Sinistra e indipendenza in Sardegna: ecco il libro!

La Casa editrice Catartica sta per pubblicare un libro curato da Omar Onnis e da Cristiano Sabino. Falce e Pugnale – Per un socialismo di liberazione nazionale raccoglie in versione integrale alcuni documenti storici riconducibili alle tesi della sinistra indipendentista e due saggi introduttivi scritti appunto da Onnis (Introduzione) e da Sabino (Per un sardismo popolare).  La raccolta non ha velleità di completezza, ma è orientata a iniziare a restituire il senso di una elaborazione politica che altrimenti andrebbe perduta e in questo si dimostra un testo pioneristico, visto che a parte alcune eccezioni, non esistono testi di ricostruzione storica capaci di rappresentare con efficacia tale dibattito.

A dare notizia della pubblicazione sono gli stessi Onnis e Sabino suo loro profili social.

Catartica – scrive Omar Onnis – pubblica una serie di documenti, internazionali e sardi, che offrono il quadro teorico della riflessione indipendentista di sinistra, anti-colonialista, socialista. Al centro, appunto, le tesi congressuali della disciolta aManca pro s’Indipendènztia, corredate da un’analisi di Cristiano Sabino (nella doppia veste di commentatore politico e di testimone diretto) e da una sintetica contestualizzazione storico-politica (in cui mi sono cimentato io stesso). A completare il quadro, i testi integrali della Carta di Brest e della Carta di Algeri, preziosissime elaborazioni politico-giuridiche pressoché sconosciute ai più, anche tra i militanti indipendentisti e autodeterminazionisti. Ho offerto volentieri il mio contributo a questa opera, grato per l’opportunità di puntualizzare alcune questioni, benché senza alcuna pretesa di esaustività. Questioni e passaggi storici che meriterebbero a loro volta estese ricerche e pubblicazioni adeguate. Ritengo che quella di pubblicare i testi politici dell’indipendentismo sardo sia una strada da continuare a seguire, onde evitare di disperdere un patrimonio di riflessione e di elaborazione spesso relegato nei documenti interni delle organizzazioni, sparpagliato in materiali eterogenei e di difficile reperimento o alla deriva nel mare magnum della Rete.

La carta di Brest (3 febbraio 1974) è il risultato di una convergenza internazionale di diverse organizzazioni indipendentiste tra cui anche il Moimentu de su Populu Sardu.  La carta di Algeri (4 luglio del 1976) è il frutto di una riunione di studiosi e militanti internazionalisti, tra i quali l’italiano Lelio Basso, in occasione del duecentesimo anniversario della Rivoluzione americana. Tale carta non è un documento ufficiale ma chiarisce in maniera decisiva il tema del diritto all’autodeterminazione e il carattere imprescrittibile e inalienabile dell’esercizio dello stesso.  Le tesi di A Manca pro s’Indipendentzia (7 aprile 2013) invece rappresentano l’ultima elaborazione teorica prima dello scioglimento dell’organizzazione annunciato con un comunicato il 24 maggio del 2015 a seguito del suo V° congresso.

Il senso politico dell’operazione editoriale è riassunto da due post di Sabino:

(1) Da Lussu a Gramsci, dalle tesi di Lione e di Colonia del PCd’I all’appello dell’internazionale contadina al V congresso del Partito Sardo, dal sabotaggio del PCS al rilancio del dibattito anticolonialista degli anni Sessanta e Settanta, dalla Carta di Brest alla Carta di Algeri, da Su Pòpulu Sardu alle tesi di A Manca pro s’Indipendentzia.

Il sardismo popolare è stato sempre osteggiato e combattuto sia dal sardismo podatario che dalla sinistra centralista, sciovinista e coloniale.

Ma è un filo rosso, spesso invisibile o difficilmente rintracciabile, che ciclicamente – quando tutto sembra perduto e disperso – unisce una nuova generazione di sarde e sardi nel rinancio della lotta per la liberazione nazionale e sociale della terra di Sardegna.

(2) Questo libro non è un punto di arrivo ma solo un punto di partenza, perché tanti altri documenti dovranno essere sottratti dall’oblio in cui il tempo e la cultura politica dominante li hanno confinati. Però è un inizio per ristabilire un filo rosso che non si è mai reciso che da Gramsci arriva fino a noi, un filo che lega i destini e le fatiche della sinistra rivoluzionaria e della lotta per la decolonizzazione della Sardegna.

Sebbene si sia fatto di tutto da entrambe le parti per dividere queste due istanze, si tratta della stessa medesima lotta.

Il ragionamento andrà ampliato e la tessitura intellettuale e politica di compagni come Michele Zuddas, Roberto Loddo, Andrìa Pili, Omar Onnis ed Enrico Lobina va in questa direzione, anche se ancora il dibattito è abbastanza fluido e non esiste la volontà politica di strutturalo e finalizzarlo in maniera esplicita. Ma ci arriveremo, non ho dubbi su questo.

Il mio saggio si chiama “Per un sardismo popolare”, perché è quello che Gramsci ha cercato di intessere fino all’ultimo giorno di libertà, lavorando ai fianchi i dirigenti sardisti e mobilitando non solo l’intero Partito Comunista d’Italia, ma anche l’Internazionale Contadina nello sforzo di stabilire una alleanza organica tra le istanze sardiste popolari e le istanze della rivoluzione proletaria.

Ma non è un libro che si occupa di storia, non solo, non principalmente almeno. Il libro parla di noi, di ciò che vogliamo e dobbiamo fare per riprendere la lotta e rialzare quella bandiera e per costruire un movimento popolare che sia davvero sardista e un sardismo che sia davvero popolare, insomma un nuovo sardismo popolare che parta innanzitutto dalla consapevolezza che questo dibattito ha cento anni di storia e che, nonostante l’apparente debolezza, è una radice profonda che nessuno è mai riuscito davvero ad estirpare.

Presto la data della prima presentazione che sarà a Sassari

Il libro è ordinabile al seguente link 👇
http://www.catarticaedizioni.com/…/falce-e-pugnale-omar-onn…

Oppure in libreria a partire dal 15 aprile.