Tricolore indossato al contrario o chiuso in un cassetto? Scoppia la polemica tra sindaci indipendentisti

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Fa discutere la posizione del sindaco di Villanovaforru Maurizio Onnis sul tricolore indossato al contrario “fino a quando le cose non cambieranno”. Riportiamo la sua posizione tratta dai social in versione integrale:

Porterò la fascia tricolore rivoltata. Fino a quando le cose cambieranno.

Altri illustrano meglio di me i pericoli cui ci espone la destra retriva incarnata al governo da Salvini. Io stesso verifico i tratti illiberali e autoritari della sua politica e del suo discorso pubblico, già a proposito dei migranti. Una questione che, da sindaco, continua a toccarmi molto da vicino. E su certe faccende servono poche parole: quelle che vanno al nocciolo.

Ora, per me e sul piano politico, il nocciolo è che portarsi la Lega al governo della Sardegna è un errore madornale, storico, imperdonabile. Non c’è nessun fine che giustifichi una scelta del genere: nemmeno, intendo, la buona amministrazione dell’isola (ancora tutta da vedere). La macchia resta. E non sono disposto a starmene qui, nella “zona grigia”, sperando che le cose siano meno gravi di quel che appaiono. Perché portarsi in Regione la Lega è come portarsi in casa un piromane: il suo mestiere è appiccare incendi. L’unico dubbio riguarda il quando e il quanto l’incendio sarà esteso.

D’ora innanzi, in segno di dissenso personale e istituzionale, porterò la fascia tricolore rivoltata, in ogni occasione in cui ne sia richiesto l’uso. E la manterrò così fino a quando l’aria cambierà e chi governa a Cagliari e a Roma tornerà a porre al primo posto l’eguaglianza tra gli individui, la soluzione pacifica delle controversie, il rispetto reciproco tra popoli e tra parti politiche. In altre parole, quando torneranno ad avere il giusto valore e la giusta considerazione i principi nel cui nome sindaci, assessori, presidenti, consiglieri, ministri, parlamentari svolgono le loro funzioni.

La protesta di Onnis verso il segno politico dell’attuale giunta regionale però non fa discutere solo nel campo dei leghisti e degli antileghisti isolani, bensì anche nello stesso campo indipendentista e in particolare nell’ambito della Corona Delogu – la rete degli amministratori indipendentisti – di cui Onnis è vicepresidente.

A rispondergli è il presidente della Corona De Logu Davide Corriga con un post di pochi minuti fa. Corriga è sindaco di Bauladu al suo secondo mandato e con educazione e rispetto dichiara di non essere d’accordo con Onnis. Anche in questo caso riportiamo integralmente il suo post:

Non sono d’accordo con Maurizio. Indossare la fascia tricolore – ad eccezione dei matrimoni civili – non risulta mai obbligatorio, pertanto il problema non si pone.

Aggiungo che, da indipendentista, considero un errore fare un discorso di colore del governo di turno. Se l’Italia fosse lo Stato più democratico e inclusivo del mondo, la mia posizione sul tema non cambierebbe.

Personalmente ritengo che utilizzare il tricolore “al contrario” sia un’azione politicamente sbagliata. La trovo una provocazione gratuita nei confronti di quanti in quel simbolo si riconoscono. La mia idea di dialettica politica pone alla base il rispetto delle altrui appartenenze.

Insomma non è il colore politico il problema, ma la subalternità stessa della Sardegna allo stato italiano.

Il dibattito è aperto e si fa davvero interessante! Pesa Sardigna è disponibile ad ospitare ogni serio ed articolato intervento sul tema.