nel binarismo di genere o che non rispecchiano in un senso comune che contempla solo relazioni etero-normalizzate. Queste, così come le donne in molti casi migrano non necessariamente causa vuoti formativi od occupazionali ma con la speranza di trovare contesti più liberi dall’oppressione di genere, da sessismo e omofobia.
Vogliamo aver diritto al ritorno, intendiamo in questo senso andare oltre la nefasta e antistorica idea per la quale “la Sardegna ai Sardi” e quindi che le sarde ed i sardi dovrebbero necessariamente starsene nell’isola. Piuttosto vogliamo rivendicare con forza che la Sardegna dev’essere una terra nella quale ci siano le condizioni socio-economiche per poter tornare e nella quale raggiungere le proprie aspirazioni.
Vogliamo rivendicare le nostre esperienze di migrazione anche come una ricchezza che vorremmo poter riportare nell’isola. Intendiamo andare oltre gli stereotipi sull’emigrazione come percorso obbligato per chi non è stato in grado di costruire le proprie aspirazioni nell’isola. Piuttosto vorremmo che tutte le sarde e tutti i sardi fossero messi nelle condizioni di poter scegliere se partire dalla Sardegna e se tornare nell’isola per costruire i propri desideri.
Questi sono i pochi punti che abbiamo messo insieme la scorsa assemblea, crediamo che questi possano essere un’indicazione da dove partire. Sappiamo anche che la direzione ci è sconosciuta, ci vediamo a Torino il 31 marzo allo Spazio Popolare Neruda per trovare un senso comune che ci indichi una via per il ritorno di tutte e di tutti quelli che desiderano rientrare nell’isola!

Programma:
h 10.30 ▏ Accoglienza e presentazione della giornata
h 11 ▏Prima parte: Quali sono le difficoltà che viviamo come emigrati sardi? Quali pratiche vorremmo utilizzare per rivendicare un miglioramento della nostra condizione?
h 14.30 ▏Pausa pranzo
h 15.30 ▏Seconda parte: Quali sono gli ostacoli principali che precludono il diritto al ritorno? Quali pratiche costruire per rimuovere questi ostacoli?
h 18.30 ▏Spunti di riflessione: Partendo dalle riflessioni emerse che tipo di piattaforma pensiamo più congeniale per il conseguimento dei nostri obiettivi?
h 19.30 ▏Conclusione della serata con aperitivo